- Data di pubblicazione
- 21/10/2026
- Ultima modifica
- 21/10/2026
Memorare ’26, il Cantico delle Creature diventa danza
Cinque figure del Cantico delle Creature — luna, vento, acqua, fuoco e morte — diventano corpi, musica e movimento nella Basilica di San Petronio. È attorno al testo di San Francesco, nell’ottavo centenario della sua morte, che prende forma la terza edizione di Memorare, fortemente voluta da Cardinale Matteo Maria Zuppi, in programma a Bologna l’8 e il 9 novembre. Dopo l’edizione del 2022 dedicata alla meditazione e quella del 2024 alla pace, il progetto torna a mettere in dialogo danza e spiritualità scegliendo questa volta come centro il rapporto fra l’essere umano e il Creato. Il tema attraversa l’intera costruzione della serata, nata da un’idea di Vittoria Cappelli e curata insieme a don Stefano Culiersi, Valentina Bonelli e, da quest’anno, Roberto Giovanardi. Più che tradurre letteralmente in danza il testo francescano, il programma prova a evocarne alcune immagini affidandole ad artisti e linguaggi molto diversi, dal repertorio novecentesco alla creazione contemporanea.
“In questa edizione di MEMORARE – ha spiegato il Cardinale Zuppi – è sembrato prezioso affidare alla danza il messaggio del Cantico delle Creature, perché, con il suo sublime linguaggio artistico, essa porta in sé un dono unico di armonia e di bellezza. La capacità di esprimersi sulla musica, con le potenzialità più squisite del corpo, per comunicare ciò che eccede la pura fisicità, ha una forte consonanza con le creature cantate da Francesco”. A Nicoletta Manni, étoile del Teatro alla Scala, è allora affidata la Luna, con La luna di Maurice Béjart su musica di Bach. Il lavoro, creato nel 1976 per Luciana Savignano, è stato trasmesso personalmente dalla stessa Savignano a Manni, una delle due ballerine che oggi possono interpretarlo. L’accompagnamento musicale è affidato all’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, con Paolo Mancini nel doppio ruolo di maestro concertatore e violino solista.
Per la creatura Vento si cambia radicalmente registro con Wind Woman di Carolyn Carlson, assolo creato per Céline Maufroid, costruito su sonorità rumoristiche ed elettroniche.
All’Acqua corrisponde invece Acque di primavera di Asaf Messerer, passo a due su musica di Rachmaninov, interpretato dai solisti del Teatro alla Scala Camilla Cerulli e Mattia Semperboni, con Alessandro Falco al clarinetto e Anna Dang Anh Nga Bosacchi al pianoforte.
Per il Fuoco si torna invece a uno dei titoli emblematici dei Ballets Russes, L’Uccello di fuoco, nella coreografia di Michail Fokin su musica di Stravinskij. A interpretarlo è Marija Bulanova, prima solista del Balletto Mariinskij di San Pietroburgo, mentre Konstantin Emelyanov, dell’Accademia Internazionale di Imola “Incontri col Maestro”, esegue la versione pianistica originale. La conclusione è affidata alla Morte, già presente nella drammaturgia delle precedenti edizioni: La morte del cigno di Fokin su musica di Saint-Saëns viene danzata dalla ballerina ucraina Anna Muromtseva, oggi prima solista del Balletto Nazionale Ungherese.
Il filo francescano attraversa anche l’apertura, affidata a sei allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala in una Ouverture à la danse coreografata da Frédéric Olivieri. Le parole del Cantico delle Creature sono lette dall’attore Jacopo Trebbi, accompagnate dalla musica di Giovanni Gabrieli eseguita agli antichi organi di San Petronio. Come nelle due precedenti edizioni, i brani danzati vengono intervallati dai canti della Cappella Musicale di San Petronio diretta da Michele Vannelli. Dentro questa trama di repertorio trova posto anche una prima mondiale: Rejoice in the Lamb, nuova creazione commissionata da Memorare al duo Sasha Riva e Simone Repele, su musica sacra di Benjamin Britten. I due coreografi e danzatori tornano così a Bologna dopo aver partecipato alla precedente edizione del progetto e, nel 2026, alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina.
Il rapporto con le nuove generazioni assume quest’anno anche una forma concreta. Alla rappresentazione del 9 novembre, aperta alla cittadinanza, si aggiunge infatti una prova generale aperta l’8 novembre e dedicata per la prima volta alle scuole e ai giovani. È una scelta che si lega all’impostazione voluta dal Cardinale Zuppi, che individua nel Cantico un richiamo alla responsabilità verso ciò che ci circonda e verso chi verrà dopo di noi: “La terra non è nostra, ma ci viene affidata”.
Memorare ‘26 è realizzato con il sostegno di Comune di Bologna e la produzione di Bologna Festival in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna e la partecipazione di ERT/Teatri Nazionale e Fondazione Accademia internazionale di Imola “Incontri col maestro”.