- Data di pubblicazione
- 10/07/2026
- Ultima modifica
- 10/07/2026
Forever Young, Il futuro del teatro passa da Rubiera
Prima ancora della prima, del palcoscenico, c’è il tempo della ricerca, del confronto, della riscrittura e della prova. È proprio questo tempo, spesso invisibile al pubblico, il cuore di Forever Young, il progetto che La Corte Ospitale dedica alle compagnie professionali italiane under 35 e che il 13 e 14 luglio torna a Rubiera per la sua sesta edizione.
Forever Young è un dispositivo di sostegno alla nuova creatività che ogni anno seleziona alcuni tra i progetti più interessanti della scena emergente, offrendo alle compagnie un periodo di residenza artistica e la possibilità di presentare il proprio lavoro davanti a una commissione composta da operatori, critici e direttori di importanti realtà teatrali nazionali. Quest’anno sono state oltre 170 le candidature arrivate da tutta Italia; cinque i progetti finalisti.
Il percorso si concluderà il 14 luglio, quando verrà proclamata la compagnia vincitrice. Al progetto selezionato andrà un premio di produzione di 8.000 euro e La Corte Ospitale ne seguirà la distribuzione nelle stagioni 2026-2027 e 2027-2028, ospitando lo spettacolo nella sua forma definitiva al Teatro Herberia di Rubiera. Grazie alla collaborazione con Associazione Hystrio, il lavoro sarà inoltre presentato a Milano nell’ambito delle giornate del Premio Hystrio 2027.
I cinque studi in concorso restituiscono uno spaccato significativo delle domande che attraversano oggi la giovane scena italiana.
Si comincia il 13 luglio con Terra bruciata – 100% Made in Italy del Collettivo Erratico, che affronta il tema della mobilità contemporanea e dell’esperienza expat attraverso la metafora del cantiere, intrecciando biografie, materiali e lingue diverse per interrogarsi su cosa significhi oggi scegliere il luogo in cui costruire il proprio futuro.
Segue Massacre di Manuelli/Baladam, una riflessione sulle relazioni umane nell’epoca della connessione permanente. Lo spettacolo mette in crisi le dinamiche delle relazioni parasociali e restituisce centralità all’incontro tra performer e spettatori, rivendicando il valore della presenza e della fragilità del teatro dal vivo.
Chiude la prima giornata La selezione del Collettivo BEstand, con la regia di Giuseppe Maria Martino e il testo di Dario Postiglione, racconto sospeso tra presente e futuro prossimo in cui un giovane isolato nella propria stanza osserva un mondo attraversato da un evento apocalittico di cui non è mai del tutto chiara la natura. Un lavoro che intreccia immaginario distopico, politica e trasformazioni dell’ipermodernità.
Fuori concorso, il chiostro della Corte Ospitale ospiterà Wunder Tandem, spettacolo-concerto che unisce musica dal vivo, comicità e linguaggio clownesco in una sequenza di mash-up ironici e imprevedibili.
Il 14 luglio la rassegna prosegue con La società dello spettacolo di Hombre Collettivo, ispirato al pensiero di Guy Debord. Attraverso un dispositivo performativo interattivo, il lavoro riflette sulla trasformazione della politica in spettacolo mediatico e sul rapporto tra memoria individuale, memoria collettiva e costruzione dell’immaginario pubblico.
A chiudere il concorso sarà Don’t try this at home di Andrea Dante Benazzo, che assume il wrestling come pratica scenica e dispositivo simbolico per interrogare la costruzione dell’identità, la performatività del corpo e il progressivo indebolimento dei confini tra vero e falso nella società contemporanea.
Accanto agli spettacoli torna anche il Laboratorio di visione e critica teatrale condotto da Andrea Pocosgnich, giornalista di Teatro e Critica. Dal 13 al 15 luglio il workshop accompagnerà il festival offrendo strumenti per osservare, analizzare e raccontare il teatro contemporaneo a partire dall’esperienza diretta degli spettacoli.