Festival Verdi 2026, da Alzira ad Aida per esplorare mondi lontani

18 Settembre 2026

Tre opere che guardano a tre continenti diversi, dall’America meridionale all’antica Babilonia fino all’Egitto, per interrogare attraverso Verdi l’incontro e lo scontro tra culture. Dal 1° al 25 ottobre torna tra Parma e Busseto il Festival Verdi, che per la sua ventiseiesima edizione sceglie come filo conduttore Mondi lontani: un tema che parte dalla fascinazione ottocentesca per l’esotico e arriva a una riflessione sulle diversità culturali e sulle relazioni tra popoli e individui.

Il cuore del programma sono Alzira, Aida e Nabucodonosor. Ad aprire il festival al Teatro Regio di Parma è Alzira, opera di raro ascolto che torna al Festival Verdi dopo il precedente del 2002. Il nuovo allestimento è firmato da Manuel Renga, con scene e costumi di Aurelio Colombo e luci di Emanuele Agliati; sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma debutta James Conlon, mentre tra i protagonisti figurano Marta Torbidoni, Antonio Poli e Daniel Luis de Vicente (Teatro Regio di Parma, 1, 8 e 17 ottobre). L’opera viene proposta nell’edizione critica curata da Stefano Castelvecchi, con la collaborazione di Jonathan Cheskin. Al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto torna invece Aida nell’allestimento creato da Franco Zeffirelli per il Centenario Verdiano del 2001. La regia è ripresa da Stefano Trespidi, i costumi di Anna Anni da Lorena Marin, le coreografie di Luc Bouy da Gaetano Petrosino. Giuseppe Mengoli dirige per la prima volta l’opera, con un cast che comprende Federica Vitali, Vincenzo Costanzo e Teresa Iervolino nei ruoli principali (Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, 2, 9, 16 e 25 ottobre). Terzo titolo operistico è Nabucodonosor, proposto al Teatro Regio in un nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi, responsabile di regia, scene, costumi e luci, e realizzato in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna. Francesco Lanzillotta dirige l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro del Teatro Regio di Parma, con Ariunbaatar Ganbaatar, Lidia Fridman e Michele Pertusi tra i protagonisti (Teatro Regio di Parma, 3, 11, 18 e 24 ottobre). Anche Nabucodonosor, come Alzira, sarà eseguito in edizione critica, in questo caso a cura di Roger Parker.

Il 10 ottobre, giorno del 213° compleanno di Giuseppe Verdi, il Teatro Regio ospita poi il Gala Verdiano, diretto da James Conlon. In linea con il tema dell’edizione, il programma guarda all’attrazione verdiana verso l’esotico attraverso il secondo atto de Il Corsaro e il terzo atto di Jérusalem, intervallati dall’ouverture de Il Guarany di Antônio Carlos Gomes. In scena, tra gli altri, Alessia Panza, Daniel Luis de Vicente, Galeano Salas, Agostino Subacchi e Carlo Raffaelli (Teatro Regio di Parma, 10 ottobre, ore 20.30). Tra gli appuntamenti tradizionali del festival torna anche la Messa da Requiem, diretta da Daniele Rustioni sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma. Solisti Eleonora Buratto, Ekaterina Semenchuk, Saimir Pirgu e Roberto Tagliavini (Teatro Regio di Parma, 23 ottobre, ore 20). Il 21 ottobre è invece in programma il Concerto di Gala dell’Accademia Verdiana, che conclude il percorso formativo degli allievi del Corso di Alto Perfezionamento in Repertorio Verdiano, diretto didatticamente da Francesco Izzo.

Il 14 ottobre torna inoltre Fuoco di gioia, gala lirico benefico organizzato dal Gruppo Appassionati Verdiani “Club dei 27”, con la partecipazione amichevole di interpreti verdiani (Teatro Regio di Parma, ore 20.30). A estendere il tema Mondi lontani oltre il repertorio verdiano è la terza edizione di Ramificazioni, sezione che mette in relazione l’eredità di Verdi con altre esperienze musicali. Ingo Metzmacher, per la prima volta al Festival Verdi, dirige la Filarmonica Arturo Toscanini in un programma che accosta il preludio da Parsifal di Richard Wagner, Appassionatamente plus di Hans Werner Henze, Prélude à l’après-midi d’un faune e La Mer di Claude Debussy (Auditorium Niccolò Paganini, 4 ottobre).

Il Quartetto Luigi Magnani mette invece in dialogo Claude Debussy e Antonín Dvořák, con il Quartetto in sol minore e il Quartetto in fa maggiore op. 96 “Americano” (Ridotto del Teatro Regio, 7 ottobre). Il 15 ottobre al Teatro Farnese debutta, in prima esecuzione in lingua italiana e araba, Zenobia Regina di Lucia Ronchetti, su libretto di Mohammad Al Attar, con Susanne Blumenthal alla guida dell’Ensemble della Filarmonica Arturo Toscanini, Silvia Regazzo, Mais Harb ed Elias Aboud. Chiude Ramificazioni Mantra di Karlheinz Stockhausen, eseguito dai pianisti Ciro Longobardi e Andrea Rebaudengo (Auditorium del Carmine, 22 ottobre).

Intorno alle opere si sviluppa una trama di concerti, incontri e occasioni di approfondimento. Prima che si alzi il sipario accompagna il pubblico alla scoperta di Alzira, Aida e Nabucodonosor attraverso incontri curati da Giuseppe Martini e Dino Rizzo, con esecuzioni dei cantanti del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma. La conferenza in lingua inglese Faraway Worlds: Exoticism in Literature, Music, and the Arts, 1800-1900 approfondisce invece il ruolo dell’esotismo nelle arti europee dell’Ottocento (Università di Parma, 25 settembre).

Tornano anche i Café Concerto, con gli allievi dell’Accademia Verdiana al Gran Caffè del Teatro (2, 9, 16 e 23 ottobre), Mezzogiorno in Musica, con artisti già allievi dell’Accademia Verdiana nelle sale di Palazzo Ducale (4, 11, 18 e 25 ottobre), e Cori al Ridotto, rassegna dedicata alle grandi pagine corali verdiane interpretate dalle formazioni cittadine. Il 20 ottobre sono inoltre in programma Barezzi Lab, dedicato alle reinterpretazioni del repertorio verdiano da parte di giovani artisti e band, e una Giornata di studi a cura dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani. Il calendario comprende infine la tradizionale Cerimonia in onore di Verdi del 10 ottobre al Monumento a Verdi, sulle note del Va pensiero interpretato dal Coro del Teatro Regio di Parma e dalla Corale Verdi.  L’immancabile Verdi Off, giunto all’undicesima edizione, rinnova poi il progetto di portare l’opera fuori dai teatri e dentro la città, raggiungendo strade, piazze, periferie, luoghi di cura, fragilità e detenzione. Musica, teatro e danza diventano strumenti per avvicinare pubblici diversi alla figura e all’opera di Verdi, con particolare attenzione a famiglie, giovani, bambini e anziani. Tra gli appuntamenti torna la Verdi Street Parade, spettacolo diffuso tra centro storico e Oltretorrente con concerti, performance e il coinvolgimento di scuole di danza, istituti scolastici e associazioni del territorio. La Verdi SPIP Parade, giunta alla quarta edizione, porta invece lo spirito del festival nel quartiere industriale SPIP, dove aziende e imprese aprono i propri spazi al pubblico ospitando spettacoli e concerti a ingresso libero; l’iniziativa si intreccia con Imprese aperte, progetto dedicato alla scoperta del patrimonio di conoscenze e competenze del tessuto produttivo parmense.