Aterballetto cerca la meraviglia con il pubblico di Internazionale Kids

06 maggio 2026

Che succede quando uno spettacolo per bambini e ragazzi non viene semplicemente mostrato a un pubblico giovane, ma costruito anche attraverso il confronto con il suo sguardo? Da questa domanda nasce Alla ricerca della meraviglia, il percorso che il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto presenta nel palinsesto di Internazionale Kids a Reggio Emilia, l’8 e il 9 maggio. Non si tratta ancora un debutto compiuto, ma di una tappa di lavoro, ovvero di tre studi coreografici affidati a Fernando Melo, Jacopo Jenna e Francesco Marilungo, pensati come avvicinamento al nuovo spettacolo del CCN/Aterballetto per bambini e ragazzi, che debutterà nel giugno 2026 e poi girerà nei teatri. Il punto non è soltanto presentare un lavoro in corso, ma aprire il processo creativo a uno spettatore particolare, ovvero all’infanzia, con il suo sguardo libero, esigente, non ancora mediato dalle convenzioni. Per Aterballetto questo confronto diventa parte della creazione stessa.  

Il primo appuntamento è in programma l’8 maggio alle 10.30 alla Fonderia, ed è riservato alle scuole. Il secondo si terrà il 9 maggio alle 21.00 al Teatro Cavallerizza. In entrambi i casi, il pubblico di Internazionale Kids potrà vedere in anteprima i risultati di questa ricerca e dialogare con gli artisti. 

Il percorso si apre con Il Mondo dei Quasi di Fernando Melo, uno spazio giocoso fatto di pareti morbide e in movimento continuo. Due figure appaiono, scompaiono, si cercano, si avvicinano e si allontanano, come se anche lo spazio partecipasse al gioco. Il lavoro invita i bambini a entrare in un universo in trasformazione, dove l’incontro è un’avventura e ogni ostacolo può diventare occasione di esplorazione. Al centro c’è il bisogno di connessione: il modo in cui ci si avvicina agli altri, si attraversa la distanza, si impara a comprendere e a essere compresi. La coreografia, la scena e i costumi sono di Fernando Melo; le musiche di Bill Evans e Laurent Dury; in scena Matilde Di Ciolo e Matteo Capetola. 

Con Se puoi immaginarlo, puoi danzarlo, Jacopo Jenna lavora invece sull’immaginazione come forza capace di trasformare la realtà. La danza diventa il luogo in cui la fantasia prende corpo: una camminata può farsi viaggio, un salto può aprire una porta, una pausa può custodire un segreto. Il riferimento è anche alla libertà combinatoria delle fiabe rodariane, dove il gesto non riproduce forme già note ma genera possibilità, relazioni e narrazioni nuove. Di Jenna sono coreografia, video e costumi; la musica è Pure Imagination remix di KwayT Man Frekm pt.1 – Djrum; danzano Alessia Giacomelli e Kiran Gezels. 

Il terzo studio è ANNINNÌA di Francesco Marilungo, ispirato alle ninnenanne della tradizione veneziana, romagnola e salentina. Il canto che accompagna il bambino verso il sonno diventa il punto di partenza per attraversare le paure infantili e suggerire nel gioco uno strumento per superarle. La coreografia mette in scena l’insicurezza davanti a ciò che spaventa perché ignoto, ma anche la fiducia che nasce dal progressivo avvicinamento. A rendere visibile questo paesaggio emotivo è una scena composta da più di seicento peluche: colline morbide, tappeti, coperte, mantelli, maschere di streghe e lupi, archetipi fiabeschi da trasformare in compagni di gioco. Regia, coreografia e costumi sono di Francesco Marilungo; scene e maschere di Luca Luchetti; in scena Alessia Giacomelli e Kiran Gezels, con il supporto di Associazione Congerie e Centro del Riuso di Macerata.