- Data di pubblicazione
- 26/03/2025
- Ultima modifica
- 26/03/2025
Perché ricordare? Le “Tre sorelle” secondo Muta Imago
Il 27 marzo al Laura Betti Casalecchio di Reno
Vite spese nel ricordo di un passato mitizzato o nell’attesa di un futuro che non arriverà mai. “A Mosca! A Mosca!…” ripetono le Tre sorelle dell’omonimo dramma di Anton Čechov, desiderose di tornare a vivere nella capitale russa per riscattarsi dalla triste vita provinciale. Mentre in un altro dramma celebre del grande drammaturgo russo, la vita è tutta intera nel passato, in quel Giardino dei Ciliegi che conserva il mito della felicità di un tempo che non torna. Il presente è il grande assente nelle opere di Čechov, tanto quanto i fantasmi della nostalgia e del desiderio ne sono protagonisti. Ed è proprio ai fantasmi della memoria, alla iconica battuta iniziale di Tre Sorelle – ‘Perché ricordare?’ – che si rivolge Muta Imago nel rivisitare questo classico con una riscrittura di grande impatto visivo.
Lo spettacolo si vedrà il 27 marzo, in prima regionale, al Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno, nell’ambito della stagione multidisciplinare a cura di ATER Fondazione. In scena tre interpreti, tre voci di uno stesso corpo in evoluzione e involuzione su una immaginaria e fluttuante linea temporale: la giovane Federica Dordei, la pluripremiata Monica Piseddu e la versatile Arianna Pozzoli, con loro sul palco ad eseguire le musiche dal vivo il compositore Lorenzo Tomio. A volte maghe a volte medium, le tre sorelle si stringono l’una all’altra per sopravvivere alle ferite della memoria e, attraversate dall’eco degli eventi che le hanno travolte e degli uomini che sono passati, si scoprono essere l’incarnazione di un’unica voce. Quella di una donna, che aggrappata ai suoi dubbi, si chiede e ci chiede: “Perché ricordare?”.
Trasformata dalla regista Claudia Sorace e dal drammaturgo Riccardo Fazi in una performance esoterica, un esercizio di metamorfosi ed evoluzione, Tre Sorelle è la storia dell’incessante lotta allo scorrere del tempo, la storia di chi combatte contro la nostalgia del passato per costruire nuovi futuri possibili. A giocare un ruolo fondamentale, oltre alla musica dal vivo, è la dimensione visiva dello spettacolo (le scene sono disegnate da Paola Villani, le luci da Maria Elena Fusacchia). D’altronde il duo romano è noto proprio per la capacità di esplorare diverse forme d’arte, dal teatro alla performance, dal teatro musicale, all’opera, alle installazioni, con l’obiettivo di indagare nella maniera migliore il rapporto tra l’essere umano, il suo tempo e il suo sentire.