Riccione TTV, quarant’anni di immagini in movimento

02 Novembre 2026

Nato nel 1985 per indagare il rapporto tra teatro e video, il Riccione TTV Festival torna quest’autunno alla propria vocazione originaria, ma lo fa dentro una geografia in parte rinnovata. Dal 12 al 15 novembre la ventottesima edizione abita infatti il nuovo Spazio Tondelli, mentre un’anteprima il 16 ottobre porta il festival al Cocoricò, luogo che negli ultimi anni è entrato anche nel percorso di sperimentazione scenica promosso da Riccione Teatro. Fra spettacolo dal vivo, danza, proiezioni, poesia e materiali d’archivio, il programma mette al centro tre percorsi dedicati a Motus, Marco D’Agostin e Babilonia Teatri, con Dominique Mercy ospite d’onore. 

L’anteprima è affidata proprio ai Motus, che sotto la piramide del Cocoricò riprendono Come un cane senza padrone, storico lavoro scritto e diretto da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò a partire da Petrolio di Pier Paolo Pasolini. Lo spettacolo assume la forma di un “film di letteratura” raccontato dal vivo da Emanuela Villagrossi, mentre scena e video si sovrappongono: sul palco Dany Greggio interpreta Carlo, ingegnere dell’Eni e vittima della vicenda, sullo schermo Franck Provvedi veste invece i panni del cameriere Carmelo. 

Dal 12 novembre il festival si trasferisce allo Spazio Tondelli e apre con Marco D’Agostin. Alle 18 il performer, danzatore e coreografo presenta Anni, lettere e valanghe, volume che raccoglie cinque drammaturgie per la danza, dialogando con il curatore Alessandro Iachino. Seguono alcuni video di Nigel Charnock, figura importante nella genealogia artistica di D’Agostin e fonte d’ispirazione per Best Regards. In serata va in scena Asteroide, Premio Ubu 2025 per il miglior spettacolo di danza, una partitura per corpo e voce che attraversa paleontologia, musical e sentimento con il tono ironico che caratterizza molta della ricerca dell’artista. 

Il giorno successivo torna il percorso dedicato ai Motus con [ÒDIO], film-documentario nato da una lunga ricerca attorno a Frankenstein o il moderno Prometeo di Mary Shelley. Giovani di provenienze differenti rispondono a una serie di domande sull’odio e sulla violenza, componendo una drammaturgia di testimonianze e riflessioni. Alla proiezione segue un incontro con la compagnia moderato da Giulia Penta. Nel pomeriggio una videoinstallazione restituisce invece un frammento del vasto archivio del TTV, recentemente digitalizzato grazie al programma regionale Digital Humanities e al lavoro dell’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna. 

Proprio il rapporto fra memoria e presente è uno dei nodi dell’edizione. Come ha osservatp l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni, “l’intreccio tra le arti performative e la dimensione audiovisiva costituisce da sempre la cifra distintiva del festival, offrendo al pubblico sguardi capaci di superare i confini tradizionali della scena e di rinnovare la drammaturgia attraverso le immagini in movimento”. La digitalizzazione dell’archivio permette oggi di riattivare quella storia e di rimettere in circolo materiali che documentano decenni di sperimentazione scenica. 

Sempre venerdì 13 novembre il teatro torna dal vivo con The End di Babilonia Teatri, lavoro sulla fobia della morte e sul mito dell’eterna giovinezza, scritto e diretto da Enrico Castellani e Valeria Raimondi, in scena insieme a Luca Scotton. Al termine dello spettacolo la compagnia incontra il pubblico e ripercorre la propria idea di teatro, dopo aver ricevuto nel 2025 il Premio Riccione speciale per l’innovazione drammaturgica. 

Sabato 14 novembre si completa la retrospettiva Motus con aka Jolly Roger, mise en lecture tratta dal testo con cui Bruna Bonanno ha vinto la Biennale College Drammaturgia 2025. Casagrande e Nicolò trasformano il testo in un dispositivo performativo intermediale, affidato a Tomiwa Samson Segun Aina, Nico Guerzoni e Laura Taddeo, attorno alla bandiera pirata come simbolo di comunità in lotta per la libertà. La serata porta invece al centro una delle figure fondamentali della storia del Tanztheater. Dominique Mercy, storico interprete di Pina Bausch, è ospite della proiezione di La Parole d’Orphée, film di Arnold Pasquier dedicato alla ripresa di Orfeo ed Euridice al Tanztheater Wuppertal nel 2022, dopo trent’anni di assenza dalle scene. Il film segue le prove proprio dal punto di vista di Mercy, primo interprete dell’Orfeo bauschiano, che presenta il lavoro insieme al regista e a Leonetta Bentivoglio. 

La conclusione del festival cambia infine prospettiva e si rivolge alle nuove generazioni. Domenica 15 novembre Federica Iacobelli presenta Leggere teatro è un gioco da ragazzi, in dialogo con Rossella Menna, affrontando le possibilità della lettura teatrale con bambini e adolescenti. Subito dopo, Babilonia Teatri e Teatro Koreja chiudono il TTV con Dire fare baciare lettera testamento, spettacolo dedicato alle potenzialità dell’infanzia e alla centralità del gioco, interpretato da Carlo Durante, Luna Maggio e Anđelka Vulić.