- Data di pubblicazione
- 10/03/2026
- Ultima modifica
- 10/03/2026
Romagna in fiore. Musica e natura in armonia
Quando nel 2024 Ravenna Festival immaginò Romagna in fiore, la regione stava ancora facendo i conti con le conseguenze dell’alluvione che l’anno precedente aveva colpito duramente molti territori tra collina e pianura. L’idea era semplice: riportare la musica proprio in quei luoghi, ma farlo in modo ecosostenibile e leggero, senza infrastrutture invasive, invitando il pubblico a raggiungere i concerti a piedi o in bicicletta. A distanza di due anni quella intuizione è diventata una delle sezioni più riconoscibili del festival ravvenate.
La terza edizione, dall’1 al 24 maggio, propone quest’anno nove appuntamenti pomeridiani distribuiti nei fine settimana, toccando Modigliana, Faenza, Forlì e Ravenna alla Torraccia, ma anche Fontanelice, Cotignola, Santa Sofia, Bertinoro e il rifugio Ca’ Carnè sulle colline di Brisighella.
La formula resta quella delle origini: spazi naturali, nessun grande palco, luci ridotte al minimo e una programmazione musicale che accosta cantautorato, tradizione popolare e ricerca. Anche il prezzo dei biglietti, 5 euro, conferma lo spirito dell’iniziativa organizzata con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con ATER Fondazione, le Province di Ravenna e Forlì-Cesena e i Comuni coinvolti.
“La musica di Romagna in fiore ha voluto esprimere fin dall’inizio la rinascita dei territori colpiti dalle alluvioni – sottolineano il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’assessora alla Cultura Gessica Allegni – Ricordiamo bene come la prima edizione sia come germogliata dal fango. Oggi, a tre anni di distanza, questa rassegna continua a portare in quei luoghi buona musica, energia e un vivace fermento culturale. Siamo sostenitori convinti di questo evento perché esprime una fioritura collettiva nel segno dell’arte, della bellezza dei paesaggi, dell’inclusività, forte del profondo legame con le comunità delle diverse località interessate e della visione pienamente ecosostenibile che promuove. La cura dei territori e l’attenzione al cambiamento climatico devono essere bussole della nostra idea di sviluppo, anche nel modo in cui si progettano e si realizzano gli spettacoli dal vivo. Romagna in fiore oggi è un esempio virtuoso di come cultura, coesione sociale e sostenibilità possano crescere insieme.”
Il primo appuntamento è venerdì 1 maggio a Fontanelice, presso la Torre di Fornione, struttura medievale che testimonia ancora la presenza degli Alidosi, signori di Castel del Rio. In questo territorio dell’Appennino bolognese, dove sono state rinvenute tracce etrusche e romane, si esibisce Davide Ambrogio, polistrumentista calabrese che negli ultimi anni ha costruito un percorso originale a partire dalla tradizione orale della sua terra. Il suo lavoro unisce canto arcaico, strumenti acustici e una sensibilità contemporanea; il recente album Mater Nullius riflette sul rapporto fra uomo e natura, tema che trova una risonanza naturale nella cornice della rassegna. Ad aprire il pomeriggio sarà Laura Agnusdei, sassofonista che si muove tra improvvisazione, jazz ed elettronica.
Il giorno successivo, sabato 2 maggio, il festival arriva a Cotignola, nell’Arena delle Balle di Paglia, singolare anfiteatro costruito con rotoballe di fieno che negli anni è diventato uno degli spazi più creativi della scena culturale romagnola. Qui si esibirà la Bandabardò, formazione fiorentina che da oltre trent’anni porta in giro un folk rock diretto e festoso, fondato soprattutto sulla forza dei concerti dal vivo e su un rapporto molto stretto con il pubblico.
Domenica 3 maggio la rassegna si sposta nella foresta di Montebello, presso Modigliana. La riserva nasce negli anni Cinquanta nell’ambito di un programma nazionale di rimboschimento e ospita oggi una varietà sorprendente di specie arboree, con cedri, pini provenienti da diverse parti del mondo, larici giapponesi e cipressi dell’Arizona. In questo scenario si esibirà il Canzoniere Grecanico Salentino, storico gruppo pugliese che da oltre mezzo secolo lavora sulla tradizione musicale del Salento, contribuendo anche alla diffusione internazionale della pizzica e alla sua rilettura contemporanea.
