- Data di pubblicazione
- 26/03/2026
- Ultima modifica
- 26/03/2026
Callas e Pasolini: a Piacenza debutta “Cronaca di un amore”
Callas e Pasolini. Tra loro un amore, un sentimento, vero e tuttavia impossibile, nato sul set di Medea nel 1969, quando il regista chiamò la grande cantante al suo unico ruolo cinematografico. Da quella prossimità, rimasta sospesa tra testimonianze, cronaca e interpretazioni, prende ora forma una nuova opera, Cronaca di un amore. Callas e Pasolini, commissionata dal Teatro Municipale di Piacenza e in prima rappresentazione assoluta venerdì 27 marzo alle 20, con replica domenica 29 marzo alle 15.30. Si tratta di una coproduzione tra Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Haydn di Bolzano e Trento e Fondazione Teatro Comunale di Bologna.
Con musica di Davide Tramontano e libretto di Alberto Mattioli, l’opera si colloca fra due anniversari: i cinquant’anni dalla morte di Pasolini, nel 2025, e quelli della Callas, che cadranno nel 2027. Il libretto si fonda su fonti giornalistiche e testimonianze, ma non si limita a ricostruire la relazione tra i due artisti durante le riprese, spostando l’attenzione sulla tensione fra due personalità così radicali. Sebbene la Callas fosse sempre stata riluttante ai corteggiamenti del cinema, fece un’eccezione per Pasolini. L’opera si apre con i due intenti a girare una scena di Medea, film in cui la “diva” si sottopose a sessioni estenuanti fra la Cappadocia e la laguna veneta, con costumi pesantissimi sotto il sole, rifiutando ogni controfigura. All’epoca il legame tra il regista e il celebre soprano finì al centro delle cronache rosa, che specularono anche su un possibile matrimonio.
«Nel tormentato legame fra due delle maggiori personalità artistiche del Novecento – spiega Mattioli – si innesta una riflessione universale sulla difficoltà di amare e, tuttavia, sulla necessità di farlo, oltre ogni diversità e ostracismo sociale. Per questo l’opera cessa di essere cronaca per diventare un’indagine psicologica su due figure così forti e, insieme, così fragili, confidando nel potere della musica di esprimere quello che tutti proviamo senza riuscire a dirlo».
Nella scrittura di Tramontano l’orchestra assume una funzione strutturale, non subordinata. Interviene come presenza attiva, commenta, talvolta contraddice. Le relazioni fra i personaggi incidono direttamente sulla forma musicale, che si deforma e si riorganizza seguendo le dinamiche emotive. È un impianto che punta a rendere udibile ciò che nella vicenda resta implicito o irrisolto.
La direzione musicale è affidata a Enrico Lombardi, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana. La regia porta le firme di Davide Livermore e Mercedes Martini, con scene di Eleonora Peronetti, costumi di Anna Verde, luci di Aldo Mantovani ed editing video di D-Wok. Il cast riunisce Carmela Remigio nel ruolo di Maria Callas e Bruno Taddia in quello di Pasolini, accanto a Caterina Meldolesi e Didier Pieri.