Ricomincia Agorà, con l'Andromaca di Civica e Sacchi di Sabbia

05 ottobre 2018

Si chiama Agorà, come una piazza, un cuore, un centro, ma è diffusa tra otto comuni dell’Unione Reno Galliera, in quattro teatri, il Biagi D’Antona di Castel Maggiore, il Comunale di Argelato, La Casa del Popolo di Castello d’Argile e l’Alice Zeppilli di Pieve di Cento, e molti luoghi della vita pubblica, biblioteche, circoli, ville, parchi, paesaggi nascosti, appositamente riscoperti e trasformati in palcoscenici inediti. È la stagione teatrale promossa dall’Unione Reno Galliera, realizzata con il contributo della Regione Emilia-Romagna, con la direzione artistica di Elena Di Gioia e prodotta dall’Associazione Liberty.

Alla sua terza edizione Agorà cresce ancora e si ripropone come ‘spazio di cultura e di città’ attraverso un cartellone teatrale diffuso che dal 6 ottobre al 19 maggio attraversa Castel Maggiore, Argelato, Castello d’Argile, Pieve di Cento, Bentivoglio, Galliera, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale, con trentasette titoli, tra spettacoli e progetti speciali, a cui si aggiungono incontri e laboratori, a comporre una mappa che mette in relazione artisti e cittadini.

L’apertura della stagione, il 6 ottobre al Teatro comunale di Argelato, è affidata al nuovo spettacolo nato dalla collaborazione tra Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia, tra i più ricercati artisti dell’Italia teatrale contemporanea. Dopo i Dialoghi degli Dei, il regista più volte premio UBU, sperimentatore radicale e autore di lavori che mettono in discussione il modello stesso della regia nato nel novecento, e la compagnia toscana, altrettanto pluripremiata e nota per la riuscita reinvenzione di una scena popolare contemporanea, tornano insieme su un classico dell’antichità, esplorando ancora una volta i confini tra comico e tragico, in uno spettacolo prodotto dalla Compagnia Lombardi-Tiezzi in co-produzione con I sacchi di sabbia e il sostegno della Regione Toscana.

La scelta questa volta è ricaduta su Andromaca, tragedia incentrata sulla sorte della moglie di Ettore. Il drammaturgo greco ne narra l’esistenza da prigioniera negli anni successivi alla guerra di Troia, quando vive da schiava e concubina del figlio di Achille, Neottolemo, con cui genera un figlio, attirandosi la gelosia della giovane moglie Ermione, intenzionata a uccidere tanto lei che il bambino, con l’aiuto del padre Menelao. Il momento propizio si offre quando Neottolemo è lontano, in viaggio verso il tempio di Apollo. Tra i membri della sua famiglia si accende così una lite furibonda che prelude al compimento della vendetta, ma Andromaca, difesa invece da Peleo – nonno di Neottolemo – trova rifugio presso l’altare di Tetide, dove prende tempo in attesa del ritorno dell’amante. Neottolemo, causa scatenante degli scontri, è naturalmente il grande assente, nel cui ritorno tutti proiettano la propria speranza di giustizia. Un testo anomalo nella produzione euripidea, dunque, come sottolinea la regia, poiché non vi spicca alcun protagonista, non compare nessun dio e nessun ‘eroe tragico’ e il mondo sembra ospitare solo uomini incapaci di decidere del proprio destino: un mondo cioè, che ci sembra di riconoscere, “in cui le speranze si alternano alle tragiche disillusioni, in una danza meccanica, così macabra e spietata da sembrare comica”. In scena, a rievocare la vicenda che si svolge nella casa di Neottolemo, tanto paradossale da far ‘morir dal ridere’, Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Iliano e Giulia Solano.

Nelle settimane seguire, fino al 19 maggio, sul palcoscenico diffuso di Agorà si avvicendano moltissimi nomi e volti della scena contemporanea, i grandi protagonisti degli ultimi decenni, come Giuliano Scabia, Marco Baliani, Ermanna Montanari, Roberto Latini, Vetrano e Randisi, Eugenio Allegri con il suo spettacolo cult Novecento; drammaturghi di spicco come Mimmo Borrelli, a cui è dedicato un focus speciale, Chiara Lagani, Marta Cuscunà, attori straordinari come  Maurizio Cardillo, e Anna Amadori che torna a lavorare con l’autore teatrale francese Fabrice Melquiot, e poi ancora, nel solco della scrittura del presente, Frosini/Timpano,  Menoventi, Gaetano Colella diretto da Enrico Messina, Anagoor, Piccola Compagnia Dammacco, Kepler-452, attesi in un doppio appuntamento, e l’anteprima nazionale del nuovo lavoro di Oscar De Summa. In cartellone anche il riallestimento di uno spettacolo cult dei Teatri Uniti, storica compagnia napoletana fondata da Mario Martone, Toni Servillo e Antonio Neiwiller, e il Teatro delle marionette di Obraszov. Una serata di lettura de ‘I Matti’ di Paolo Nori celebrerà la riapertura del Teatro Biagi d’Antona di Castelmaggiore durante la settimana di EnERgie Diffuse; e poi, ancora, assisteremo a un progetto speciale sulla danza con Fabrizio Favale e la Compagnia Le Supplici, e uno dedicato ai vent’anni di Tra un atto e l’Altro, associazione fondata da  Angela Malfitano e Francesca Mazza; tra i progetti speciali anche una nuova creazione di Ateliersi per la Festa della Liberazione, un racconto multimediale su Auschwitz per bambini e adulti di Fabrizio Pallara/Compagnia Mamarogi in occasione della Giornata della Memoria e uno spettacolo di Festina Lente Teatro, nell’ambito della rassegna regionale che, a quarant’anni dalla Legge Basaglia, promuove le realtà teatrali operanti nei Dipartimenti di Salute Mentale dell’Emilia-Romagna. Ma Agorà sarà anche musica con il chitarrista inglese Will McNicol e il Premio Alberghini, e tanti laboratori, tra cui uno di public speaking con Chiara Lagani e uno dedicato alla scrittura con il drammaturgo Emanuele Aldrovandi. Il gran finale è in una balera improvvisata a Villa Beatrice, con Gran Glassé, serata che unisce le assurde storie vere raccolte da Gli Omini per strada e la musica degli spericolati eXtraLiscio.