- Data di pubblicazione
- 03/09/2026
- Ultima modifica
- 03/09/2026
Danza Urbana, una trentesima edizione tra Bologna e Ferrara
Da trent’anni Danza Urbana porta la coreografia fuori dai luoghi deputati, facendo dello spazio pubblico un terreno di incontro tra danza, performance contemporanea e città. Nato nel 1997 a Bologna, per il trentennale – in programma dal 4 al 10 settembre a Bologna e il 15 settembre a Ferrara – il festival (il primo in Italia dedicato al rapporto tra danza e spazio urbano) celebra appieno la sua vocazione originaria coinvolgendo artisti, artiste e compagnie della scena italiana e internazionale, tra protagonisti riconosciuti e talenti emergenti della nuova danza d’autore.
Ad aprire il festival, il 4 settembre alle 21 nell’ex chiesa di San Mattia, sarà La Sagra della Primavera di Roger Bernat/FFF, presentata con ingresso libero e prenotazione obbligatoria nell’ambito del progetto Ereditare il futuro. A partire dall’opera di Stravinskij e dalla storia coreografica legata al balletto di Nijinskij e poi alla versione di Pina Bausch, Bernat costruisce un dispositivo senza danzatori professionisti, in cui sono gli spettatori a diventare interpreti, dando forma a un rituale collettivo. Il 5 settembre, in Piazza San Francesco, arriva in prima nazionale Desvelo, di e con Alejandro Moya, assolo che attinge alla cultura giapponese e costruisce uno spazio di contemplazione in cui il gesto fisico racchiude una trasformazione interiore. A seguire, Arnau Perez presenta Vibra!, performance partecipativa e interattiva ispirata alle danze sociali e di coppia, pensata come esperienza condivisa di sincronizzazione, empatia e vibrazione collettiva. La serata si chiude alle 21 nell’ex chiesa di San Mattia con L’avvenire di Silvia Rampelli / Habillé d’Eau, con Alessandra Cristiani, Eleonora Chiocchini, Valerio Sirna e Stefania Tansini, spettacolo presentato in collaborazione con ATER Fondazione.
Il 6 settembre, all’Istituto Parri, inaugura Staffetta, installazione a cura di Viviana Gravano / Attitudes Spazio alle Arti, in collaborazione con Patrizia Righi e realizzata con ragazze e ragazzi del liceo artistico Arcangeli insieme a Salvo Lombardo, Francesca Marconi e Wissal Houbabi. Il progetto apre un dialogo con giovani tra i 17 e i 21 anni sulle possibili forme di resistenza oggi, a partire dalle tracce materiali e culturali lasciate dal fascismo storico. La stessa giornata prosegue al DaS con EchoLove, dispositivo artistico-sociale sulle dinamiche relazionali tossiche, esperienza di coreografia espansa riservata a circa quaranta partecipanti attivi. Alle 18.30, nel cortile del Collegio d’Arte Venturoli, Mehdi Dahkan e Mohamed Bouriri presentano KMS of Resistance, performance coreografica e sonora ispirata all’Aita, tradizione orale marocchina usata storicamente per trasmettere messaggi di resistenza durante il Protettorato francese.
Il 7 settembre il programma si sposta al MAMbo, dove Manuel Rodriguez presenta Alien alle 17 e alle 18.30, performance che reinventa il corpo del performer come organismo fittizio e sensoriale, interrogando identità, percezione e comunicazione. Sempre al MAMbo, alle 17.30, è prevista la proiezione del video d’arte Sarkha della coreografa palestinese Jumana Dabis, seguita da un incontro online con l’artista nell’ambito della Dancescapes Academy. Alle 21, con replica l’8 settembre, l’ex chiesa di San Mattia ospita Fatigue di Irene Russolillo, prodotto da ORBITA | Spellbound: una performance corale, vocale e fisica in cui respiro e canto sono all’origine della coreografia. L’8 settembre, alle 18 al Parco 11 settembre 2001, Elisa Sbaragli presenta La Plaza_studio, prodotto da TIR Danza e interpretato da Rafael Candela, progetto coreografico che parte dalla piazza pubblica per indagare il modo in cui le persone abitano e modellano gli ambienti condivisi. A seguire, Mattia Quintavalle Sly, del collettivo BoomBox Squad, porta Loop Box, un viaggio sensoriale attraverso ritmo, corpo e spazio, in cui la ripetizione diventa linguaggio coreografico e il pubblico è coinvolto nella creazione della scena.
Il 9 settembre, al Parco di Villa Angeletti, la programmazione è dedicata ai progetti vincitori o menzionati di Bodyscape nell’ambito di Dancescapes 2025. Alle 18 Francesca Melluso e Federico Pipia presentano Mykestesia, performance vincitrice di Bodyscape che indaga resilienza, mutazione e linguaggi del regno dei funghi. A seguire, Elia Pangaro e Alexander de Vries propongono Quasi Niente n°1, creazione fondata su interdipendenza, solidarietà e costruzione condivisa. Alle 19 conferenza balaam presenta Threshold of Kindness, progetto vincitore della menzione speciale Bodyscape: un’installazione immersiva e una durational performance che interroga il pubblico sul significato della gentilezza. La chiusura bolognese, il 10 settembre alle 18 in Piazzetta Maccaferri, è affidata a CollettivO CineticO con Urutau Extinction Party, presentato nell’ambito del progetto Urban Rituals. La performance, dedicata all’urutau, l’“uccello fantasma” sudamericano, è descritta come un ibrido tra rito sacrificale e rave party congelato, con corpi immobili e ciechi in una gara di resistenza. Il progetto prevede anche il coinvolgimento di cittadine e cittadini in un laboratorio gratuito condotto dalla compagnia.
Il 15 settembre il festival approda a Ferrara, alla Cattedrale del Polo scientifico tecnologico, con Battiti di scienza e l’apertura del Tecnopolo di Ferrara, a cura dell’Università di Ferrara nell’ambito del progetto Tecnopoli in scena della Regione Emilia-Romagna, di ART-ER e della rete regionale dei tecnopoli. Per l’occasione, Danza Urbana affida a CollettivO CineticO la creazione site-specific in tre movimenti Lascia il potassio tremare, pensata come azione di apertura e valorizzazione del Tecnopolo attraverso visita, racconto dei luoghi della ricerca e interventi performativi.
Accanto alla programmazione, il festival propone anche occasioni di formazione. Dal 7 al 9 settembre Salvo Lombardo e Viviana Gravano condurranno al BACH il workshop Danza & Potere, realizzato in collaborazione con Attitudes_Spazio alle arti e rivolto ad artisti e curatori. Le iscrizioni sono aperte fino al 10 agosto.
Promosso da Danza Urbana ETS e realizzato con il contributo di MiC, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna, il festival fa parte di Bologna Estate 2026.