- Data di pubblicazione
- 14/07/2020
- Ultima modifica
- 14/07/2020
Cosa c’è dopo il buio. Gli attori di Tra un atto e l’altro in scena con Notturno di Asimov
In un pianeta, Kalgash, illuminato da ben sei soli, non c’è paura più grande che quella di vedere un giorno calare il buio e apparire le stelle. A profetizzare questa Apocalisse non sono solo le previsioni religiose di una setta, ma anche la scienza. E in effetti la notte a un certo punto cala, portando con sé distruzione e imbarbarimento. Tornata l’alba, toccherà ad alcuni superstiti, tra tutti un astronomo e un’archeologa, mettersi in viaggio in uno scenario post-apocalittico per provare a ricostruire una nuova civiltà. A scrivere questa storia misteriosa e affascinante in un celebre racconto intitolato Notturno è stato Isaac Asimov, autore di fantascienza oltre che noto divulgatore scientifico. E se quest’anno i suoi testi sono tra i più citati e saccheggiati da artisti e creativi di ogni tipo non è solo perché nel 2020 ricorrono i cent’anni dalla nascita, ma anche perché nel suo immaginario fantascientifico sembrano esserci tracce più che mai profetiche rispetto al presente reale, che se non proprio cancellato da un’eclisse sta indubitabilmente vivendo sfide davvero epocali, inimmaginabili qualche decennio fa.
A questo racconto, tra i più apprezzati dalla critica, s’ispira il nuovo lavoro dell’Associazione Tra un atto e l’altro guidata da Angela Malfitano e Francesca Mazza che una volta l’anno (ormai da cinque) riunisce un gruppo consolidato di attori, autori e registi, con lo scopo di costruire uno spettacolo con regia e drammaturgia collettiva, fuori dalle logiche produttive consuete. A ospitare la nuova edizione del progetto Tutto il mondo è teatro sarà come negli anni passati lo scenario magnifico della Villa Salina di Castel Maggiore, ma stavolta con un maggiore numero di recite (dal 21 al 26 luglio, con doppia replica alle 20.30 e 22.30, prenotazione obbligatoria). Insieme a Maurizio Cardillo, Fabrizio Croci, Oscar De Summa, Marco Manchisi, Gino Paccagnella e Bruno Stori, Malfitano e Mazza rileggono Notturno concentrandosi sui nodi più significativi in relazione al presente: lo scontro fra scienza e superstizione, l’angoscia per la distruzione dell’umanità e dei valori culturali, la paura dell’ignoto e dell’incontrollabile, il pregiudizio verso il diverso. Il tutto nel tentativo di restituire la vena ironica dell’autore.
“In Notturno – spiegano – abbiamo trovato ciò che secondo noi il teatro va sempre cercando: i segni del nostro tempo. Nel momento in cui il racconto allarga i confini della nostra fantasia, facendoci immaginare altri mondi e altri universi possibili, ci restituisce alla nostra realtà”. La cornice seicentesca di Villa Salina, stavolta rivisitata soprattutto nei suoi spazi esterni, offre le atmosfere perfette per un viaggio nel mistero, e per scoprire assieme agli autori cosa si nasconde dietro al (nostro) Buio.
Notturno è una produzione di Tra un atto e l’altro con il sostegno di Unione Reno Galliera – Comune di Castel Maggiore; ATER – Associazione Teatri Emilia Romagna e Regione Emilia Romagna.