- Data di pubblicazione
- 11/06/2026
- Ultima modifica
- 11/06/2026
Furioso. Balletto Civile legge Ariosto tra fragilità, desiderio e follia
Nel labirinto di storie e personaggi dell’Orlando Furioso si riflettono ancora oggi passioni, fragilità e contraddizioni che appartengono all’esperienza umana. Da questo dialogo con il poema ariostesco nasce Furioso, la nuova creazione di Balletto Civile, in prima nazionale dall’11 al 14 giugno all’Orto dei Frutti Dimenticati di Pennabilli, nell’ambito di Artisti in Piazza Festival.
Al centro di Furioso c’è la fragilità come tratto distintivo della condizione contemporanea. A incarnarla è il corpo del performer, che si espone allo sguardo nella sua vulnerabilità e nella sua continua trasformazione, portando in scena fratture, contraddizioni e possibilità di cambiamento. Un corpo plurale, attraversato da desideri e tensioni divergenti, come accade ai personaggi del poema ariostesco.
Balletto Civile guarda al poema ariostesco come a un organismo vivo, costruito su una pluralità di voci e di prospettive. Nessun protagonista assoluto, nessuna traiettoria lineare: le vicende si rincorrono, si interrompono, si sovrappongono, dando forma a una narrazione in costante movimento. È una struttura che parla con sorprendente immediatezza al presente, al senso di instabilità che caratterizza il nostro tempo e alla difficoltà di trovare un centro stabile dentro una realtà sempre più frammentata.
Fughe, inseguimenti, illusioni, amori che salvano e distruggono, identità che mutano a ogni incontro: il poema ariostesco diventa così una mappa del disorientamento umano. Un universo in cui il desiderio eccede continuamente la realtà e in cui ogni certezza è destinata a essere rimessa in discussione.
Particolare rilievo assume il tema della follia, che nel lavoro di Balletto Civile non viene interpretata come semplice perdita di sé, ma come possibilità di trasformazione e di conoscenza. È il momento in cui le forme vacillano, gli equilibri si incrinano e si apre uno spazio da cui osservare il mondo da una prospettiva diversa.