Emilia Romagna Festival 2026, il classico si fa contemporaneo tra grandi interpreti e nuovi linguaggi

13 maggio 2026

Oltre seicento artisti da tutto il mondo, cinquantasette concerti, location tra le più suggestive della regione e una visione artistica che da ventisei anni intreccia innovazione e tradizione. L’edizione 2026 di Emilia Romagna Festival — in programma dal 1° luglio al 12 settembre — si presenta come un caleidoscopio di suoni e storie, un tributo alla musica in tutte le sue declinazioni, capace di unire territori, culture e generazioni.  Lo sintetizza perfettamente il claim, Classico è Contemporaneo: immagine esatta dell’identità di un festival che della contaminazione e della qualità ha fatto il proprio tratto distintivo. Una linea curatoriale che supera le barriere di genere e costruisce connessioni tra repertori, epoche e linguaggi differenti: dalla musica barocca al jazz contemporaneo, dal tango argentino alle tradizioni celtiche, fino alle colonne sonore, alle nuove produzioni e alle prime esecuzioni.

Alla direzione artistica, Massimo Mercelli costruisce un cartellone in costante equilibrio tra linguaggi apparentemente lontani: Bach restituito come linguaggio ancora vivo e aperto alla reinterpretazione, Piazzolla accolto tra i grandi classici del Novecento, Morricone in dialogo con la musica colta europea, dentro un intreccio continuo tra memoria, sperimentazione e nuovi pubblici, in un itinerario che attraversa abbazie millenarie, rocche, chiostri, musei, teatri e giardini storici dell’Emilia-Romagna.

Ad anticipare il festival, il 29 giugno nel Giardino Storico del Palazzo Vescovile di Imola, sarà l’arpista e compositrice Agatha Bocedi con un concerto dedicato alle possibilità espressive dell’arpa tra repertorio storico e scrittura contemporanea. L’inaugurazione vera e propria, il 1° luglio, avrà  luogo nella millenaria Abbazia di Pomposa che nel 2026 celebra i mille anni dalla consacrazione. Qui risuoneranno i Carmina Burana di Carl Orff nella versione originale per due pianoforti, percussioni e voci, interpretati dalla Venice Monteverdi Academy insieme ai percussionisti dell’Orchestra Lorenzo da Ponte, diretti da Ernest Hoetzl. La chiusura, il 12 settembre al Teatro Stignani di Imola, sarà invece affidata a Bach Dance Concert – Indoor, nuova produzione ideata da ERF e proposta a Roberto Zappalà: un incontro tra il pianoforte di Ramin Bahrami e la ricerca coreografica della Compagnia Zappalà Danza, dove Bach diventa materia scenica viva e contemporanea.

Tra gli ospiti più attesi di questa edizione figurano artisti e formazioni di primo piano della scena internazionale: i Cameristi della Scala con Massimo Mercelli, la Wuxi Symphony Orchestra, il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique, il violinista Vadim Tchijik con la pianista Armine Varvarian, Riccardo Zamuner, la Toscanini Academy, oltre a protagonisti della scena jazz e cantautorale come Rita Marcotulli, Simona Molinari, Raphael Gualazzi, Sergio Cammariere, Elio e Noa.

Particolare attenzione continua a essere riservata alle nuove generazioni di interpreti: quest’anno il Premio alla Carriera ERF 2026 sarà assegnato a Ettore Pagano, violoncellista romano classe 2003 e vincitore del Premio Abbiati 2025, simbolo di una generazione di musicisti già pienamente inserita nel panorama internazionale. Accanto a lui troveranno spazio giovani talenti come la pianista Karina Tseng, il Katarina String Quartet, il Trio Chimera, Irene Marzadori e Marco Gerolin.

