Materiale per Medea

In Materiale per Medea, Agata Tomšič manipola un testo vivo e radicale, mettendolo in relazione con una raffinata partitura audio-luci. In una scena appena visibile, che lascia spazio alla potenza immaginativa dell’udito, la parola di Heiner Müller si fa carne: Medea emerge dal buio, tra nero e oro, come dea, madre, straniera, strega, profuga, privata di tutti i diritti. 

Il linguaggio oscilla fra tragedia classica e lirismo contemporaneo, immagini di realtà e frammenti di inconscio, montanti con la composizione sonora di Matevž Kolenc (Laibach), all’interno di un dispositivo dialettico sonoro-visivo che porta gli spettatori all’interno di un’esperienza immersiva in cui sono al contempo vittime e carnefici delle catastrofi del presente. 

 

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