- Data di pubblicazione
- 06/10/2026
- Ultima modifica
- 06/10/2026
Torna Gran Teatro Anatomico: archiviozeta tra Modena e Bologna
C’è un “infinito sistema di somiglianze” tra il corpo e il cosmo che può essere osservato con “uno sguardo rivolto all’interno, al corpo umano, e uno sguardo fuori, verso il grande organismo dell’universo”. È da questa doppia prospettiva che Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni di archiviozeta hanno costruito uno degli spettacoli di maggiore successo della passata stagione, ovvero il Gran Teatro Anatomico, azione teatrale itinerante che torna dal 16 ottobre al 1° novembre 2026, per nove repliche (venerdì e sabato ore 21 – domenica ore 18), negli spazi monumentali dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.
Ad aprire il nuovo ciclo sarà però una speciale ouverture fuori Bologna. Sabato 10 e domenica 11 ottobre alle ore 17, nell’ambito di Periferico Festival 2026, archiviozeta presenterà al Cimitero Monumentale di San Cataldo di Modena Gran Teatro del Mondo, versione dello spettacolo concepita appositamente per questo luogo. Il titolo rende omaggio al Teatro del Mondo di Aldo Rossi, l’installazione galleggiante realizzata dall’architetto nel 1979, e insieme richiama la presenza decisiva dello stesso Rossi a San Cataldo, dove progettò per il Cimitero Nuovo la celebre “casa dei morti”. Si rinnova così una pratica che archiviozeta frequenta da anni: far uscire il teatro dai suoi luoghi convenzionali e metterlo in relazione con spazi carichi di memoria e di significati, dai cimiteri agli archivi, dagli ospedali ai luoghi della storia civile. Se a Modena il lavoro incontra l’architettura funebre di Rossi, a Bologna attraversa corridoi, affreschi, orologi astronomici, mappamondi, libri, tavole anatomiche e strumenti dell’Ala monumentale di San Michele in Bosco.
Al centro dello spettacolo tre storie fanno del corpo umano un vero e proprio gran teatro del mondo. La prima conduce nell’Olanda del Seicento, tra dissezioni e lezioni di anatomia; la seconda nella Vienna settecentesca delle Wunderkammern, dove l’ossessione collezionistica dell’Europa imperiale si intreccia al razzismo e alla trasformazione del corpo in oggetto; la terza nella Parigi di metà Ottocento, al funerale di Frédéric Chopin. Tre racconti autonomi che si richiamano a distanza, mettendo continuamente in relazione micro e macroscala, anatomia e universo, esplorazione del corpo e storia dello sguardo. La drammaturgia visiva attraversa inoltre alcune delle immagini che hanno costruito l’immaginario anatomico europeo, dagli intricati fogli a stampa di Andreas Vesalius agli atlanti di Paolo Mascagni, autore della monumentale Anatomiae Universae conservata nella Biblioteca Umberto I del Rizzoli. Libri, codici, disegni, protesi e modelli non fanno semplicemente da sfondo, ma entrano nell’azione e accompagnano il pubblico nel percorso.
L’innesto letterario nasce liberamente dalle storie di Olga Tokarczuk, Premio Nobel per la Letteratura 2018. Non una trasposizione, ma un serbatoio di immagini e pensieri da cui attingere per interrogare la complessità del corpo umano in relazione al cosmo, il dolore, la ricerca di equilibrio e quella “onda potente della vita che attraversa il tempo”. Il risultato è una particolarissima “lezione d’anatomia”, tenuta dal cast composto da Gianluca Guidotti, Giuseppe Losacco, Andrea Maffetti, Ermelinda Nasuto, Enrica Sangiovanni, che non si limita a rievocare ma invita a ripensare il rapporto tra conoscenza, potere e sguardo. La consulenza musicale è come sempre di Patrizio Barontini, i meravigliosi costumi sono di Emanuela Dall’Aglio.
Accanto alle nove repliche bolognesi, il progetto si amplia quest’anno con Tre Dialoghi anatomici, tre incontri itineranti che attraverseranno a loro volta gli spazi monumentali dell’Istituto Ortopedico Rizzoli. Voci provenienti dalla filosofia, dalla storia, dalla letteratura e dallo sport dialogheranno con gli interventi artistici e le letture di archiviozeta e con le assonanze iconografiche curate dalla storica dell’arte Marta Francia. Al centro, ancora una volta, il corpo, osservato nei limiti che impone e nelle possibilità a cui espone.
Il primo appuntamento, 15 ottobre alle 19, è Corpo agone, un dialogo “sportivo” su prestazione, limite e cura per riflettere sul tempo psicofisico dell’azione agonistica e sullo spazio simbolico della gara e del gioco con Luca Vettori, atleta olimpionico, autore radiofonico, ex pallavolista e conduttore per Rai Radio3 dei programmi Le parole dello sport e Rabdomanzie e Stefano Zaffagnini, direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologia 2 dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e professore ordinario dell’Università di Bologna, tra i massimi esperti internazionali di traumatologia dello sport.
Il 22 ottobre alle 19 sarà invece la volta di Corpo confine, dedicato a razzismo, violenza e abuso, con lo storico dell’età moderna Franco Motta, dell’Università di Torino, e lo scrittore ungherese Gergely Péterfy, autore del romanzo Il barbaro impagliato. Al centro del libro è la vicenda di Angelo Soliman, protagonista anche di uno degli episodi di Gran Teatro Anatomico: il suo corpo, dopo la morte, trasformato in reperto diventa emblema di un sistema culturale capace di ridurre l’essere umano a oggetto. L’incontro è realizzato con traduzioni a cura di Unibo, con il patrocinio dell’Associazione Culturale Ungherese – Emilia Romagna e di Associazione Anfora ETS e in collaborazione con la Biblioteca Amilcar Cabral.
Chiude il ciclo, 29 ottobre alle ore 19, Corpo archivio, dialogo “estetico” con la filosofa Roberta Agnese, responsabile dello sviluppo della ricerca presso la Bibliothèque nationale de France. A partire anche dalle fotografie conservate nell’Archivio storico dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, l’incontro interrogherà la possibilità di pensare il corpo stesso come un archivio anatomico che evolve nello spazio e nel tempo, attraversato da pulsioni di vita e di morte e sospeso tra conservazione e distruzione. Gli incontri sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.
VISTA PARADOX 2026 fa parte di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune e dalla Città metropolitana di Bologna–Territorio Turistico Bologna-Modena, ed è sostenuto nell’ambito dell’accordo di programma tra Comune di Bologna e Ministero della Cultura–Direzione Generale Spettacolo per le attività di spettacolo dal vivo nelle aree periferiche. Con il contributo di Regione Emilia-Romagna.
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I tre dialoghi sono a ingresso gratuito ma i posti sono limitati quindi la prenotazione è obbligatoria via mail scrivendo a:
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