- Data di pubblicazione
- 23/03/2026
- Ultima modifica
- 23/03/2026
“Il mare che unisce”. L’Altro Suono tra il Mediterraneo e il mondo
Da oltre trent’anni L’Altro Suono Festival invita a leggere la musica come forma di relazione tra culture, facendosi dispositivo di ascolto capace di tenere insieme tradizione e ricerca. L’appuntamento con l’edizione 2026 della kermesse modenese è dall’11 aprile al 19 maggio e insiste su una linea già consolidata ma la rilancia attraverso un’immagine precisa: “Il mare che unisce”, tema che attraversa una parte significativa del cartellone e che rimanda alle rotte mediterranee come spazio di scambio e trasformazione culturale. Il programma si muove lungo traiettorie geografiche e stilistiche ampie, mantenendo quella vocazione al crossover che è da sempre la cifra del festival.
Si apre l’11 aprile al Cinema Arena con Il viaggio di Ziryab, racconto musicale dedicato al leggendario liutista costretto a lasciare Baghdad e protagonista di un percorso che attraversa Medio Oriente, Nord Africa ed Europa, fino a Cordova, contribuendo alla formazione della tradizione andalusa. È un inizio che già contiene una dichiarazione d’intenti: la musica come traccia di migrazioni e contaminazioni. Il 17 aprile, al Teatro dei Segni, Les Mécanos rielaborano repertori popolari francesi e occitani con un impianto sonoro inusuale, che accosta percussioni e strumenti da officina, restituendo canti di lavoro, satire e melodie festive in una forma energica e fisica. Il 23 aprile, Simona Molinari porta al Teatro Comunale di Modena La donna è mobile, un percorso tra generi e linguaggi che, sostenuto da una band interamente femminile, attraversa registri diversi per interrogare la rappresentazione della figura femminile nella musica. Il 4 maggio è la volta di Carmen Consoli con Amuri Luci, concerto in lingua siciliana che si costruisce come un paesaggio stratificato, dove memorie, miti e storie si intrecciano a sonorità che evocano ascendenze arabe, greche e latine. Il 10 maggio Combattimento 400 progetto che riformula il dramma monteverdiano di Tancredi e Clorinda rilegge l’opera mettendo in relazione repertori e tradizioni diverse per restituire la complessità culturale del Mediterraneo in epoca barocca.
Il 15 maggio Valeria Solarino e Gloria Campaner costruiscono con Oltre le colonne d’Ercole un itinerario che unisce parola e musica, da Chopin a Stevenson, intrecciando riflessione poetica e racconto del viaggio come esperienza di conoscenza. La chiusura, il 19 maggio, è affidata alla Philippine Philharmonic Orchestra, per la prima volta in Italia, diretta da Grzegorz Nowak con Cecile Licad al pianoforte, con un programma che accosta una prima nazionale di Jeffrey Ching a pagine di Čajkovskij, Schumann e Stravinskij, ampliando ulteriormente lo sguardo del festival verso una dimensione globale.
Accanto agli spettacoli, si conferma Dentro le Note, rassegna che da oltre vent’anni affianca il festival con incontri a ingresso libero dedicati alla formazione del pubblico, in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia. Negli ultimi anni il progetto ha intensificato il lavoro sull’inclusione, coinvolgendo comunità migranti e pubblici non abituali e proponendo momenti che alternano performance e narrazione autobiografica. L’edizione 2026 prevede due appuntamenti: La voce del mondo, dedicato al canto come pratica di inclusione, e un incontro sulla comunità del Bangladesh, costruito tra racconto e musica.