Il fine settimana successivo si apre sabato 9 maggio a Faenza, presso Castel Raniero, luogo ben noto agli appassionati di musica popolare perché ospita lo storico festival La Musica nelle Aie. Qui è atteso Motta, cantautore che si è imposto con l’album La fine dei vent’anni, premiato con la Targa Tenco come miglior opera prima. Il suo percorso ha poi consolidato una scrittura personale che mescola introspezione, energia rock e attenzione alla forma della canzone.
Domenica 10 maggio l’appuntamento è a Santa Sofia, nel Parco fluviale Giorgio Zanniboni, lungo il corso del Bidente. Il parco ospita sculture e installazioni integrate nel paesaggio e rappresenta uno degli spazi verdi più frequentati della valle. Qui si esibirà Enzo Avitabile, musicista napoletano con una lunga carriera che attraversa generi diversi, dal pop alla world music, dalla tradizione campana alla ricerca spirituale del canto sacro. Nel corso degli anni ha collaborato con artisti molto diversi, da James Brown a Tina Turner fino a Pino Daniele. L’apertura è affidata al Trio Fusaifusa, formazione che intreccia sonorità mediorientali, elettronica e influenze afro-beat.
La rassegna prosegue sabato 16 maggio sulle colline di Brisighella, presso il rifugio Ca’ Carnè, centro visite del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, riconosciuto patrimonio UNESCO nel 2023. Il rifugio, nato negli anni Settanta da un antico podere, è oggi uno dei punti principali di accesso al parco e ospita anche un piccolo museo naturalistico dedicato alla fauna dell’area. Qui si esibirà Eugenio Finardi, figura storica del cantautorato italiano, che l’anno scorso ha celebrato i cinquant’anni dal suo primo album con un nuovo tour e il disco Tutto.
Domenica 17 maggio il festival arriva a Forlì, nel Parco Urbano Franco Agosto, grande area verde di ventisette ettari tra il centro storico e il fiume Montone. Intitolato al primo sindaco della città dopo la Liberazione, il parco è noto anche per la cosiddetta “collina dei conigli”, dove gli animali vivono liberi tra i prati. In questo spazio si esibirà Irene Grandi, protagonista del pop italiano dagli anni Novanta a oggi, con una carriera segnata da numerosi successi ma anche da una continua ricerca musicale.
Il penultimo appuntamento è sabato 23 maggio alla Torraccia di Ravenna, torre costruita per sorvegliare l’accesso al porto Candiano e oggi circondata dalla campagna di Classe. Il concerto inaugura il tour estivo di Niccolò Fabi, cantautore che dagli anni Novanta ha attraversato la scena musicale italiana con uno stile riconoscibile e una scrittura attenta ai temi personali e civili. Il luogo ha anche un valore simbolico recente: i terreni circostanti appartengono alla cooperativa agricola C.A.B. TER.RA., che durante l’alluvione del 2023 sacrificò parte dei propri campi per favorire il deflusso delle acque e proteggere il centro storico di Ravenna.
La rassegna si chiude domenica 24 maggio a Bertinoro, nei giardini della Rocca che domina il colle Cesubeo. La fortezza, le cui origini risalgono almeno al X secolo, ospita oggi il Museo Interreligioso dedicato alle religioni monoteiste del Mediterraneo. Qui si esibirà il cantautore brasiliano Zé Ibarra, tra le voci più interessanti della nuova scena musicale del suo paese. Il suo secondo album solista, Afim, unisce elementi della musica popolare brasiliana con jazz e pop contemporaneo, guardando alla stagione creativa dei primi anni Settanta ma con uno sguardo generazionale.
Prevendite biglietti dalle 14 di martedì 10 marzo ingresso 5 euro alla Biglietteria del Teatro Alighieri (anche telefonicamente 0544 249244 e online su ravennafestival.org). Disponibile anche un carnet sostenitore per i nove concerti (50 euro) che include la t-shirt dell’edizione 2026.