Buzzati a teatro: i racconti dell’inquietudine con Tra un atto e l'altro

25 Agosto 2026

Un mosaico di piccoli mondi, sospesi tra inquietudine, ironia, mistero e paura. L’universo letterario di Dino Buzzati incontra il teatro in Qualcosa come il famoso inferno. E noi ci viviamo sopra spensierati, spettacolo prodotto dall’Associazione Tra un atto e l’altro, in programma dal 1° al 6 settembre, alle ore 21, negli spazi dell’Istituto Agrario A. Serpieri di Bologna, in via Peglion 25.

In scena un affiatato gruppo di interpreti: Maurizio Cardillo, Fabrizio Croci, Oscar De Summa, Angela Malfitano, Marco Manchisi, Francesca Mazza, Gino Paccagnella e Bruno Stori. Il coordinamento e la cura sono di Claudia Manfredi, con l’assistenza e l’accompagnamento di Elena Trovò.

Lo spettacolo è la prima tappa di Tutto il mondo è un teatro in Cento Rose , progetto che prosegue l’esperienza di Tutto il mondo è un Teatro, realizzato per un decennio a Castel Maggiore. La nuova edizione trova casa a Villa Altieri, negli spazi dell’Istituto Serpieri, mantenendo al centro la formula che ha caratterizzato il percorso fin dall’inizio: un’unica ispirazione – un tema, un autore o un’opera – e un luogo comune da cui lasciare emergere le differenti libertà creative degli interpreti, chiamate poi a ricomporsi in una voce collettiva.

Dopo il precedente attraversamento dei racconti di Čechov, il progetto torna alla forma breve, scegliendo questa volta Buzzati e la sua capacità di trasformare situazioni apparentemente quotidiane in territori di attesa, spaesamento e interrogazione. Punto di partenza è un sentimento fortemente contemporaneo: lo smarrimento di fronte al presente, la paura e la difficoltà di immaginare con fiducia il futuro. Temi che percorrono profondamente l’opera dello scrittore bellunese. Identità, ignoto e morte abitano una produzione narrativa capace di raccontare l’inquietudine con una scrittura insieme limpida, poetica e ironica. Nei suoi racconti il quotidiano può improvvisamente aprirsi al tragico, al gioco o al mistero; il tempo si sospende, l’attesa diventa materia narrativa e i finali consegnano spesso al lettore il compito di completare ciò che rimane inesplorato. È proprio su questa soglia che lavora lo spettacolo, affrontando la sfida di tradurre per la scena testi nati per la lettura e di racchiudere, nel tempo breve della rappresentazione, l’essenza di ciascuna storia.

Il percorso comprende nove racconti: Venuto a cercarci, interpretato da Maurizio Cardillo; Una ti aspetta, con Maurizio Cardillo e Bruno Stori; Sette piani, con Fabrizio Croci; Il crollo della Baliverna, con Oscar De Summa; La fine del mondo, con Angela Malfitano; Direttissimo, con Marco Manchisi; Città personale, con Francesca Mazza; L’alienazione, con Gino Paccagnella; e Gennaio 1944, con Bruno Stori.

Il progetto  proseguirà poi tra novembre e dicembre con la seconda tappa,  Le altre rose. Alla Sala Centofiori di Bologna saranno protagonisti Laura Pizzirani, Francesca Romana Di Santo, Giulia Dall’Ongaro, Enrico Deotti, Angela Malfitano e Francesca Mazza, impegnati in tre spettacoli differenti per linguaggi e poetiche. Tre appuntamenti accomunati dall’invito a ritrovarsi attorno alla scena e alla sua capacità di interrogare il presente attraverso intelligenza, ironia e libertà.

L’iniziativa fa parte di Bologna Estate 2026 ed è realizzata nell’ambito dell’accordo a sostegno delle attività di spettacolo dal vivo nelle aree periferiche tra Comune di Bologna e Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo. È sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Istituto Agrario A. Serpieri e Città Metropolitana di Bologna, con il patrocinio del Quartiere Navile e in collaborazione con Collettivo Amalia e Gorki 12.