- Data di pubblicazione
- 19/10/2026
- Ultima modifica
- 19/10/2026
GONE: il teatro documentario di Kepler-452 racconta la diaspora georgiana
In georgiano, “lasciare il Paese” può significare anche “andarsene” o “morire”. Gioca su questa sovrapposizione fra partenza, perdita e assenza GONE, il nuovo spettacolo di Kepler-452 che dopo il debutto dello scorso maggio a Tbilisi arriva in prima nazionale al Teatro Bonci di Cesena il 23 e 24 ottobre in apertura della stagione “Opera Aperta” di ERT/Teatro Nazionale (l’inaugurazione coinvolge quest’anno tre città con quattro diversi spettacoli). Un lavoro in lingua georgiana, sovratitolato in italiano, costruito insieme a nove attrici e attori del Tumanishvili Film Actors Professional State Theatre sulle loro biografie e sulle storie di chi dalla Georgia è partito, è rimasto o è stato costretto a tornare.
Dagli anni Ottanta quasi un quarto della popolazione georgiana ha lasciato il paese, in gran parte donne, e l’Italia è diventata una delle principali destinazioni di questa diaspora. Enrico Baraldi e Nicola Borghesi, insieme all’autore Riccardo Tabilio, entrano dentro questo movimento migratorio attraverso il metodo che da anni caratterizza la ricerca di Kepler-452: partire da incontri reali, raccogliere vite e testimonianze, lasciare che siano le contraddizioni dell’esperienza a costruire progressivamente la drammaturgia. Le storie raccolte in GONE compongono una specie di album irregolare. Una madre deve spiegare alla figlia perché non rivedrà più la sua migliore amica. Una badante georgiana scrive su Facebook una guida destinata alle connazionali emigrate, spiegando loro come non dare nell’occhio. Un uomo che ha guidato per trent’anni un taxi a New York torna nel teatro dove lavorava e si presenta a un provino per Amleto. Una giovane donna parte per poter ritrovare la madre, emigrata quando lei era adolescente. Un attore non arriva alle prove perché è stato arrestato durante una manifestazione, per la terza volta.
Il punto non è costruire una rappresentazione uniforme dell’emigrazione georgiana, ma lasciare convivere ragioni e sentimenti spesso incompatibili. Perché partire? Come si accetta di restare stranieri per tutta la vita? E come si può scegliere di rimanere quando il futuro sembra promettere soltanto un peggioramento? In scena, dentro l’immagine di un aeroporto immaginario e spettrale, gli interpreti portano i propri racconti, la fatica, i rancori e i legami che la distanza modifica o spezza. Con GONE, Kepler-452 torna sul terreno della migrazione subito dopo A Place of Safety, il lavoro nato dall’esperienza di Baraldi e Borghesi a bordo della Sea-Watch 5 e vincitore del Premio Ubu 2025 come miglior spettacolo. Cambiano il contesto geografico e il punto di osservazione, ma resta la volontà di sottrarre il fenomeno migratorio all’astrazione dei numeri per ricondurlo alle vite di chi attraversa concretamente confini, procedure, separazioni e ritorni.
GONE è prodotto dal Tumanishvili Film Actors Professional State Theatre di Tbilisi e coprodotto da ERT / Teatro Nazionale, con il contributo del Ministero della Cultura della Georgia e in collaborazione con GIFT Festival, ATER Fondazione e Kepler-452.