Santarcangelo 56 | “In relation to whom?” La danza interroga la memoria del corpo

03 luglio 2026

A Santarcangelo Festival le geografie ferite, le biografie esposte e i corpi attraversati dalla storia sono spesso materia viva della scena. In questa linea si inserisce In relation to whom?, lavoro di Marah Haj Hussein e Nur Garabli, due giovani artiste, entrambe nate negli anni Novanta e formatesi nella Palestina occupata, che portano in scena una creazione sul rapporto tra tecnica coreografica, memoria corporea e militarizzazione come strategia di controllo. Il progetto nasce dalla loro prima collaborazione e muove da una domanda precisa: che cosa viene trasmesso a un corpo, oltre il movimento, dentro un percorso di formazione? In scena, le due performer lavorano su una fisicità fatta di posture, tensioni, traiettorie e vocabolari corporei che rendono visibile l’ambiguità tra addestramento alla danza e addestramento militare. La disciplina, la ripetizione, il controllo, l’obbedienza e la resistenza diventano così materiali da osservare, scomporre, attraversare. Le  abbiamo incontrate al Festival, ecco cosa ci hanno raccontato:

 

In relation to whom? si configura come una sorta di scavo archeologico dentro il corpo vivo del presente. Haj Hussein e Garabli non cercano soltanto di mostrare una memoria incorporata, ma di riscriverne le condizioni: attivano altre modalità di movimento, lasciano che le traiettorie si intersechino in modo non lineare, provano a costruire un linguaggio capace di sottrarsi ai codici che lo hanno formato. Ne emerge un incontro attraversato da contraddizioni e vulnerabilità, umorismo e tensione, in cui la danza diventa spazio per esplorare le possibilità, e insieme i limiti, del disapprendimento.

La ricerca delle due artiste nasce da percorsi differenti ma convergenti. Marah Haj Hussein, originaria di Kofor Yassif e oggi attiva ad Anversa, dopo aver lavorato sulle dinamiche di potere tra lingue parlate in contesti coloniali concentra la propria indagine sui linguaggi corporei coloniali. A Santarcangelo era già arrivata nel 2025 con Language: no broblem, lavoro premiato con il Roel Verniers Prize e poi riconosciuto come miglior performance under 35. Nur Garabli, coreografa e danzatrice originaria di Yaffa, intreccia invece folklore e tecniche contemporanee, guardando alla memoria come spazio di resistenza e continuità. Con il festival Moving Together ha co-curato un progetto che riunisce donne attraverso la danza e la condivisione del patrimonio culturale. Il loro incontro porta in scena ora una domanda che riguarda il movimento ma anche la storia: che cosa accade quando un corpo prova a sottrarsi ai codici che lo hanno formato? E quale danza può nascere da un processo consapevole di disapprendimento?