- Data di pubblicazione
- 20/08/2026
- Ultima modifica
- 20/08/2026
Il Festival Aperto porta Crystal Pite alla Collezione Maramotti con una nuova creazione
Sarà uno degli appuntamenti più attesi del Festival Aperto 2026, un incrocio d’eccezione tra una delle realtà più autorevoli della danza contemporanea, la compagnia Kidd Pivot fondata dalla coreografa canadese Crystal Pite a Vancouver nel 2002, e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è coreografa associata dal 2008. Dal 1 al 4 ottobre, alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia, Pite presenterà una nuova creazione site specific commissionata e coprodotta da Festival Aperto / Fondazione I Teatri in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara.
La nuova creazione nasce in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti, con le opere che custodisce e con la memoria materiale dell’edificio. Da anni Crystal Pite affronta, nelle sue creazioni, temi come il trauma, il conflitto, la dipendenza, la coscienza, la mortalità. Stavolta l’attenzione sembra piegarsi in modo particolare verso il gesto, verso la dimensione artigianale del fare, una memoria del lavoro manuale che non resta sullo sfondo ma diventa una delle chiavi per leggere il luogo. A questo si intrecciano altri elementi centrali nella sua poetica, come l’interesse per l’animazione, per la manipolazione dei corpi e per l’illusione, dentro una ricerca che torna a sfiorare una domanda essenziale sulla natura stessa della coscienza.
Nel lungo sodalizio tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara, avviato nel 2009 per creare un dialogo tra coreografia e arti visive, questo nuovo capitolo segna anche un passaggio particolare. Negli anni da questo asse sono transitati artisti come Trisha Brown, Shen Wei, Wayne McGregor, Hofesh Shechter, Dimitris Papaioannou, Peeping Tom e Anne Teresa De Keersmaeker. Con Pite il progetto prende una direzione nuova, perché sarà la sua prima coreografia concepita per uno spazio non teatrale. L’artista riflette proprio sulla funzione originaria della Collezione Maramotti come fabbrica Max Mara e sugli artigiani che vi lavoravano. “I sarti e le sarte che vi guadagnavano da vivere, le cui mani producevano i capi che hanno reso famoso il marchio: il loro era l’arte del fare abiti per un corpo umano in movimento e che respira. Il mio non è molto diverso: mi piace pensare alla danza come a una forza che abita un corpo umano” racconta.
In oltre trentacinque anni di carriera Pite ha firmato più di sessanta opere per compagnie come The Royal Ballet, Nederlands Dans Theater, Opéra di Parigi e National Ballet of Canada. È artista associata di Nederlands Dans Theater, Sadler’s Wells e National Arts Centre del Canada. Ha ricevuto una laurea honoris causa in Belle Arti dalla Simon Fraser University, è membro dell’Ordine del Canada e ufficiale dell’Ordre des Arts et des Lettres in Francia. Tra i molti riconoscimenti figurano il Governor General of Canada’s Performing Arts Award 2022, il Jacob’s Pillow Dance Award 2011, il Jacqueline Lemieux Prize 2012, il Benois de la Danse 2017 per The Seasons’ Canon, il Grand Prix de la danse de Montréal 2018 e cinque Sir Laurence Olivier Awards per creazioni firmate con Kidd Pivot e The Royal Ballet.
Negli ultimi anni una parte decisiva del suo lavoro è passata proprio attraverso NDT 1, nella collaborazione con Simon McBurney e Complicité che ha dato vita alla trilogia Figures in Extinction. Sviluppata nell’arco di quattro anni, la trilogia ha ragionato sulla crisi climatica e sulla fragilità dell’umano, ottenendo un forte riconoscimento internazionale. Figures in Extinction [1.0] – the list ha ricevuto lo Zwaan per la produzione di danza più impressionante, mentre l’intero ciclo è stato premiato con uno Sky Arts Award nella categoria danza nel 2025. Anche per questo l’incontro tra Pite, Kidd Pivot e NDT 1 a Reggio Emilia è il convergere di traiettorie che negli ultimi anni hanno inciso profondamente sull’immaginario della danza contemporanea.