- Data di pubblicazione
- 20/02/2026
- Ultima modifica
- 20/02/2026
The Doozies: Duse e Duncan secondo Silvia Gribaudi e Marta Dalla Via
Essere “doozy” significa essere straordinari, fuori misura, talmente singolari da lasciare spiazzati. Da questa parola ambigua, ironica, scintillante prende forma The Doozies. Eleonora Duse, Isadora Duncan e noi, spettacolo di Silvia Gribaudi e Marta Dalla Via in scena il 21 febbraio alle 21 al Teatro La Casa del Popolo di Castello d’Argile per la decima edizione di Agorà.
Il lavoro nasce dall’incontro tra due figure che hanno attraversato la scena europea e internazionale con traiettorie autonome e riconoscibili. Da un lato Gribaudi, coreografa (attualmente artista associata al Le Gymnase CDCN di Roubaix e al Teatro Stabile di Torino) che dal 2004 indaga l’impatto sociale del corpo, portando al centro del linguaggio coreografico la comicità e la relazione con lo spettatore. Vincitrice (tra gli altri riconoscimenti) del Premio DANZA&DANZA 2019 con Graces e del Premio Hystrio Corpo a Corpo 2021, Gribaudi ha sviluppato negli anni progetti che intrecciano danza e comunità. Dall’altro Dalla Via, attrice, autrice e regista, già Premio Melato per il teatro nel 2919 e fondatrice della compagnia Fratelli Dalla Via, con cui ha firmato spettacoli come Mio figlio era come un padre per me (Premio Scenario 2013).
The Doozies prende ispirazione dalla rivoluzione artistica e umana di Eleonora Duse e Isadora Duncan, due figure che hanno incarnato un modo di stare sulla scena libero dalle convenzioni e dai codici dominanti. Nello spettacolo le loro biografie diventano una fucina narrativa e politica: pionierismo femminista, autonomia artistica, rottura con i repertori stantii e con l’idea di un corpo conforme alle aspettative del proprio tempo. Gribaudi e Dalla Via si chiedono dove siano finiti quei lasciti, se a distanza di oltre un secolo le battaglie non siano ancora le stesse, sul palco e fuori.
In scena le due interpreti giocano infatti con l’eredità delle loro “antenate”, indossano il viola, alterano i gesti, gettano il tutù nella buca dell’orchestra. La drammaturgia si muove tra citazione, ironia e dichiarazione di indipendenza. Non sono Duse, non sono Duncan, dichiarano. Sono due “copione”, originali però. Lo spettacolo diventa così un’opera intorno alla meraviglia della stranezza, alla libertà di essere fuori dall’ordinario senza inseguire l’ossessione del nuovo a tutti i costi. Domenica 22 febbraio alle 19, presso la sede di Altre Velocità a Bologna, è previsto un incontro con Silvia Gribaudi nell’ambito de Il Sofà di Agorà.