Deep pressurres. Santarcangelo Festival risponde al peso del presente con la vicinanza dei corpi e le arti performantive

19 maggio 2026

Dal 3 al 12 luglio Santarcangelo Festival torna a trasformare la cittadina romagnola in capitale temporanea della scena contemporanea. La 56esima edizione, intitolata deep pressures, è anche l’ultima diretta da Tomasz Kirenczuk, curatore, drammaturgo e critico polacco che per cinque anni ha orientato il festival verso pratiche femministe, queer, antirazziste e decoloniali, facendo del programma un portale di attraversamento politico e sensibile del presente.

Il titolo scelto per il 2026 allude a una pressione plurale, fisica e storica, intima e collettiva. Non solo il peso di un clima geopolitico sempre più instabile, ma soprattutto la possibilità di rispondere a quel peso attraverso il corpo, la vicinanza, il tatto, il movimento, la danza e la performance. “Mi piace pensare a questa edizione come a un momento di respiro comune”, dice Kirenczuk, “un momento di rottura, pausa, presenza e intensità, dove incontrare prospettive diverse con cui pensare la contemporaneità e il futuro”.

Santarcangelo Festival è uno dei patrimoni culturali più preziosi dell’Emilia-Romagna e del Paese intero” dichiara Gessica Allegni, Assessora a Cultura della Regione Emilia-Romagna. “Cinquantasei anni di ricerca, sperimentazione e coraggio artistico che hanno fatto del borgo romagnolo un punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale. La Regione sostiene con convinzione questa manifestazione, perché crediamo che i festival come questo abbiano un ruolo pubblico insostituibile: interrogare le nostre abitudini, aprire spazi di pensiero e di esperienza, tenere viva la capacità collettiva di immaginare il futuro in modo diverso. Questa è anche l’ultima edizione di Kirenczuk come direttore artistico, e voglio ringraziarlo per il lavoro straordinario compiuto in questi cinque anni: ha saputo costruire un festival capace di tenere insieme rigore intellettuale e apertura, ricerca e comunità. Un lascito importante, su cui Santarcangelo potrà continuare a costruire.” 

Saranno 35 le compagnie italiane e internazionali coinvolte, 22 delle quali in prima nazionale, per oltre cento proposte di spettacolo, diffuse tra piazze, teatri, cortili, parchi e spazi non convenzionali. Tra i nuclei più forti del programma c’è il lavoro del danzatore e coreografo libanese Ali Chahrour, che con When I Saw the Sea, al Teatro Galli di Rimini il 9 luglio, intreccia danza, musica e canto per portare in scena le vite delle lavoratrici domestiche migranti in Libano e denunciare il sistema della kafala, tra sfruttamento, esilio e desiderio di libertà. La biografia, la memoria e l’occupazione attraversano anche In relation to whom? delle artiste palestinesi Nur Garabli e Marah Haj Hussein, al Teatro il Lavatoio dal 3 al 5 luglio. Nel loro lavoro il corpo diventa spazio di trasmissione e resistenza, luogo in cui le contraddizioni della Palestina occupata non sono raccontate come tema astratto, ma inscritte in una pratica fisica e relazionale. Su un altro fronte geopolitico si colloca CLAP & SLAP di Agniete Lisičkinaitė e Igor Shugaleev, al C’entro Supercinema il 4 e 5 luglio, performance che parte dall’esperienza politica dei suoi interpreti per interrogare aggressività, autodifesa e paralisi nell’Europa orientale dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Con Machito l’argentino Martín Soria attraversa invece la tradizione della danza andina del Caporal per mettere in discussione il sistema binario di genere imposto dalla cultura occidentale e coloniale.

Il programma insiste poi sulla necessità di guardare la Storia da prospettive non lineari e non eurocentriche. In Homem Novo, al Teatro Petrella di Longiano il 5 luglio, l’artista mozambicano Yuck Miranda affronta la memoria dei campi di rieducazione del Mozambico post-indipendenza, interrogando l’idea stessa di “buon cittadino” e il potere di definirla. Con SAWT, presentato in forma di studio al Parco Baden Powell il 7 e 8 luglio, Wissal Houbabi prosegue invece una ricerca sulla tradizione orale marocchina e sulla pratica rituale dell’Aita, trasformando voce, esilio e memoria diasporica in poesia performativa contemporanea.

