- Data di pubblicazione
- 01/07/2026
- Ultima modifica
- 01/07/2026
InChiostro, teatro e musica d’estate nel Chiostro dell’Arena del Sole
Dal 3 al 10 luglio 2026 il Chiostro del Teatro Arena del Sole di Bologna torna ad animarsi con InChiostro, quattro appuntamenti tra teatro, poesia, musica, racconto e tradizione popolare per trascorrere quattro serate (inizio ore 21.30) spaziando dalla fiaba alla drammaturgia contemporanea, dalla poesia in dialogo con l’elettronica fino al suono delle ocarine di Budrio.
La rassegna, parte nel cartellone di Bologna Estate 2026, si apre il 3 luglio con Transumanza favolosa – Mille e un chilometro in bicicletta, progetto ideato da Andrea Satta, scrittore, pediatra e voce dei Têtes de Bois. Dal 2013 Satta attraversa ogni anno l’Italia in bicicletta per raggiungere le tappe del suo tour: di giorno si pedala, la sera si va in scena. Protagoniste sono le fiabe e le storie delle Mamme Narranti, nate nel suo ambulatorio, dove da anni genitori italiani e stranieri condividono le favole con cui si addormentavano da bambini. A Bologna queste storie incontreranno alcune pagine di Stefano Benni e si intrecceranno a una serata fatta di parola, musica e immagini. Sul palco, insieme a Satta, il pianoforte di Angelo Pelini e i disegni realizzati dal vivo da Giuseppe Palumbo, proiettati su schermo. Tra gli ospiti della serata, dedicata a Benni, ci saranno il cantautore e attore Peppe Voltarelli, il giornalista e critico musicale Gino Castaldo e il fumettista Luca Raffaeli. Il progetto, nato intorno a una comunità di mamme provenienti da circa trenta Paesi, si è aperto nell’ultimo anno anche all’esperienza delle Mamme Ospitanti, in risposta alla guerra in Palestina. L’appuntamento si svolge nell’ambito del Patto per la Lettura di Bologna, con la collaborazione di Biblioteca Amílcar Cabral, Bologna per Gaza, Associazione Status Equo e Associazione Aprimondo.
Sabato 4 luglio arriveranno invece Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri con Scemi del villaggio, progetto teatrale scritto anche con il contributo dello scrittore e giornalista Christian Raimo. Dopo il passaggio all’Arena del Sole con Orgasmo. Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso, Fettarappa torna a Bologna con uno spettacolo che guarda alle città, ai paesi, alle periferie, alle metropoli e agli spazi di villeggiatura come luoghi sempre più fragili e omologati. “Le città sono un inferno, ma in campagna manco morto”, recita uno degli affondi del lavoro, che costruisce una satira del modo in cui abitiamo il presente. Lo sguardo satirico e surreale di Fettarappa e Guerrieri trasforma infatti il territorio nel vero protagonista dello spettacolo, facendone il punto da cui osservare le contraddizioni di una vita collettiva sempre più regolata da solitudini, sfratti, spostamenti impossibili e città che finiscono per somigliarsi tutte.
Il 7 luglio sarà la volta di Teatro Valdoca con Ruvido umano, concerto per voce e musica elettronica. Mariangela Gualtieri porta in scena versi tratti dall’omonima raccolta pubblicata da Einaudi e dalle prime scritture per il teatro, intrecciandoli per la prima volta con la musica elettronica di Lemmo. Dopo le esperienze con artisti come Stefano Battaglia, Mario Brunello, Uri Caine, Paolo Fresu e Silvia Colasanti, Gualtieri esplora qui un nuovo territorio sonoro, dove la parola poetica incontra rumori, suoni, melodie e canto dal vivo. Ruvido umano si presenta come un manifesto poetico abitato da un “noi” largo, che tiene insieme i vivi, gli animali, le radici, le foglie, i corpi e gli elementi. La musica elettronica di Lemmo costruisce un paesaggio acustico in cui la poesia trova un nido, una rampa di lancio, un precipizio, una pista da ballo, ma anche un punto di silenzio. La regia, l’allestimento e le luci sono di Cesare Ronconi, che accompagna il concerto con uno sguardo severo e in ascolto, decisivo nello svolgersi della partitura scenica.
A chiudere il programma, il 10 luglio, Ocarine in concerto, con i musicisti del Gruppo Giovanile del GOB – Gruppo Ocarinistico Budriese. La serata è dedicata a una delle tradizioni musicali più riconoscibili del territorio: l’ocarina, strumento in terracotta inventato a Budrio da Giuseppe Donati nel 1853 e oggi diffuso nel mondo. Il gruppo raccoglie una tradizione che dalla seconda metà dell’Ottocento ha visto generazioni di suonatori portare avanti un’attività concertistica e didattica continua. L’Ocarina di Budrio è insignita del marchio DECO – Denominazione Comunale d’Origine, come riconoscimento dei saperi legati alla tradizione bolognese.