- Data di pubblicazione
- 28/05/2026
- Ultima modifica
- 28/05/2026
NID Platform 2026, la danza italiana si riunisce in Piemonte. Forte la presenza dell’Emilia-Romagna
Compie dieci anni e approda per la prima volta in Piemonte NID Platform — la Nuova Piattaforma della Danza Italiana — appuntamento itinerante dedicato alla promozione e alla diffusione della produzione coreografica nazionale in Italia e all’estero. Dall’1 al 4 settembre, tra Torino, Collegno, Moncalieri e Venaria Reale, la decima edizione si presenta con il titolo Coreografie del possibile, una formula che richiama il corpo, il gesto, la composizione, la relazione tra spazio e tempo, ma anche la capacità della danza di costruire nuove connessioni tra artisti, luoghi, pubblici, operatori, istituzioni e territori. Nata nel 2012 dagli operatori della distribuzione della danza riuniti nell’ambito di ADEP in sede Federvivo-AGIS, la piattaforma si conferma come uno degli osservatori più rilevanti sulla scena coreografica italiana, capace di accogliere compagnie consolidate, nuove generazioni, linguaggi ibridi e formati diversi.
Sono 18 le proposte selezionate, divise tra le sezioni Programmazione, con 14 spettacoli, e Open Studios, con 4 lavori in fase di sviluppo, a cui si aggiungono due produzioni ospiti fuori selezione. Dentro questa mappa nazionale, appare particolarmente significativa la presenza di artisti, compagnie e progettualità legate all’Emilia-Romagna, a conferma della vitalità di un sistema coreografico regionale che da anni intreccia produzione, ricerca, formazione, circuitazione e sostegno alla creazione contemporanea.
Tra i nomi più attesi figura Francesca Pennini con Abracadabra, nuova creazione di CollettivO CineticO, ensemble ferrarese che negli ultimi quindici anni ha ridefinito alcuni codici della scena contemporanea italiana. Prodotto insieme a Torinodanza Festival, Festival Aperto/Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Centrale Fies, con il sostegno di ERT e della Regione Emilia-Romagna, Abracadabra è uno spettacolo visionario e quasi metafisico, abitato da corpi immaginati, immagini allucinate e parole che sembrano consumarsi nella carne per poi dissolversi nel respiro. Il punto di partenza è un’esperienza radicale vissuta dalla coreografa stessa: una sparizione di 130 giorni, trasformata in materia scenica. Da qui prende forma una riflessione sul corpo smembrato e ricomposto, come nei numeri di illusionismo, ma anche sui corpi che si dissolvono ai margini della malattia o della follia, là dove la percezione della realtà si incrina. Un lavoro sul confine mobile tra dispositivo performativo, partitura coreografica e gioco percettivo.
A rappresentare un’altra traiettoria della ricerca contemporanea sarà il ferrarese Nicola Galli con Cosmorama, creazione per TIR Danza e LAC Lugano Arte e Cultura. Il lavoro si inserisce in una ricerca che guarda alla composizione del corpo e dello spazio come sistemi di relazione, costruendo immaginari visivi e percettivi nei quali la danza diventa strumento per pensare forme, distanze, organismi e paesaggi. Formatosi tra danza contemporanea, teatro fisico, hip hop e pratiche rinascimentali, Galli crea composizioni sospese tra geometria e percezione, lavorando sulla distanza, sul ritmo e sulla possibilità di trasformare lo spazio in esperienza sensoriale.
La presenza emiliano-romagnola passa poi per Le palestriti, della compagnia Nexus, fondata e diretta da Simona Bertozzi, voce tra le più significative del panorama coreutico contemporaneo indipendente in Italia. Una ricerca che ha fatto del corpo un campo di indagine rigoroso, attraversato da tensioni fisiche, forme di relazione, immaginari mitici e posture del presente e che apre nuove possibilità di ricerca e composizione nell’intersezione tra danza, sport e vocalità. Qui Bertozzi si è ispirata al mosaico delle Palestriti di Villa del Casale a Piazza Armerina in Sicilia, patrimonio UNESCO e rara rappresentazione di agonismo femminile dell’antichità, dando vita ad una scrittura fisica rigorosa e stratificata che da anni caratterizza il suo lavoro.
