Il teatro come atto politico: l'iraniano Ashkan Khatibi porta in scena “Lui”

19 marzo 2026

C’è un filo teso tra cronaca e scena, tra ciò che accade oggi in Iran e ciò che può ancora essere detto – e ascoltato – in Europa. Su quel filo si muove Lui, lo spettacolo dell’artista iraniano Ashkan Khatibi, in programma a Bologna dal 20 al 22 marzo a Teatri di Vita. Lui é uno spettacolo di resistenza, uno sguardo dall’interno dell’Iran, che dopo le manifestazioni contro il regime sta vivendo l’attacco militare più devastante degli ultimi decenni.

Ashkan Khatibi,  dopo essere stato arrestato e violentemente interrogato ha lasciato il suo Paese e la famiglia e i suoi allievi, e ora porta la sua testimonianza e  atto d’accusa: “Ho scritto un’opera su di me: torture, abusi, incubi. Ma può essere la storia di ogni artista che difende i diritti del proprio popolo”.

Khatibi, classe ’79, è drammaturgo, attore, cantante, musicista e produttore iraniano. Dopo l’uccisione di Mahsa Amini, si è distinto come una delle voci più vicine alle istanze popolari ostili alla Repubblica Islamica. Lui è una lettera aperta al mondo libero, un racconto di scrittori e artisti che vivono all’ombra della dittatura. È un grido per richiamare l’attenzione di coloro che non hanno mai conosciuto la censura e la repressione come parte inseparabile del loro corpo, della loro anima e della loro opera. Il mostro sono i regimi totalitari e oppressivi. Lui cerca di non diventare un mostro perché crede che anche una sola candela possa illuminare l’oscurità.

Lo spettacolo è presentato nell’ambito della stagione del Centro di Produzione Teatrale Teatri di Vita “Nutrimenti di stagione”, realizzata con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività.