- Data di pubblicazione
- 05/11/2026
- Ultima modifica
- 05/11/2026
Il Bunker, il Teatro Due Mondi racconta la memoria degli internati militari italiani
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Materassi è tra le centinaia di migliaia di militari italiani che scelgono di non collaborare con il nazifascismo. Arrestato e deportato in Germania, viene classificato come Internato Militare Italiano (IMI), una condizione che lo priva delle tutele riconosciute ai prigionieri di guerra. È costretto a lavorare alla costruzione del Bunker Valentin, nei pressi di Brema, un’enorme struttura in cemento armato destinata all’assemblaggio dei sottomarini della marina tedesca.
Durante la prigionia Materassi tiene un diario. Sono quelle pagine, testimonianza di una vicenda individuale che appartiene alla storia collettiva, a diventare il punto di partenza dello spettacolo, costruito attorno a una domanda: “Come è possibile vivere accanto alla Storia senza riconoscerla?”.
“Abbiamo scelto di partire dal diario di Elio Materassi perché, attraverso una singola esistenza, emerge la storia di migliaia di giovani che pagarono con la deportazione il rifiuto del nazifascismo”, spiega il regista Alberto Grilli.
A dare corpo e voce a questa memoria è Tanja Horstmann, unica interprete in scena, che attraversa tempi e luoghi della vicenda affidandosi alla parola, al movimento, al canto e a pochi oggetti essenziali. La drammaturgia è di Gigi Bertoni, la direzione musicale di Antonella Talamonti. Il racconto personale di Materassi diventa così materia teatrale, interrogando non soltanto il passato, ma anche il rapporto che il presente intrattiene con la memoria e con le scelte individuali di fronte alla violenza della Storia.
Il debutto è accompagnato da un momento di approfondimento pubblico. Sabato 7 novembre, dalle 15 alle 19, la Casa del Teatro ospita il convegno Il Teatro e la Storia, a ingresso libero. La prima parte dell’incontro è dedicata alla ricostruzione storica del Bunker Valentin di Brema; nella seconda, critici e studiosi provenienti da tutta Italia si confronteranno sulle possibilità e sulle responsabilità del teatro nel rappresentare la memoria storica, attraverso esperienze che mettono in relazione ricerca artistica e testimonianza.
Fondato a Faenza nel 1979, il Teatro Due Mondi ha sviluppato in oltre quarant’anni un percorso artistico che intreccia ricerca teatrale, impegno civile e attenzione alle comunità, con una particolare vocazione a raggiungere pubblici tradizionalmente lontani dai luoghi della cultura. La compagnia ha portato spettacoli e progetti artistici e sociali in trentasei Paesi di quattro continenti, costruendo un linguaggio scenico che unisce tradizione e contemporaneità.
Con Il Bunker, questa ricerca incontra una delle pagine meno conosciute della Seconda guerra mondiale, restituendo attraverso il teatro la voce di chi, pur lontano dai grandi protagonisti della Storia, compì una scelta di resistenza.
Lo spettacolo è una produzione del Teatro Due Mondi, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Ministero della Cultura. Dopo le repliche faentine è prevista una tournée nazionale, attualmente in via di definizione.
Programma convegno IL TEATRO E LA STORIA
Prima parte | La Storia, ore 15 -16.50
ore 15 introduzione
ore 15.10 Angelo Emiliani: IMI faentini
ore 15.30 Giuseppe Toschi: IMI, la dimenticanza come dolore infinito
ore 15.50 Orlando Materassi: Dalla pagina alla coscienza: il valore della scelta nella testimonianza di Elio Materassi
ore 16.10 Silvia Pascale: La cattedrale dell’inferno: ingegneria della “guerra totale” e lavoro coatto al Bunker Valentin
ore 16.40 riflessioni conclusive
ore 16.50 Coffee Break
Seconda parte | Il Teatro, ore 17.10 -19.
coordina: Michele Pascarella
ore 17.10 introduzione
ore 17.20 Cristina Valenti: Performare la storia: la dimensione epica della memoria
ore 17.50 Maria Dolores Pesce: 8 settembre e dintorni. Il Teatro della Storia. Luigi Squarzina a Genova, un esempio
ore 18.10 Carmen Pedullà: La ‘voce straniera’ degli operai di Numax-Fagor-plus
ore 18.30 Giuseppe Liotta: Scrivere il teatro: riflessioni sparse di un critico totale e vagabondo
ore 18.50 riflessioni conclusive