- Data di pubblicazione
- 02/11/2026
- Ultima modifica
- 02/11/2026
Nel Limite 2026: teatro, danza e fotografia al Pilastro di Bologna
Un fotografo che ritrae le famiglie di un quartiere, una pattinatrice che trasforma l’allenamento in una prova di resistenza, le voci degli operai che incontrano la musica contemporanea. Sono alcune delle immagini attorno alle quali prende forma la seconda edizione di Nel Limite, la rassegna curata da Laminarie che dal 3 al 27 novembre attraversa diversi luoghi del Pilastro di Bologna, da DOM la cupola del Pilastro a piazza Lipparini, fino al centro commerciale del quartiere. Un programma che mette in dialogo teatro, danza, musica, fotografia e pratiche laboratoriali, interrogando i confini tra le discipline artistiche e il loro rapporto con lo spazio pubblico.
Si comincia martedì 3 novembre alle 19, negli spazi di DOM, con l’inaugurazione della mostra Gianni Berengo Gardin al Pilastro, realizzata in collaborazione con gli eredi del fotografo scomparso nel 2025. L’esposizione recupera il reportage che Gianni Berengo Gardin realizzò nel 2010 nel quartiere San Donato, soffermandosi in particolare sulle architetture e sulle persone del Pilastro. In quell’occasione Laminarie accompagnò il fotografo nel suo lavoro, individuando diciotto famiglie disponibili a farsi ritrarre in posa, secondo una modalità che richiamava quella dei fotografi ambulanti. A distanza di sedici anni, quelle immagini restituiscono una memoria della vita quotidiana e delle trasformazioni del quartiere. La serata prosegue con è tutto qui, performance di Febo Del Zozzo nata dalla produzione Invettiva inopportuna del 2022. Un uomo dal volto coperto compie azioni nella penombra, illuminato soltanto dalla scritta “Il teatro valorizza gli imprevisti”. Al centro dello spazio una grande matassa di corda blu, mentre i gesti producono suoni che si intrecciano con il movimento del corpo. Un lavoro che riflette sulla funzione dell’arte e sulla sua irriducibilità a uno strumento consolatorio.
Il 6 novembre alle 21 è la volta di La fabbrica illuminata, progetto che accosta l’omonima composizione musicale di Luigi Nono, del 1964, alle pagine del Diario di fabbrica di Simone Weil. Dopo un’introduzione di Giancarlo Gaeta, la lettura scenica affidata a Bruna Gambarelli si alterna agli approfondimenti di Maria Concetta Sala, curatrice e traduttrice del volume. La musica di Nono è eseguita dal soprano Maria Eleonora Caminada e da Alvise Vidolin, che cura anche la regia del suono. A completare l’incontro tra parole e musica, le fotografie scattate da Lisetta Carmi all’Italsider di Genova insieme al compositore. Ne emerge una riflessione sulla condizione operaia e sul lavoro sfruttato, tra testimonianze storiche e questioni ancora attuali.
Il programma prosegue l’11 novembre alle 17 in piazza Lipparini con L’attesa, laboratorio teatrale gratuito per bambini e bambine condotto da Laminarie in collaborazione con i servizi educativi territoriali. Il 18 novembre alle 21 DOM ospita Dewey Dell con Echo Dance of Furies, spettacolo che indaga il rapporto tra corpo, paura e memoria ancestrale. Fondata nel 2006 e composta da Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera e Demetrio Castellucci, la compagnia sviluppa una ricerca al confine tra danza, musica e arti visive. Il nuovo lavoro prende ispirazione dagli ex voto anatomici, piccole figure votive che attraversano la storia delle culture popolari, per esplorare l’istinto come risposta primaria al pericolo. Una coreografia dell’allerta, in cui il movimento nasce dalla tensione tra paura e sopravvivenza. Il giorno successivo, 19 novembre alle 18, la compagnia conduce il laboratorio gratuito La danza dell’istinto, aperto a un massimo di quindici partecipanti.
Al tema del limite fisico e della caduta è dedicata anche l’ultima parte della rassegna. Il 24 e 25 novembre alle 18.30, Gaetano Palermo, Michele Petrosino e Rita Di Leo conducono a DOM il laboratorio La Caduta, incentrato su equilibrio, perdita di controllo, rischio e fiducia. L’attività prepara l’appuntamento del 26 novembre alle 18.30, quando il Centro commerciale Pilastro diventa il palcoscenico di Swan, performance di Gaetano Palermo con Rita Di Leo. Ispirato a La morte del cigno, l’assolo coreografato da Michel Fokine per Anna Pavlova, Swan porta in scena una giovane ragazza sui pattini che si allena ascoltando musica in cuffia. Il suo movimento disegna traiettorie ellittiche e ripetitive, trasformando progressivamente l’esercizio in una prova di resistenza fisica ed esistenziale. Tra danza, teatro e pratica sportiva, il lavoro interroga la tensione verso la perfezione, la vulnerabilità del corpo e il confronto con i propri limiti. La scelta di presentarlo in un centro commerciale porta inoltre la performance a confrontarsi direttamente con i luoghi della quotidianità. La rassegna si conclude il 27 novembre alle 19 a DOM con Cento di questi giorni, appuntamento dedicato ogni anno alla nascita di una figura significativa della cultura e del pensiero. Protagonista di questa edizione è Ivan Illich, filosofo e critico delle istituzioni, al quale sarà dedicato un incontro con Luigi Monti e Fabio Milana, seguito da un concerto della Scuola Popolare di Musica Ivan Illich. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, con posti limitati e prenotazione consigliata.