Dedicato: Nasuto e Alberici portano in scena la malattia e il tempo dell’attesa

19 dicembre 2025

C’è un momento preciso in cui il quotidiano cambia forma. Non accade con un colpo di scena, ma attraverso una frattura silenziosa che riorganizza gesti, pensieri, priorità. Il 20 dicembre alle 21 al Centro culturale tE:Ze di Bentivoglio, per la Stagione Agorà, va in scena Dedicato [Appunti di questi giorni], restituzione pubblica di un processo in corso che porta a teatro l’esperienza della malattia come soglia: tra una condizione di apparente normalità e l’irruzione di una diagnosi che ridefinisce il tempo. Il lavoro – seconda tappa di un percorso destinato a trovare una forma compiuta nel debutto previsto per gennaio 2026 – nasce da una vicenda autobiografica di Ermelinda Nasuto.  “Circa un anno fa, dieci giorni prima di compiere quarant’anni – spiega l’autrice – mi è stato diagnosticato un carcinoma mammario di secondo stadio. Quando l’ho scoperto stavo conducendo un laboratorio teatrale assieme ad altre colleghe e colleghi. Condividevamo la stessa casa, la cucina, il bagno e la sala prove: avevo l’accordo di tenere il telefono acceso in sala, perché quasi ogni giorno aspettavo dall’ospedale chiamate per visite ed esami. Oggi ho deciso di raccontare questa storia: ma come si racconta una storia che ancora non si sa come andrà a finire? Dedicato è una passeggiata dolce, l’istantanea di un momento in cui il quotidiano cambia e sembra essere occupato dal solo pensiero della malattia e della sua cura. Sembra». 

Al centro dello spettacolo, interpretato da Nasuto e da Olga Durano, attrice di grande carattere e solida esperienza, non c’è quindi la ricostruzione clinica della malattia, bensì il modo in cui essa occupa progressivamente lo spazio mentale e quotidiano, alterando il rapporto con il lavoro, le relazioni, il corpo. Ermelinda Nasuto porta con sé un lungo percorso come attrice e formatrice, maturato tra esperienze di compagnia, progetti di formazione e collaborazioni con alcune delle realtà più attive della scena contemporanea (come la compagnia Licia Lanera, fresca di Ubu per l’adattamento di Lanera di Nuovi Libertini di Tondelli). Il testo è firmato da lei e da Francesco Alberici, regista e drammaturgo vincitore di due Premi Ubu (Miglior Attore Under 35 nel 2021 e Miglior Nuovo Testo nel 2024). Mentre Dramaturg del progetto sono Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi (Kepler 452), anche loro vincitori, appena due giorni fa, del Premio Ubu per il Miglior Spettacolo dell’Anno per A place of Safety. La produzione è di La Corte Ospitale, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione e Cranpi, con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Emilia-Romagna, e la collaborazione di Ateliersi e Archiviozeta. Un interessante assetto produttivo e artistico che ha il suo epicentro proprio in Emilia-Romagna, quindi. 

Il dispositivo scenico privilegia una forma di esposizione intima e controllata, in cui la presenza dell’attrice non coincide con la confessione, ma con una presa di parola consapevole. La tappa di lavoro presentata a Bentivoglio permette al pubblico di assistere a un momento intermedio del processo creativo, assumendo lo sguardo dello spettatore come parte attiva del percorso. Al termine della prova è previsto un incontro tra il pubblico e la compagnia, coordinato dalla critica e docente universitaria Maddalena Giovannelli.