- Data di pubblicazione
- 28/08/2026
- Ultima modifica
- 28/08/2026
L’Emilia-Romagna della danza protagonista alla NID Platform 2026
Una geografia della danza italiana contemporanea che attraversa generazioni, linguaggi e differenti forme della creazione. E dentro questa geografia l’Emilia-Romagna occupa uno spazio particolarmente significativo. Dall’1 al 4 settembre la NID Platform – Nuova Piattaforma della Danza Italiana arriva per la prima volta in Piemonte, tra Torino, Collegno, Moncalieri e Venaria Reale, celebrando i suoi dieci anni con un’edizione intitolata Coreografie del possibile.
Nata nel 2012 dagli operatori della distribuzione della danza riuniti nell’ambito di ADEP in sede Federvivo-AGIS, NID Platform è oggi uno degli osservatori più importanti sulla produzione coreografica nazionale e un luogo strategico per la sua promozione in Italia e all’estero. La decima edizione riunisce 18 proposte selezionate, suddivise tra i 14 spettacoli della sezione Programmazione e i quattro lavori in fase di sviluppo degli Open Studios, ai quali si aggiungono due produzioni ospiti.
Nel programma emerge una presenza consistente di artisti, compagnie e strutture produttive legate all’Emilia-Romagna, testimonianza di un ecosistema regionale nel quale produzione, ricerca, formazione e circuitazione continuano a intrecciarsi.
Tra i nomi più attesi c’è Francesca Pennini con Abracadabra, nuova creazione di CollettivO CineticO, ensemble ferrarese che ha profondamente segnato la scena contemporanea italiana degli ultimi quindici anni. Prodotto insieme a Torinodanza Festival, Festival Aperto/Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Centrale Fies, con il sostegno di ERT e della Regione Emilia-Romagna, il lavoro nasce da un’esperienza radicale vissuta dalla stessa coreografa – una sparizione durata 130 giorni – e la trasforma in materia scenica. Corpi immaginati e ricomposti, illusionismo, immagini allucinate e alterazioni della percezione costruiscono uno spazio al confine tra dispositivo performativo e partitura coreografica.
Da Ferrara arriva anche Nicola Galli con Cosmorama, creazione per TIR Danza e LAC Lugano Arte e Cultura. Il lavoro prosegue la ricerca dell’autore sul corpo e sullo spazio intesi come sistemi di relazione, dando forma a un paesaggio percettivo nel quale geometria, ritmo, distanza e movimento ridisegnano continuamente l’esperienza dello spettatore.
È invece Simona Bertozzi, con la compagnia Nexus, a presentare Le palestriti, lavoro che intreccia danza, sport e vocalità. Ispirata al mosaico delle Palestriti di Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, rara testimonianza di agonismo femminile nell’antichità, la coreografia sviluppa una scrittura fisica rigorosa, attraversata da tensioni, posture e relazioni tra i corpi.
Alla NID è presente anche il nucleo produttivo KLm – Kinkaleri, Le Supplici, mk, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, con due lavori che interrogano il rapporto tra corpo, immagine e sguardo. In Manifestus, Jacopo Jenna, coreografo, performer e filmmaker, mette in relazione archivio visivo e corpo vivo, indagando la memoria e la riproducibilità delle immagini. Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale Danza 2014, porta invece Panoramic Banana. Album degli abitanti del nuovo mondo, dove la coreografia si espande in una dimensione quasi paesaggistica e antropologica: una comunità attraversa lo spazio come un organismo continuamente mutevole.
Un’altra realtà produttiva emiliano-romagnola arriva da Reggio Emilia: la MM Contemporary Dance Company, presente con Weirdo di Enrico Morelli. Al centro del lavoro sono diversità e identità, osservate non come condizioni da ricondurre alla norma ma come possibilità generative. La scrittura coreografica alterna dinamiche collettive e momenti di esposizione individuale, confermando la vocazione della compagnia verso una danza fisica e immediatamente comunicativa.
Negli Open Studios, dedicati ai progetti ancora in fase di sviluppo, compare infine Special K di Davide Tagliavini per Artemis Danza, compagnia con sede a Parma: una ricerca sulle alterazioni della percezione e sui dispositivi attraverso i quali si costruisce l’identità contemporanea.
La selezione nazionale comprende inoltre Caduta la neve – da Sarah Moon di Alessandra Cristiani per PinDoc, Cani lunari di Francesco Marilungo per Körper, Good Vibes Only (The Great Effort) di Francesca Santamaria per Codeduomo, Epiphanīa. Mi rendo manifesta della Compagnia Abbondanza Bertoni, Humanos di Vito Leone Cassano per Eleina D., Le Fenicie di Michela Lucenti per Balletto Civile, Pas de cheval di Andrea Costanzo Martini per Zebra, interpretato da Francesca Foscarini e dallo stesso Martini, e Piano-forte di Roberto Tedesco per Opus Ballet.
Completano gli Open Studios Nu di Virginia Spallarossa / Déjà Donné, Sognare – fase Ram di Damiano Scavo / Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza e Thanks, Ilaria di Filippo Buonamassa / ResExtensa Dance Company. Fuori selezione sono invece ospitati Il secondo paradosso di Zenone di Elisabetta Consonni e Breathing Room di Salvo Lombardo.
NID Platform non è però soltanto una vetrina di spettacoli. Accanto alla programmazione tornano le Italian Windows, curate da Carmelo Zapparrata, gli incontri B2B e le attività di networking dedicate a programmatori, istituzioni, compagnie e reti nazionali e internazionali. Tre panel internazionali affronteranno inoltre i temi della rigenerazione urbana, degli ecosistemi e delle residenze artistiche e della capacità della danza di generare trasformazioni culturali e sociali, con il coinvolgimento, tra gli altri, di EDN – European Dance Development Network e Dance Festivals Network Europe.
Dieci anni dopo la sua nascita, la piattaforma continua così a interrogare non soltanto quale danza si produca oggi in Italia, ma anche quali relazioni, territori e possibilità possano nascere intorno ai corpi che la immaginano.