“Org***o” di Niccolò Fettarappa. Un futuro senza sesso, tra ironia e paradosso

19 gennaio 2026

Tra le distopie con cui raccontiamo il futuro prossimo c’è posto anche per la scomparsa del sesso. Parola di Niccolò Fettarappa, che dal 20 gennaio al 1º febbraio porta in scena in prima assoluta all’Arena del Sole di Bologna Orgasmo. Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso, nuovo lavoro di cui firma testo e regia. Lo spettacolo (una produzione ERT / Teatro Nazionale, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Agidi e Sardegna Teatro) affronta con ironia corrosiva la crisi del desiderio e l’ansia produttiva del presente, immaginando un futuro prossimo in cui il sesso sembra scomparso dal lessico e dalla pratica quotidiana.

Giovane autore tra i più osservati della scena italiana, Fettarappa costruisce un dispositivo narrativo che spinge la lancetta del tempo al 2030: l’Agenda dell’Unione Europea stabilisce che avverrà l’ultimo orgasmo sulla terra. Da questa premessa prende forma una satira sul lavoro che fagocita il corpo, sullo stress che riorganizza le relazioni, su una società entrata in un “letargo sessuale” fatto di meeting, prestazioni e addestramenti alla produttività. In scena con l’autore Gianni D’Addario, Lorenzo Guerrieri e Rebecca Sisti, in una partitura corale che alterna ruoli e registri. Abbiamo incontrato Fettarappa alla vigilia del debutto, ecco cosa ci ha raccontatao:

 

 

La vicenda segue due partner di una coppia in crisi, chiusi in casa nei loro ultimi istanti insieme: lei lavora da remoto, perseguitando clienti per vendere abbonamenti premium; lui pratica yoga e si allena a precipitare. Intorno, una televisione annuncia con enfasi la fine dell’orgasmo, mentre un’invasione di orsi risveglia pulsioni arcaiche e destabilizza l’ordine costituito. A gestire l’emergenza interviene il “dottor Fettarappa”, zoologo incaricato dalla Commissione Europea, che entra ed esce dalle case per annientare il sesso e ricondurre tutti all’unico scopo consentito: il lavoro.

Il cuore del progetto sta nel modo in cui il corpo viene ripensato come intralcio e addestrato alla resa. “Il corpo è un ingombro – scrive l’autore –, un peso, è d’intralcio. Il corpo si addomestica in palestra. Va tonificato. Per il resto, devi stare buono e seduto, di fronte a un monitor”. Una dichiarazione che orienta l’intera drammaturgia, trasformando l’iperbole in strumento critico e la comicità in lente per osservare un collasso già in atto. Con una scrittura che alterna sarcasmo e visione, Fettarappa prosegue una ricerca che mette al centro lavoro, corpo e linguaggi del presente, chiamando il teatro a misurarsi con un immaginario in cui la prestazione ha sostituito l’incontro. La tappa bolognese segna il debutto di un lavoro destinato a una lunga tournée nazionale nel 2026.

Il testo dello spettacolo, già finalista al Premio Pier Vittorio Tondelli / Riccione Teatro 2023, sarà pubblicato nella collana Linea di ERT e Luca Sossella editore e presentato martedì 27 gennaio al termine della replica, con la presenza dell’autore e della direttrice artistica di ERT Elena Di Gioia.

Video

Intervista a Niccolò Fettarappa