Finalmente domenica! Quattro spettacoli del Teatro delle Ariette all’ora di pranzo

06 febbraio 2026

Nostalgia di una domenica in famiglia? Di un tempo lento, diviso tra il pranzo condiviso, il silenzio dei campi e la possibilità di stare insieme senza fretta? Da questo sentimento è nato Finalmente domenica!, la rassegna del Teatro delle Ariette che torna per la sua seconda edizione, trasformando la domenica a pranzo in un’esperienza di teatro e condivisione. L’edizione 2026 si svolge dall’8 febbraio al 29 marzo alle 12.30 nel teatro in mezzo ai campi della compagnia in Valsamoggia, e offre l’occasione di vedere o rivedere quattro tra lavori storici e nuove creazioni del gruppo.

Come scrivono Paola Berselli e Stefano Pasquini, la rassegna dal desiderio di ritrovare oggi un tempo diverso, fatto di silenzio, campagna e incontro. Il teatro diventa così un luogo in cui condividere non solo uno spettacolo, ma anche un pranzo e un frammento di vita.

Il primo appuntamento è Teatro Naturale? Io, il couscous e Albert Camus (8 febbraio), creazione del 2012 che racconta il percorso di formazione di un giovane diciassettenne. Spinto dall’amore, il protagonista lascia Bologna e arriva in Francia, accolto da una famiglia di spagnoli fuggiti prima dalla Guerra Civile e poi dalla Guerra di Indipendenza algerina. Il viaggio attraversa luoghi e identità diverse, dal Mediterraneo alla Spagna e all’Algeria, componendo una piccola odissea fatta di incontri, scoperte e sconfitte.

Segue E riapparvero gli animali (22 febbraio), creazione del 2020 dal testo omonimo di Catherine Zambon, con testi di Paola Berselli e Stefano Pasquini, che ne curano anche traduzione, regia e interpretazione. Ambientato in un futuro non troppo distante, lo spettacolo riflette sul nostro presente a partire dall’esperienza del primo lockdown. Gli spettatori vengono accolti in uno spazio condiviso, mentre in scena Stefano prepara i tortelli nella lastra con la farina coltivata alle Ariette. Il racconto scivola in un passato recente che ha segnato profondamente la vita collettiva, seguendo la vicenda di una donna di settant’anni alle prese con un mondo nuovo, indurito e privo di animali, eliminati perché ritenuti portatori di malattie.

Il 15 marzo va in scena Noi siamo un minestrone [Imagine], ultima creazione del 2024 della compagnia. Più che uno spettacolo, è pensato come un incontro, un’ora di tempo vissuta poeticamente intorno a due pentole poste al centro della scena. Attori e spettatori siedono insieme, condividendo l’attesa del minestrone mentre si riflette sull’identità, sulla relazione e sulla possibilità di immaginare il presente. Il minestrone diventa metafora di una comunità fatta di differenze, acqua, mescolanza e legami.

La rassegna si chiude con il debutto di CONCERTO. Il nostro teatro come un concerto (29 marzo), nuovo lavoro di Berselli e Pasquini. La musica, da sempre presente nel teatro delle Ariette, diventa qui struttura portante: frammenti di spettacoli precedenti vengono accostati come canzoni di un concerto, dando forma a una narrazione che attraversa trent’anni di lavoro, da Teatro da mangiare? a Noi siamo un minestrone. Un attraversamento leggero e consapevole, pensato come un incontro da pari a pari tra chi è in scena e chi ascolta.