Da sempre un tema fortemente messo in evidenza a Santarcangelo, l’ecologia, in questa edizione, viene messa in campo come metodo di ascolto e di relazione con il paesaggio. Harald Beharie, coreografo e performer norvegese di origine giamaicana, torna al festival con Undersang, all’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino dal 10 al 12 luglio, un rituale immerso nella natura in cui canto, ritmo e presenza aprono uno spazio di relazione con l’ambiente. Accanto a lui, tra gli altri, Violetta Cottini presenta lo studio Fey, ispirato al bosco e alle sue presenze magiche, mentre Tea And con DAMN! attraversa in forma site-responsive le contraddizioni delle politiche energetiche contemporanee, dal gesto quotidiano di un bicchiere d’acqua fino alle grandi dighe idroelettriche dell’Alta Valle Seriana.

Al centro del programma resta comunque il corpo come archivio di tensioni sociali, politiche ed economiche. Melissa Ghazale, aka Malice, porta al C’entro Supercinema Sorry, This Was Meant to Be Funny, una “stand-up tragedy” che fa dell’umorismo un atto politico. Ndoho Ange, con Welcome to My Jungle, al Teatro Petrella di Longiano dal 9 all’11 luglio, lavora invece tra hip-hop, rito e ancestralità, trasformando la platea circolare in un dispositivo di trance e memoria corporea. Tra i ritorni più attesi c’è quello di Ewa Dziarnowska, dopo il successo di This resting, patience nell’edizione 2025. Con Like It Is, nuovo lavoro commissionato dal festival e presentato all’ITSE Molari l’11 e 12 luglio, la coreografa polacca costruisce una partitura fatta di frammenti, sedimentazioni e desideri, rifiutando la narrazione lineare per aprire uno spazio in cui il tempo si dilata e l’esperienza precede l’interpretazione. Sempre all’ITSE Molari, Bast Hippocrate presenta Joyaux Lourdement Sous-estimés, favola d’amore gay che mette in discussione norme e aspettative della coppia eteronormativa, mentre Giorgia Lolli dedica BODY SWEATS (for Elsa) all’artista dadaista Elsa von Freytag-Loringhoven, intrecciando danza, lecture performance, poesia e workout.

Il corpo fragile, esposto, vulnerabile, ma anche capace di rigenerazione, attraversa poi Abracadabra di Francesca Pennini/CollettivO CineticO, al C’entro Supercinema il 10 e 11 luglio, e Madeleine di Stefania Tansini, prova aperta all’Arboreto il 7 luglio, che lavora sul ricordo e sulle esperienze sensoriali capaci di far collassare passato e presente. In questa stessa costellazione rientrano anche SHOUT TWICE di Melissa Guéx e Katerina Andreou, HA di Jana Jacuka, the wizard is not real di Lisa Laurent, KMs OF RESISTANCE di Mehdi Dahkan, ODE di Catol Teixeira, ROSSOCREPA di Sara Sguotti e STANZA di Gaetano Palermo e Michele Petrosino, installazione durational one-on-one ospitata al Ristorante Albergo Zaghini.

La piazza centrale di Santarcangelo, Piazza Ganganelli, accoglierà poi tre lavori fondati sulla prossimità con il pubblico, rispettivamente di Wojciech Grudziński, Katerina Andreou e Melissa Guéx, Alberto Malo e Louis Schild. Completano il programma i percorsi del laboratorio Let’s Revolution! a cura di Teatro Patalò e Come un giardino della non-scuola del Teatro delle Albe / Zoe Teatro; ma anche le proiezioni di [ÒDIO], film-documentario di Motus, e Palestina 36 di Annemarie Jacir, in collaborazione con Rimini con Gaza; e la programmazione notturna di Imbosco, luogo che si pensa libero e sicuro, affidato alla cura degli artisti KEM collettivo queer di base a Varsavia, Bunny Dakota, alle nostre  Parini Secondo e a Krzysztof Bagiński.

Santarcangelo Festival è realizzato dall’Associazione Santarcangelo dei Teatri grazie al Comune di Santarcangelo di Romagna, al Comune di Rimini, ai Comuni di Longiano, Poggio Torriana, Sogliano al Rubicone e alla Repubblica di San Marino; sostenuto da Unione Europea, Ministero della Cultura, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Regione Emilia-Romagna, Visit Romagna, Camera di Commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini e dai partner Gruppo Hera, Gruppo Maggioli.