PerformAzioni 2026, arti performative tra diversità, paesaggi e comunità

15 luglio 2026

Una lunga estate per riflettere sulla diversità intesa come pluralità di culture, provenienze, corpi, poetiche, linguaggi e pratiche artistiche. S’intitola Beauty in Diversity la quindicesima edizione di PerformAzioni – International Performing Arts Festival, che torna dal 16 luglio con un programma di oltre 30 appuntamenti tra teatro, danza, musica, performance, arti visive e pratiche partecipative di comunità, con artisti provenienti da Italia, Francia e Brasile.

Nell’arco di due mesi, la manifestazione attraverserà l’Appennino bolognese e modenese e il centro storico di Bologna, trasformando castelli, borghi, pievi, spazi storico-architettonici e paesaggi naturali in luoghi di creazione contemporanea. “Oggi più che mai crediamo che le arti performative possano creare spazi di ascolto e di dialogo, dove il margine diventa luogo di possibilità e di trasformazione”, sottolinea la direttrice artistica Anna Dora Dorno. È in questa prospettiva che il festival costruisce una programmazione diffusa, capace di mettere in relazione ricerca artistica, dimensione internazionale e valorizzazione dei territori.

La prima parte, in programma dal 16 luglio al 5 agosto, sarà un percorso tra Appennino bolognese e modenese, dove il paesaggio diventerà parte integrante della ricerca performativa. Ad aprire il programma sarà, giovedì 16 luglio alle 20.30, Ed era pura Luce di Instabili Vaganti, coprodotto con la Fondazione Rocca dei Bentivoglio e realizzato in collaborazione con Spaesaggi Festival nell’ambito del progetto Campolo – L’Arte fa Scola. La performance inaugurerà la nuova ala della Rocchetta Mattei, recentemente restaurata, trasformando il castello in un ambiente immersivo grazie all’incontro tra le parole poetiche di Pier Paolo Pasolini, la musica dal vivo di Johann Sebastian Bach e François Couperin e un impianto di videomapping creato per la scala monumentale della Rocchetta.

Il programma proseguirà in uno dei luoghi simbolo del festival, The Globe Performing Space, centro di ricerca nelle arti performative immerso nelle colline di Savigno e recentemente candidato ai New European Bauhaus Prizes. Qui, il 24 e 25 luglio alle 21, sarà presentata una nuova versione site-specific di MADE IN ILVA, spettacolo di Instabili Vaganti dedicato alla vicenda dell’ex acciaieria di Taranto. Le videoproiezioni immersive trasformeranno la cupola geodetica di The Globe in uno spazio evocativo capace di amplificare la forza visiva ed emotiva del lavoro. Il 26 luglio, a partire dalle 20, PerformAzioni raggiungerà Castel d’Aiano con PerformAzioni NOW, nuova sezione dedicata a giovani artisti e compagnie emergenti selezionate attraverso una open call nazionale. Tra gli spettacoli in programma figura Mio Padre è Sylvester Stallone della compagnia ADDA, lavoro che intreccia autobiografia, ironia e teatro contemporaneo. La vetrina fa parte della rassegna Futuri presenti – politiche giovanili 2026, promossa dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, con il cofinanziamento della Regione Emilia-Romagna e del Fondo Nazionale Politiche Giovanili.

Dal 28 al 30 luglio il festival ospiterà per la prima volta in Italia la compagnia brasiliana Os Geraldos, con la prima europea di Saudade, spettacolo corale che unisce teatro, musica dal vivo e memoria collettiva. Con 15 performer in scena, il lavoro attraverserà tre luoghi diversi: la Badia del Lavino di Monte San Pietro, la piazza di San Benedetto Val di Sambro e il Castello di Guiglia, confermando la vocazione itinerante della manifestazione e il dialogo tra creazione contemporanea e patrimonio storico. Il 31 luglio si tornerà a The Globe Performing Space con un doppio appuntamento dedicato alla ricerca performativa contemporanea al femminile. Alle 20 andrà in scena We Did It! di Ateliersi, con la regia di Fiorenza Menni; alle 21 seguirà INSIDE | ME di (S)Blocco5, con la regia di Ivonne Capece. Due lavori che indagano il rapporto tra corpo, paesaggio, percezione e tecnologie immersive. La prima parte del festival si chiuderà il 4 e 5 agosto tra le Grotte di Labante e il borgo di Cereglio, con due serate dedicate alla danza e al teatro di comunità. Dalle 20 la Mandala Dance Company presenterà Dittico 2.0, creazione che mette in dialogo danza contemporanea, ritualità e paesaggio. A seguire, alle 21, Mulino ad Arte porterà Pedalando tra le Storie, progetto partecipativo e sostenibile che raccoglierà racconti, memorie e leggende delle comunità locali per restituirli in forma di drammaturgie condivise.

La seconda parte di PerformAzioni si svolgerà dal 9 al 13 settembre a Bologna, con una programmazione dedicata ai linguaggi della scena contemporanea e al dialogo interculturale. Tra gli ospiti sono annunciati il regista Davide Iodice, Premio Ubu, il coreografo e performer francese Sofiane Chalal, vincitore del premio della giuria al concorso internazionale Danse Élargie 2026, e la compagnia blucinQue. Tra i progetti speciali, Dante Listening Rooms di Instabili Vaganti trasformerà le sale del Museo Civico Medievale in stanze d’ascolto, mettendo in dialogo sonorità provenienti da India, Indonesia e Cile in un viaggio musicale transculturale ispirato alla Divina Commedia.

PerformAzioni 2026 è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, della Fondazione Carisbo, del Comune di Bologna, del Comune di Valsamoggia e del Comune di Guiglia. Il festival si inserisce nell’ambito di Bologna Estate 2026.