- Data di pubblicazione
- 05/11/2025
- Ultima modifica
- 05/11/2025
The Rocky Horror Show: il leggendario musical arriva a Bologna
La pioggia, una ruota bucata, un castello illuminato da lampi: basta l’incipit perché la sala si accenda di riconoscimenti e citazioni. A Bologna il Teatro Duse apre le porte a The Rocky Horror Show, il leggendario musical creato da Richard O’Brien e diretto da Christopher Luscombe, che ha trasformato il musical in un rito collettivo dove il pubblico non assiste soltanto, ma risponde, canta, balla e, quando serve, interrompe. Tre recite consecutive (dal 7 al 9 novembre) per un “non-stop party” che apre il tour italiano e attraversa generazioni e continua a cambiare pelle restando fedele all’invito più famoso della serata: It’s just a jump to the left…
Nell’anno in cui l’iconico film con Tim Curry e Susan Sarandon festeggia 50 anni, il musical che lo ha ispirato torna, dunque, in scena con il suo mix esplosivo di musica rock, energia e trasgressione. The Rocky Horror Show debuttò nel 1973 davanti a un pubblico di sole 63 persone al Theatre Upstairs del Royal Court, ma il successo fu immediato e venne trasferito al Chelsea Classic Cinema, per poi essere rappresentato al Kings Road Theatre dal 1973 al 1979 e al Comedy Theatre nel West End dal 1979 al 1980. Da allora, lo spettacolo, che vanta il primato del musical contemporaneo con la più lunga messa in scena ininterrotta al mondo, è stato visto da oltre 30 milioni di persone in più di 30 paesi ed è stato tradotto in 20 lingue. La versione cinematografica del 1975, The Rocky Horror Picture Show, incassò oltre 135 milioni di dollari al botteghino ed è ancora proiettata nei cinema di tutto il mondo più di 40 anni dopo la sua prima, diventando così l’uscita cinematografica più lunga nella storia del cinema.
Il cuore del fenomeno è tutto qui: una trama esile e perfetta – Brad e Janet cercano aiuto e inciampano nello scatenato laboratorio del dottor Frank-N-Furter – che diventa macchina teatrale alimentata dall’audience participation, tra call & response, travestimenti, oggetti di scena e l’immancabile Time Warp. In platea ci si presenta spesso “in costume”, si citano le battute prima degli attori, si scandiscono i ritornelli. È un patto di complicità che ha fatto la storia dello spettacolo dagli esordi londinesi del 1973 al successo planetario del film, con le interpretazioni entrate nel mito di Tim Curry e Susan Sarandon.
Sul palco bolognese ritroviamo un allestimento che punta sull’energia rock e sull’ironica sensualità di Frank-N-Furter, qui affidato all’istrionia di Stephen Webb, perfetto anfitrione di una casa dove scienza, pulp e glam si mischiano senza chiedere permesso. Il canzoniere è quello che tutti si aspettano: Sweet Transvestite, Damn it Janet e Time Warp, che hanno reso lo show un fenomeno globale. Sono brani che non hanno bisogno di presentazioni e che, ad ogni giro di tournée, confermano la capacità del titolo di parlare lingue diverse, dal musical classico alla cultura pop. Chi conosce lo spettacolo ritroverà i suoi segni. Chi arriva per la prima volta capirà presto le regole del gioco. Non sono scritte, ma diventano chiarissime appena parte la musica.