L’Ottetto d’archi dei Berliner Philharmoniker al Teatro Valli

29 gennaio 2026

Un percorso a ritroso nella storia della musica, dal primo Romanticismo al Novecento inoltrato, affidato a una delle formazioni cameristiche più prestigiose al mondo. Domenica 1° febbraio, alle ore 20.30, il Teatro Municipale Valli ospita l’ottetto d’archi dei Berliner Philharmoniker, per un concerto dedicato alla grande tradizione cameristica tedesca ed europea. Il programma si apre con il Sestetto da Capriccio op. 85 (1942) di Richard Strauss, pagina nata come introduzione alla sua ultima opera teatrale. Capriccio è un lavoro meta-teatrale, costruito intorno al celebre interrogativo sul primato tra parole e musica, e il sestetto d’apertura ne condensa l’atmosfera riflessiva e raffinata, offrendo un esempio emblematico della scrittura strumentale tarda di Strauss.

Segue il Sestetto n. 1 in si bemolle maggiore op. 18 (1858–1860) di Johannes Brahms, opera giovanile di ampio respiro. Se Brahms si accostò con cautela alle grandi forme del quartetto e della sinfonia, sentendo il peso dell’eredità beethoveniana, nel sestetto trovò uno spazio di maggiore libertà espressiva. Il risultato è un lavoro articolato nei quattro movimenti tradizionali, in cui il legame con la tradizione convive con una raffinata ricerca armonica e una scrupolosa elaborazione del materiale tematico.

Il concerto si conclude con l’Ottetto in mi bemolle maggiore op. 20 (1825) di Felix Mendelssohn, una delle pagine più sorprendenti dell’intero repertorio cameristico. Composto da Mendelssohn a soli sedici anni, l’Ottetto colpisce per la maturità della scrittura, lo slancio melodico, la brillantezza degli impasti sonori e l’intensa dimensione polifonica, in un genere che all’epoca non aveva veri precedenti. È anche grazie a opere come questa che Mendelssohn è considerato uno dei più grandi prodigi della storia della musica occidentale.

L’ottetto è formato da Dorian Xhoxhi, Bastian Schäfer, Harry Ward e Cornelia Gartemann ai violini, Julia Gartemann e Martin Stegner alle viole, Moritz Huemer e Christoph Heesch ai violoncelli, tutti membri dei Berliner Philharmoniker. Nel 2020 alcune prime parti dell’orchestra, insieme a musicisti della generazione più giovane, hanno dato vita ai Philharmonische Streichersolisten Berlin, con l’obiettivo di coltivare la musica da camera e il suono caratteristico dei Berliner Philharmoniker in formazioni più raccolte, dal quartetto all’ottetto d’archi e a organici cameristici più ampi. I loro concerti uniscono l’intimità propria della musica da camera a una qualità sonora di respiro orchestrale, cifra distintiva di una tradizione interpretativa riconosciuta in tutto il mondo.