Festival di Veleia, l’antico come domanda sul presente

01 luglio 2026

Dal 19 giugno al 22 luglio il Festival di Teatro Antico di Veleia torna con una nuova edizione diretta da Paola Pedrazzini, confermando la propria identità di progetto culturale capace di interrogare l’antico non come repertorio chiuso, ma come strumento vivo per leggere le inquietudini del presente. Il cuore resta l’area archeologica di Veleia Romana, ma il disegno si amplia a Vigoleno, Castell’Arquato e Castelnuovo Fogliani, componendo una mappa teatrale diffusa tra memoria, paesaggio e comunità.

Il cartellone 2026 intreccia mito, guerra, infanzia, esilio, incanto, fiaba, musica e racconto civile, con prime nazionali, nuove creazioni e collaborazioni con ATER Fondazione, Festival Illica, XNL, Filarmonica Arturo Toscanini e Cineteca di Bologna. Tra i protagonisti: Leonardo Lidi, Marco Paolini, Cecilia Sala, Gioele Dix, Paolo Rossi, Lella Costa, Stefano Massini, Arianna Porcelli Safonov, Sergio Rubini e la Filarmonica Arturo Toscanini.

Ad aprire il Festival, dal 19 al 22 giugno a Veleia Romana, è stata la prima nazionale di Medea di Euripide, nella traduzione di Umberto Albini, diretta da Leonardo Lidi per Bottega XNL-Fare Teatro, lo spettacolo mette al centro Medea come straniera, donna esiliata e figura radicale del dolore, mentre il coro dei bambini diventa testimonianza fragile della violenza generata dal potere.

Mercoledì 1 luglio, sempre a Veleia Romana, Marco Paolini debutta al Festival con Bestiario idrico, spettacolo scritto con Giulio Boccaletti, con la collaborazione alla drammaturgia di Marta Dalla Via, Diego Dalla Via e Michela Signori. In scena con Paolini anche Giuseppina Casarin, curatrice delle musiche; la regia è dei Fratelli Dalla Via. Nel luogo che conserva la memoria delle antiche terme, l’acqua diventa materia teatrale, ecologica e civile: fiumi, argini, canali e creature acquatiche compongono un racconto ironico e visionario sul rapporto tra natura, comunità e futuro. Evento in collaborazione con ATER Fondazione.

Lunedì 6 luglio, a Veleia, Cecilia Sala porta al Festival Sotto lo stesso cielo. Archeologia del conflitto, incontro scenico con Pietro Del Soldà. La giornalista attraversa guerre contemporanee, memorie, rovine e responsabilità collettive, facendo della parola uno scavo dentro ciò che resta dell’umano quando la violenza ridisegna il presente.

Martedì 7 luglio, Gioele Dix presenta in prima nazionale sempre  a Veleia Ettore e Andromaca che non volevano la guerra. Lo spettacolo entra nel cuore più umano dell’Iliade: non la gloria degli eroi, ma l’istante sospeso sulle mura di Troia, dove Ettore, Andromaca e il piccolo Astianatte consegnano al mito una domanda ancora bruciante su destino, potere, figli e futuro.

Sabato 11 luglio, a Vigoleno, Paolo Rossi torna al Festival con L’incanto. Ulisse e la maga, con Emanuele Dell’Aquila alla chitarra, progetto e regia di Sergio Maifredi. Il viaggio nell’Odissea si concentra sugli incantesimi di Circe e degli dèi, ma soprattutto sull’incanto più potente: quello del racconto. Ulisse, unico sopravvissuto alla propria avventura, può reinventare la verità: forse è proprio lì che nasce il teatro.

Lunedì 13 luglio, a Castell’Arquato, Lella Costa è protagonista di La fata, di e con Lella Costa. Nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi, lo spettacolo attraversa la figura della Fata Turchina, creatura ambigua e salvifica, madre, guida, dea ed enigma. Una contro-narrazione ironica e luminosa che riporta Pinocchio nel territorio dei classici, dove ogni metamorfosi interroga libertà, destino e identità.

Giovedì 16 luglio, a Castell’Arquato, Stefano Massini presenta Vissi d’arte. Luigi Illica tra mito, musica e scena, con Renata Campanella soprano, Diego Cavazzin tenore e Federico Forti pianoforte. Creato per il Festival, lo spettacolo racconta la vita ardente e irregolare di Luigi Illica, librettista, giornalista, intellettuale scapigliato e uomo di teatro, autore di parole destinate a farsi musica e memoria. Evento in collaborazione con Festival Illica.

Lunedì 20 luglio, a Castelnuovo Fogliani, Arianna Porcelli Safonov debutta al Festival con Minotauri contemporanei, di e con Arianna Porcelli Safonov. Il mito diventa specchio spietato dell’Era del disagio: Atlante è un corriere, Zeus un maschio impunito, le sirene cantano al buon partito. Tra ironia, parola e paesaggi sonori, il filo di Arianna attraversa il labirinto del presente e ne rivela l’abisso.

A chiudere il Festival, mercoledì 22 luglio a Castell’Arquato, sarà la prima nazionale de Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart, con Sergio Rubini voce recitante e la Filarmonica Arturo Toscanini diretta dal maestro Nicola Valentini. In scena anche Nofar Yacobi nel ruolo della Regina della Notte, Aloisia De Nardis come Pamina e Papagena, Gonzalo Godoy Sepulveda come Papageno e Ferdinand Muradyan come Sarastro. Lo spettacolo-concerto, creato per il Festival, trasforma l’ultima opera mozartiana in un viaggio teatrale e musicale tra mistero, incanto e desiderio di luce. Evento in collaborazione con Festival Illica.