Metadietro | Rezza/Mastrella tornano a Bologna con un ammutinamento senza colpe

22 gennaio 2026

Un veliero che è anche una navicella spaziale, un equipaggio che si ammutina senza colpevoli, un ammiraglio vestito di blu: dal 22 al 25 gennaio arriva all’Arena del Sole di Bologna arriva Metadietro di Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Il nuovo lavoro del duo, attivo dal 1987 e insignito del Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia nel 2018, prosegue una ricerca radicale che intreccia arte figurativa e drammaturgia, anarchia e precisione formale.

Nello spettacolo Rezza, in scena insieme a Daniele Cavaioli, vive su una nave che diventa un organismo instabile attraversato da logiche di mercato e interessi personali che accecano l’equipaggio. L’ammutinamento non produce però una divisione netta tra colpevoli e innocenti: la scena mette in crisi l’idea stessa di responsabilità individuale, restituendo un mondo in cui la volontà si allontana progressivamente da chi dovrebbe esercitarla. L’“habitat” ideato da Flavia Mastrella è parte integrante del dispositivo scenico. Non è un fondale, ma un corpo architettonico che condiziona il movimento e la parola, trasformando lo spazio in una macchina di sollecitazioni visive e percettive. Il testo, dichiaratamente “(mai) scritto” da Antonio Rezza, si sviluppa come una partitura di azioni e suoni, sostenuta dal montaggio della traccia sonora e dalle voci fuori campo, che contribuiscono a costruire un ambiente in cui il linguaggio perde stabilità e si espone all’eccesso.

Nelle note di lavoro, gli artisti scrivono: “L’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano”, collocando Metadietro in una riflessione più ampia su una “nuova preistoria” in cui la mansione umana appare mortificata e inadeguata. La tecnologia, evocata come presenza crudele e pervasiva, attraversa lo spettacolo come forza che svuota e insieme alimenta l’immaginazione, fino a decretare quella che gli autori definiscono “la scomparsa dell’eroe”. Il lavoro conferma il linguaggio inconfondibile di Rezza/Mastrella, da loro stessi definito “comunicazione involontaria”: una pratica che rifiuta la narrazione lineare e affida al corpo, alla materia e alla voce il compito di generare senso. La sfrontatezza, il surrealismo e l’attrito continuo tra forma e contenuto restano le coordinate di un teatro che non cerca mediazioni, ma mette lo spettatore di fronte a un’esperienza instabile e perturbante.

Accanto alle repliche, il progetto si estende oltre la scena. Mercoledì 21 gennaio alle ore 21, al Cinema Modernissimo di Bologna, Antonio Rezza e Flavia Mastrella presentano Carta bianca a Rezzamastrella, una selezione delle loro incursioni audiovisive tra corto, mediometraggio, televisione e critica cinematografica.