- Data di pubblicazione
- 10/08/2026
- Ultima modifica
- 10/08/2026
Legge quadro sulla cultura, prosegue il percorso verso il nuovo testo regionale
Una cornice comune per mettere in relazione patrimonio, creatività, servizi culturali, spettacolo, cinema, editoria e nuove industrie creative, riconoscendo alla cultura un ruolo sempre più trasversale nelle politiche pubbliche. La Giunta regionale ha approvato la proposta di legge quadro in materia di cultura, avviando il percorso istituzionale che porterà il provvedimento all’esame dell’Assemblea legislativa dopo la pausa estiva.
La proposta rappresenta uno dei più significativi interventi di riforma del settore degli ultimi anni e nasce con l’obiettivo di superare la frammentazione normativa che si è determinata nel tempo attraverso quindici diverse leggi dedicate ai singoli ambiti. Al loro posto, un unico testo organico che assume la cultura come diritto di cittadinanza, fattore di benessere delle persone, motore di innovazione e leva di sviluppo economico e sociale dei territori.
La nuova cornice normativa introduce una visione integrata delle politiche regionali dedicate al patrimonio, ai servizi culturali e alle attività culturali, allo spettacolo, al cinema e all’audiovisivo, all’editoria, alla promozione della lettura, alla memoria del Novecento e alle industrie culturali e creative.
Tra gli elementi più innovativi figurano il riconoscimento del welfare culturale, la valorizzazione delle imprese culturali e creative, il sostegno alle nuove competenze professionali e la promozione della rigenerazione urbana a base culturale.
«Questa proposta legislativa nasce dalla convinzione che la cultura sia uno strumento fondamentale della nostra democrazia e dello sviluppo dell’Emilia-Romagna – commenta l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni –. I luoghi della cultura sono infrastrutture democratiche su cui si basa la possibilità di crescita, l’inclusione delle nostre comunità e la competitività dei territori. Per questo abbiamo lavorato a un testo che non si limita a semplificare e armonizzare il quadro normativo, ma mette in relazione patrimonio, creatività, innovazione, partecipazione e sviluppo dei territori, ponendo particolare attenzione all’accessibilità, alle reti, alla partecipazione, all’inclusione sociale, alla sostenibilità e alla riduzione delle disuguaglianze territoriali».
«Abbiamo voluto valorizzare – prosegue Allegni – tutto ciò che rende ricco e vitale il nostro ecosistema culturale: dai musei alle biblioteche, dagli archivi allo spettacolo dal vivo, dal cinema all’editoria fino alle imprese culturali e creative, che rappresentano una componente sempre più dinamica della nostra economia. Introduciamo il welfare culturale come elemento qualificante delle politiche regionali, investiamo sulle competenze, sulla digitalizzazione e sulla capacità della cultura di generare benessere, inclusione e nuove opportunità. Lo facciamo al termine di un percorso partecipativo ricco di idee, che ha coinvolto l’intero sistema culturale regionale. E lo facciamo con lo sguardo rivolto al futuro, per consegnare all’Emilia-Romagna una legge moderna, stabile e capace di accompagnare la crescita del nostro sistema culturale nei prossimi anni e di rafforzarne il ruolo nelle politiche pubbliche».
Una legge costruita attraverso il confronto con il territorio
La proposta arriva al termine di un articolato percorso partecipativo promosso dalla Regione che ha coinvolto tutti i Comuni attraverso il Forum delle assessore e degli assessori alla Cultura, insieme ai soggetti che operano in campo culturale e alle comunità territoriali dell’Emilia-Romagna.
A partire da un documento preliminare sono state raccolte 66 osservazioni e proposte di modifica e integrazione, tutte valutate e in larga parte recepite nella stesura definitiva. Il testo ha inoltre ottenuto il parere favorevole unanime del Consiglio delle Autonomie Locali, riunito il 20 luglio, a conferma dell’ampia condivisione del provvedimento da parte del sistema territoriale.
Biblioteche, archivi, musei e patrimonio culturale
La visione integrata alla base della proposta consolida innanzitutto il sistema regionale delle biblioteche, degli archivi, dei musei e degli istituti culturali, incentivando la cooperazione, lo sviluppo delle reti territoriali, la condivisione di servizi e competenze e un accesso sempre più diffuso alla conoscenza.
Grande attenzione è riservata anche alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale, dei paesaggi culturali e dei siti riconosciuti dall’Unesco, considerati parte integrante dell’identità regionale.
Le norme dedicate all’editoria del libro vengono inserite in un contesto di filiera e collegate agli interventi per la promozione della lettura, raccolti in uno specifico capo della legge.
Spettacolo, musica, cinema e formazione artistica
La proposta conferma e rafforza gli strumenti regionali di sostegno allo spettacolo dal vivo, alla produzione musicale, al cinema e all’audiovisivo, alla promozione culturale e alle manifestazioni storiche.
Viene consolidato il ruolo della Film Commission e della Music Commission regionali e vengono introdotte nuove misure dedicate ai locali di musica dal vivo e alla qualificazione delle scuole di musica, teatro, danza e cinema. La formazione artistica di base viene così riconosciuta come un investimento strategico per il futuro del settore.
Dalla memoria del Novecento alla storia contemporanea
Un capo specifico della proposta è dedicato alla storia e alla memoria dell’età contemporanea. La nuova disciplina amplia l’attuale normativa sulla memoria del Novecento, estendendola all’intero percorso della storia contemporanea.
Il campo di intervento comprenderà quindi anche il Risorgimento, la nascita del Tricolore e i processi che hanno condotto all’Unità d’Italia e alla nascita della Repubblica, rafforzando il rapporto tra memoria, educazione civica, valori costituzionali e formazione delle giovani generazioni.
Welfare culturale, professioni e rigenerazione urbana
La riforma introduce inoltre il welfare culturale tra gli elementi qualificanti delle politiche regionali e riconosce il ruolo delle imprese culturali e creative, considerate una componente sempre più dinamica dell’economia regionale.
Accanto a questi interventi trovano spazio il sostegno alle nuove competenze professionali, la digitalizzazione e la rigenerazione urbana a base culturale, in una prospettiva che attribuisce alla cultura la capacità di generare benessere, inclusione, partecipazione e nuove opportunità, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla riduzione delle disuguaglianze territoriali.
La proposta introduce infine nuovi strumenti di programmazione pluriennale, rafforza le attività di osservazione e monitoraggio del settore e prevede risorse dedicate per accompagnare l’attuazione delle politiche culturali regionali.
Dopo l’approvazione da parte della Giunta, il percorso proseguirà con il passaggio e la discussione nella competente Commissione consiliare. La proposta approderà quindi, dopo la pausa estiva, in Assemblea legislativa per la definitiva approvazione.