Particolarmente significativa è anche la presenza del nucleo produttivo KLm-Kinkaleri, Le Supplici, mk sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, con due lavori che riflettono sul rapporto tra danza, immagine e costruzione dello sguardo. In Manifestus, Jacopo Jenna — coreografo, performer e filmmaker — lavora sul montaggio tra archivio visivo e corpo vivo, costruendo una coreografia che interroga la memoria delle immagini e la loro continua riproducibilità. Panoramic Banana. Album degli abitanti del nuovo mondo di Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale Danza 2014, espande invece la pratica coreografica verso un paesaggio quasi antropologico: una comunità in movimento attraversa lo spazio come un ecosistema instabile, dove gesto, attraversamento e percezione producono nuove forme dell’abitare.
Nel programma compare anche Weirdo, creazione di Enrico Morelli per la reggiana MM Contemporary Dance Company, una delle realtà produttive più solide e riconosciute del panorama italiano. Il lavoro affronta il tema della diversità e dell’identità come territorio fragile ma generativo: il corpo “fuori norma” diventa qui possibilità di trasformazione, elemento poetico e politico insieme. La scrittura di Morelli alterna dinamiche corali e momenti di forte esposizione individuale, dentro una danza fisica, intensa, immediatamente comunicativa. Il lavoro conferma l’attenzione della compagnia per una danza capace di tenere insieme qualità interpretativa, articolazione compositiva e apertura a coreografi diversi.
Nella sezione Open Studios trova spazio Special K di Davide Tagliavini per la compagnia Artemis Danza basata a Parma, lavoro ancora in fase di sviluppo che prosegue la ricerca dell’autore attorno alle alterazioni della percezione e ai meccanismi di costruzione dell’identità contemporanea.
Accanto ai tanti artisti provenienti dall’Emilia Romagna, il quadro complessivo della selezione comprende, tra gli altri, Caduta la neve – da Sarah Moon di Alessandra Cristiani per PinDoc, Cani lunari di Francesco Marilungo per Körper, Good Vibes Only (The Great Effort) di Francesca Santamaria per Codeduomo, Epiphanīa. Mi rendo manifesta della Compagnia Abbondanza Bertoni, Humanos di Vito Leone Cassano per Eleina D., Le Fenicie di Michela Lucenti per Balletto Civile, Pas de cheval di Andrea Costanzo Martini per Zebra, interpretato da Francesca Foscarini e dallo stesso Martini, e Piano-forte di Roberto Tedesco per Opus Ballet. Gli altri Open Studios selezionati sono Nu di Virginia Spallarossa / Déjà Donné, Sognare – fase Ram di Damiano Scavo / Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza e Thanks, Ilaria di Filippo Buonamassa / ResExtensa Dance Company. Fuori selezione, la piattaforma ospita due produzioni complementari al programma: Il secondo paradosso di Zenone di Elisabetta Consonni, liberamente ispirato al paradosso di Achille e la tartaruga, e Breathing Room di Salvo Lombardo, performance corale e fuori formato ispirata a Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani.
Come ogni anno, NID Platform non è soltanto una vetrina artistica, ma anche un luogo di lavoro per il sistema della danza. Tornano le Italian Windows, curate da Carmelo Zapparrata, insieme agli incontri B2B, alle attività di networking e ai momenti di confronto professionale rivolti a programmatori, istituzioni, compagnie e reti nazionali e internazionali. La decima edizione sarà inoltre accompagnata da tre panel internazionali dedicati alla rigenerazione urbana, agli ecosistemi e alle residenze, e al valore della danza come linguaggio capace di produrre trasformazione culturale e sociale, con il coinvolgimento di reti come EDN – European Dance Development Network e Dance Festivals Network Europe.