Fatale Fatato, Teatrino Giullare festeggia trent’anni attraversando Bologna

23 Settembre 2026

Trent’anni di teatro rimessi in movimento, ma non in una semplice retrospettiva. Dal 26 settembre al 20 dicembre Fatale Fatato celebra a Bologna il percorso di Teatrino Giullare con una rassegna diffusa tra teatri, musei, cinema, spazi monumentali e luoghi della cultura, facendo dialogare spettacoli storici, musica, cinema e una nuova creazione site-specific. Nata nel 1996 all’interno del corso di Drammaturgia di Giuliano Scabia al DAMS dell’Università di Bologna, la compagnia, fondata e diretta dagli attori e registi Giulia Dall’Ongaro ed Enrico Deotti, ha costruito negli anni una ricerca fondata sul rapporto tra attore, maschera, artificio, oggetto, musica e tecnologia, confrontandosi con autori come Beckett, Pinter, Bernhard, Brecht, Jelinek e lo stesso Scabia. Il titolo Fatale Fatato richiama proprio le due tensioni che ne attraversano il lavoro: da una parte il mistero della condizione umana, dall’altra una dimensione visionaria e ironica. 

Il percorso si apre con Inventario. Opere di Cikuska per Teatrino Giullare, mostra che porta fuori dalle quinte manifesti, disegni, maschere, oggetti e animali fantastici realizzati negli anni per gli spettacoli della compagnia (Squadro Stamperia e Galleria d’Arte, dal 26 settembre al 24 ottobre). È un ingresso nell’officina visiva del gruppo, attraverso materiali che raccontano il lavoro artigianale e concettuale da cui nasce la scena. Il teatro prende il via invece con Fuga e morte di Tolstoj di Stefan Zweig, allestimento sonoro in cui Teatrino Giullare dà voce ai personaggi degli ultimi giorni di Lev Tolstoj, accompagnato dal contrabbasso di Ares Tavolazzi. La fuga dello scrittore dalla propria casa diventa anche un confronto con le contraddizioni della sua esistenza (Oratorio di San Filippo Neri, 3 ottobre). 

L’8 ottobre il Cinema Modernissimo ospita invece Hamlet, progetto inedito realizzato in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna. A partire dal film muto diretto nel 1913 da Hay Plumb, Teatrino Giullare e Marco Sgrosso costruiscono dal vivo una libera interpretazione vocale dei personaggi, accompagnata al pianoforte da Daniele Furlati. Il cinema delle origini diventa così materia per un nuovo attraversamento teatrale di Shakespeare.

Tra i lavori storici torna Finale di partita di Samuel Beckett, spettacolo che ha attraversato centinaia di repliche e tournée internazionali e ha ottenuto il Premio Nazionale della Critica e il Premio Speciale Ubu. Nel dispositivo scenico di Teatrino Giullare, Hamm, Clov, Nagg e Nell diventano insieme personaggi e pedine di una partita senza vincitori, facendo del gioco degli scacchi una chiave per attraversare il testo beckettiano (Teatrino del Lampadiere / Circolo ArciBrecht, 31 ottobre). 

Il legame con Giuliano Scabia, decisivo per la nascita della compagnia, torna al centro di Tragedia di Roncisvalle con bestie. Teatrino Giullare propone il testo alla maniera dei cantastorie, attraverso un gioco di maschere che racconta la battaglia anche dallo sguardo degli animali, stupiti davanti alla guerra degli uomini. Alla serata partecipa Mario Brunello con un breve intervento musicale in omaggio a Scabia (Oratorio di San Filippo Neri, 4 novembre). La scrittura di Elfriede Jelinek entra invece nel programma con Le amanti, racconto teatrale tratto dal romanzo della scrittrice austriaca. Attraverso Brigitte e Paula e la loro ricerca di una vita migliore attraverso l’amore, la narrazione restituisce la dimensione ironica, visionaria e feroce del testo, smascherandone le illusioni sentimentali e la brutalità dei rapporti umani (Goethe-Zentrum, 7 novembre). 

Con Il volo oceanico di Bertolt Brecht torna anche la forma del radiodramma. Voci e contrabbasso — ancora con Ares Tavolazzi — accompagnano il racconto della traversata atlantica compiuta da Charles Lindbergh nel 1927, concentrandosi sul rapporto tra uomo, macchina, natura e idea di progresso (Museo del Patrimonio Industriale, 14 novembre). Musica e biografia si intrecciano in Sono fatta così. L’abbecedario di Juliette Gréco, mise en espace ispirata all’autobiografia della cantante e attrice francese. Ricordi, sentimenti e incontri — da Miles Davis a Boris Vian — compongono un ritratto affidato alle parole di Teatrino Giullare e alla musica dal vivo di Piero Odorici al sassofono e Nico Menci al pianoforte (Camera Jazz & Music Club, 21 novembre). 

Il 27 novembre alla Sala Centofiori arriva Coco. L’ultimo sogno, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Teatrino Giullare e ispirato alle biografie di Coco Chanel. Il ritratto nasce dalle contraddizioni della sua figura, tra invenzione di sé, memoria, ironia e pagine oscure della storia, con David Sarnelli alla fisarmonica. Lo spettacolo è inserito nella rassegna Le altre rose, curata da Tra un atto e l’altro.

A dicembre la rassegna approda al Teatro delle Moline con due titoli del repertorio. La stanza di Harold Pinter mette in crisi la sicurezza apparente di uno spazio domestico attraverso l’arrivo di presenze enigmatiche, servendosi anche di maschere iperrealistiche per moltiplicare personaggi e ambiguità (1 e 2 dicembre). Alla meta di Thomas Bernhard segue invece una madre e una figlia mentre preparano la consueta partenza verso il mare, trasformando oggetti, ricordi e attese in uno spazio mentale dominato dal ritmo e dalla densità della parola (4 e 5 dicembre). Entrambi gli spettacoli sono presentati in collaborazione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. 

A chiudere Fatale Fatato è una creazione nuova: Abitario, progetto site-specific ideato per il Padiglione Esprit Nouveau in Piazza della Costituzione (17-20 dicembre). Teatrino Giullare entra nell’architettura progettata da Le Corbusier nel 1925 e la trasforma temporaneamente in spazio teatrale. La casa diventa tana, nido, rifugio e memoria, mentre piccoli gruppi di spettatori attraversano gli ambienti incontrando oggetti, immagini e presenze sul confine tra visibile e invisibile.