- Data di pubblicazione
- 01/07/2026
- Ultima modifica
- 01/07/2026
Il Teatro Rossini di Lugo riapre dopo l'alluvione. Con una nuova stagione tra grandi concerti e prosa d'autore
Dopo tre anni di silenzio, il Teatro Rossini di Lugo torna sotto le luci della ribalta con una nuova Stagione concertistica e di prosa. La riapertura del più antico teatro dell’Emilia-Romagna segna la restituzione alla città di uno dei luoghi simbolici della sua vita culturale, dopo i danni provocati dall’alluvione del maggio 2023, quando oltre un metro e mezzo di acqua e fango invase il teatro, rendendo necessario un complesso intervento di restauro. Il percorso di recupero, coordinato dall’architetto Sanzio Castagnoli, ha riguardato strutture, superfici, pavimenti, palcoscenico, buca d’orchestra, stucchi, porte interne, arredi, impianti e spazi comuni. Tra gli elementi restaurati figurano anche le 161 sedute della platea, simbolo del precedente restauro filologico degli anni Ottanta curato dall’architetto Pier Luigi Cervellati. I lavori sono stati resi possibili grazie a un ampio sistema di donazioni, a partire dalla campagna Un aiuto subito promossa da La7 e Corriere della Sera, insieme a contributi di fondazioni bancarie, associazioni culturali, privati e alla raccolta fondi avviata su GoFundMe, ancora aperta per completare gli interventi di messa in sicurezza dell’edificio e il recupero della buca d’orchestra.
La nuova era del Rossini si apre con un programma di altissimo livello: “il segno concreto di come la cultura emiliano-romagnola sappia fare sistema, intrecciando radici locali e respiro nazionale per offrire ai propri cittadini il meglio della scena italiana” – ha dichiarato Gessica Allegni, Assessora alla Cultura Regione Emilia-Romagna. “Per questo ringrazio la direzione artistica. Sono convinta che il Teatro Rossini tornerà a essere, a pieno titolo, un punto di riferimento culturale per tutta la regione”.
Si comincia con un doppio concerto inaugurale, il 19 e 20 ottobre alle 20.30, affidato agli Archi dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, guidati da Luigi Piovano nella doppia veste di direttore e solista al violoncello. In programma musiche di Haydn, Porpora e pagine di un giovanissimo Rossini, legate alla sua permanenza a Lugo. La Stagione concertistica, firmata da Daniela Pini, prenderà poi il via il 21 dicembre con Luce d’inverno. Musica italiana per il tempo di Natale, affidato ai Cameristi della Scala, ensemble composto da musicisti del Teatro alla Scala di Milano. Il programma attraverserà pagine natalizie del Sei e Settecento italiano, da Arcangelo Corelli ad Antonio Vivaldi, da Francesco Onofrio Manfredini a Francesco Geminiani. Il primo appuntamento musicale del 2027 sarà invece, giovedì 21 gennaio, il Concerto lirico Rossiniano, con i giovani musicisti della Toscanini Academy, nuova realtà di formazione promossa dalla Fondazione Toscanini di Parma, in particolare nella sua sezione dedicata all’eccellenza performativa nell’ambito del canto rossiniano. Il 27 febbraio arriverà al Teatro Rossini l’Orchestra Cherubini, diretta da James Conlon, a lungo alla guida della Los Angeles Opera e protagonista di importanti cartelloni musicali italiani mentre il 18 marzo sarà la volta di Stravaganze e follie, appuntamento dedicato a Vivaldi e al gusto barocco per l’invenzione e l’imprevisto, con I Virtuosi Italiani e Alberto Martini, maestro di concerto al violino. Il percorso monografico accosterà i concerti da La Stravaganza, op. IV, alle celebri Quattro stagioni tratte da Il cimento dell’armonia e dell’invenzione. A chiudere il ciclo, il 16 aprile, sarà My Way, omaggio a Miles Davis e Frank Sinatra, con la Toscanini Academy Big Band diretta da Beppe Di Benedetto. Sul palco anche la voce di Alan Scaffardi e la tromba di Andrea Tofanelli, per un concerto che tiene insieme jazz, swing, eleganza pop e groove alla Quincy Jones.
La nuova Stagione di prosa, curata da Gianni Parmiani, si aprirà con Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard, interpretato da Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli con la regia di Alberto Rizzi (in scena dal 12 al 15 novembre). Nello spettacolo l’umorismo inglese di Stoppard incontra la commedia dell’arte in una riflessione esistenziale e filosofica sul destino di due personaggi marginali dell’Amleto shakespeariano. Dall’11 al 13 dicembre sarà la volta di Erano tutti miei figli di Arthur Miller, diretto e interpretato da Elio De Capitani, in scena insieme, tra gli altri, a Cristina Crippa. Il testo, tra i grandi classici del teatro statunitense del Novecento, intreccia dramma familiare, responsabilità individuale e colpa sociale, mettendo al centro il rapporto conflittuale tra genitori e figli.
Dal 7 al 10 gennaio arriverà People, Places & Things di Duncan Macmillan, nella versione italiana diretta da Pierfrancesco Favino e interpretata da Anna Ferzetti. Il testo, tra i più noti della drammaturgia britannica contemporanea, racconta la necessità di riconoscere le proprie ferite per trovare il coraggio di prendersene cura. A febbraio il cartellone proseguirà con due appuntamenti. Dal 5 al 7 febbraio andrà in scena Tre variazioni della vita di Yasmina Reza, con la regia di Luigi Saravo e con Ugo Dighero e Mariangeles Torres: un gioco teatrale sulla percezione, la verità e le relazioni umane, costruito su ironia, tensione e colpi di scena. Dal 18 al 21 febbraio Alessio Boni sarà interprete e, insieme a Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, regista di Molière – L’arte della beffa, viaggio nella Parigi del Seicento e nella vita di Jean-Baptiste Poquelin, l’uomo che avrebbe cambiato per sempre la storia del teatro.
Il mondo del palcoscenico sarà al centro anche di Rumori fuori scena di Michael Frayn, in programma il 9, 10 e 11 aprile, con la regia di Massimo Chiesa. La commedia, tra le più celebri e amate del repertorio contemporaneo, mette a nudo il dietro le quinte del teatro, con le sue dinamiche caotiche, imprevedibili e rocambolesche. Fuori abbonamento, in occasione del Giorno della Memoria, il 27 gennaio sarà presentato Se questo è Levi, performance dei Fanny & Alexander sull’opera di Primo Levi, con Andrea Argentieri diretto da Luigi De Angelis, in cui Argentieri assume voce, posture, gesti e discorsi in prima persona dello scrittore, in un lavoro che interroga la memoria attraverso il corpo e la presenza scenica.
Completa il cartellone la sezione Gli incontri del Rossini, momenti di conversazione con interpreti e registi ospiti della rassegna, in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro Rossini. Gli incontri si terranno al Teatro Rossini il sabato pomeriggio, alle 17.30, nei giorni di spettacolo con le compagnie in scena.