Se domani

Elisa Sbaragli rilegge la crisi come opportunità di scelta, possibilità di uscire da sé e ritrovare l’altro.
In scena due corpi abitano uno spazio di confine e avanzano davanti allo sguardo di chi osserva. Il loro movimento sembra ripetersi, fondato sul mostrarsi. Poco a poco questa esposizione diventa una prova fisica: i corpi sono spinti oltre il proprio limite, dentro una società dominata dall’immagine, dall’individualismo e dalla difficoltà di riconoscere l’altro. Per ritrovare una dimensione umana e collettiva è necessario ricollocare il corpo, lo spazio che occupa e la relazione con ciò che è fuori da sé.  Premio Danza&Danza 2025 migliore produzione italiana autore emergente.

Cosa
Quando