Spazio anche ai linguaggi di confine tra cinema e jazz. Il 2 luglio a Mordano, il Beltrani Modern Piano Trio propone Musiche da Oscar, viaggio nelle colonne sonore di Morricone, Rota, Williams, Zimmer e Sakamoto. Il 5 luglio a Forlì, Rita Marcotulli presenta Under 29 But Me, progetto che affianca la pianista romana ad alcuni dei più interessanti giovani musicisti della scena jazz italiana.

Grande attenzione anche alle tradizioni musicali popolari: il 10 luglio a Forlì il Coro Eufonia di Gavoi porta in scena il patrimonio vocale femminile sardo, mentre il 12 e 13 luglio la musica irlandese e celtica attraversa il festival con il Trio O’Carolan a Russi e i Birkin Tree a Cervia.

Tra gli appuntamenti più suggestivi, il  17 luglio a Imola, Riccardo Zamuner e il Quintetto de I Virtuosi della Cappella di San Severo interpreteranno Le quattro stagioni di Vivaldi in occasione della mostra dedicata a Wolfango. Sempre il 17 luglio i Cameristi della Scala insieme a Massimo Mercelli al flauto, propongono un concerto all’Abbazia di Pomposa che va dal barocco  di Tartini e Durate al monumentale  Quintetto per archi di Dvorak.

Grande attesa anche per Piazzolla ritrovato, il 22 luglio all’Abbazia di Pomposa e il 23 luglio al Pavaglione di Lugo: uno spettacolo multidisciplinare che intreccia tango, danza e poesia di Borges, riportando in vita una partitura perduta di Astor Piazzolla. Sempre il 23 luglio a Forlì, GRAINS OF… SOUND unirà pianoforte e sand art in una prima esecuzione italiana nata dalla collaborazione con il Malta International Arts Festival.

Tra gli eventi internazionali spicca il concerto del 23 agosto al Duomo di Forlì, con la Wuxi Symphony Orchestra diretta da Daye Lin, vincitore del prestigioso “Sir Georg Solti International Conductors’ Competition”: un programma tra Haydn, Brahms e la prima esecuzione italiana della Symphonic Suite Flying Apsaras di Li Shaosheng, ponte ideale tra tradizione sinfonica europea e cultura musicale cinese.

Ampio spazio anche al jazz, alla canzone d’autore e ai linguaggi di confine, che attraversano trasversalmente il cartellone 2026, tra omaggi a Miles Davis e John Coltrane, progetti dedicati alle grandi colonne sonore e incursioni nella world music. Tra gli appuntamenti più attesi dal grande pubblico, il 27 agosto a Comacchio arriva Simona Molinari con il Kairos Tour, mentre il 29 agosto sarà protagonista Raphael Gualazzi in piano e voce. Il 1° settembre al Teatro Arena di Castel San Pietro Terme tornerà Elio con La rivalutazione della tristezza, spettacolo tra musica e narrazione; il giorno successivo sarà la volta di Sergio Cammariere, mentre il 5 settembre a Villa La Babina il festival accoglierà il ritorno di Noa con il nuovo album The Giver and the See.

Come sempre, i luoghi saranno parte integrante della drammaturgia di Emilia Romagna Festival: dall’Abbazia di Pomposa all’Abbazia di San Mercuriale, dal Museo Carlo Zauli al MIC di Faenza, dalla Rocca di Riolo alla Piazzetta Trepponti di Comacchio, fino alla Business Lounge dell’Aeroporto Marconi di Bologna. Un itinerario che conferma il legame profondo del festival con il patrimonio storico, artistico e paesaggistico della regione.

Emilia Romagna Festival è realizzato grazie al contributo e sostegno di: Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e di un’importante rete di Comuni: Forlì, Imola, Cesena, Codigoro, Comacchio, Castel San Pietro Terme, Alfonsine, Bagnara di Romagna, Borgo Tossignano, Budrio, Castel Bolognese, Castel Guelfo di Bologna, Città Metropolitana di Bologna, Faenza, Fontanelice, Lugo, Mordano, Riolo Terme, Russi, Tredozio.