- Data di pubblicazione
- 09/03/2026
- Ultima modifica
- 09/03/2026
Corpi e fiabe a Bologna con Visioni di futuro, visioni di teatro
Per una settimana Bologna torna a guardare il teatro con gli occhi dei più piccoli. Dall’8 al 15 marzo il Teatro Testoni Ragazzi ospita la ventitreesima edizione di Visioni di futuro, visioni di teatro…, festival internazionale dedicato alle arti performative per la prima infanzia che riunisce compagnie provenienti da diversi Paesi con spettacoli, incontri e attività pensate per bambine, bambini e comunità educative. L’edizione 2026 coinvolge sedici compagnie dall’Italia, dall’Europa e dal resto del mondo – dai Paesi Bassi alla Spagna, dalla Francia al Belgio fino al Cile – con ventiquattro spettacoli e trentotto repliche complessive. Accanto alla programmazione scenica sono previsti momenti di confronto e iniziative rivolte ai servizi educativi. Il festival si svolge per la prima volta nell’ambito del progetto europeo The Right Time – Exploring Time in Performing Arts for Early Childhood, iniziativa di cooperazione sostenuta dal programma Creative Europe e coordinata da La Baracca – Testoni Ragazzi, che propone una riflessione sul tempo nella relazione tra arti performative e prima infanzia.
La programmazione degli spettacoli si è già aperta con A corpo libero de La Baracca – Testoni Ragazzi (8, 10, 13 marzo), creazione nata da una ricerca sviluppata nella precedente edizione del festival e dedicata alla scoperta del corpo e delle sue possibilità espressive. Nella giornata inaugurale è andato in scena anche Al parco – Storie piccole prima che faccia buio del Collettivo LAN-DE-Sì, lavoro che unisce teatro fisico e teatro d’ombre nel racconto dell’incontro tra due bambini che scoprono il gioco e lo spazio del parco. Il festival prosegue ora con Mio della Compagnia TPO (9, 10 marzo), in cui due interpreti accompagnano il pubblico in un percorso tra danza e suoni che riflette sul tema della condivisione, Due. Storia di un abbraccio della Compagnia Rodisio (9, 10 marzo), racconto dell’incontro tra due esseri che si riconoscono nello sguardo e nel gesto, e Tenir (Tenere) della compagnia francese a k entrepôt (9, 10 marzo), ambientato attorno a un cubo nero attraversato da fili e gomitoli che diventano elementi di relazione con lo spazio.
Seguono Lavarropas (Lavatrice) della compagnia cilena Manada (10, 11 marzo), racconto domestico che prende forma attorno alla riparazione di una lavatrice e alla scoperta dei vestiti di una famiglia, Cornici de La Baracca – Testoni Ragazzi (10, 11 marzo), spettacolo che introduce con ironia il pubblico alle opere di Piet Mondrian e allo swing jazz, e Dàula. Al di là del mare di Principio Attivo (10, 11 marzo), lavoro che utilizza canti e filastrocche della tradizione araba per avvicinare bambine e bambini a una lingua e a una cultura attraverso parole e suoni.
Si prosegue poi con Sorpresa! di Teatro Perdavvero (11, 12 marzo), dedicato alle relazioni che nascono dall’incontro tra differenze, e Sum della compagnia spagnola Baychimo Teatro (11, 12 marzo), performance di teatro fisico senza parole costruita attorno al gioco dell’ombra. Shhh! The Touch of Sound, progetto di Factory Compagnia Transadriatica e Stichting Knopen (12, 13 marzo), intreccia invece coreografia e suono in una partitura scenica essenziale, mentre Coperta della compagnia Rotondes (12, 13 marzo) è un racconto notturno in cui tre personaggi affrontano insieme le proprie paure, e LiCHT (Luce) della compagnia olandese Dadodans (12, 13 marzo), presentato in prima internazionale, vede in scena una danzatrice e un’acrobata aerea giocare con riflessi e colori ispirandosi alla luce naturale.
Verso il finale del festival sono in scena Loopneus (Il naso che cola… e corre) della compagnia belga De Spiegel (13, 14 marzo), spettacolo sensoriale dedicato alle parti del viso, FLORes (Fiori) di Milimetro – Patricia Ruiz (13, 14 marzo), che immagina lo spazio scenico come una tela in cui forme e immagini prendono vita, e Anche tu? Scene di un’amicizia de La Baracca – Testoni Ragazzi (13, 14 marzo), produzione che ha debuttato nell’ottobre 2025 e racconta le prime amicizie attraverso parole essenziali.
A chiudere il festival sono ZèbrO della compagnia francese Zapoï (14, 15 marzo), universo scenico in bianco e nero in cui i colori vengono introdotti progressivamente, e Atlas del Colectivo Atlas dal Cile (14, 15 marzo), installazione coreografica interattiva che invita bambine e bambini a esplorare diverse mappe sensoriali legate al movimento, alla percezione visiva e all’ascolto.
Tra gli incontri e i momenti di approfondimento il 12 marzo è in programma The Right Time: A New Common Path, appuntamento dedicato al progetto europeo che accompagna il festival mentre il 14 marzo si svolge la conferenza Il senso delle fiabe, con interventi di studiose e studiosi provenienti dal campo della pedagogia, della narrazione e delle arti performative.
Il festival coinvolge inoltre i servizi educativi con attività rivolte ai nidi e alle scuole dell’infanzia. Tra queste AmEY – Artist meet Early Years (10–13 marzo), rivolto ad artisti under 35, e 0/3 chiama Italia, percorso che invita compagnie italiane a sviluppare nuove creazioni per la fascia d’età 0–3 anni. Durante tutta la settimana è attivo anche Andar per Nidi, iniziativa che consente a operatrici e operatori teatrali ospiti del festival di assistere alle attività artistiche direttamente all’interno dei servizi educativi.