“Pinocchio. Che cos’è una persona?” In scena a Modena lo spettacolo cult di Iodice

07 aprile 2026

A un certo punto, quando si trovano nella pancia della balena, Geppetto annuncia che la candela sta per spegnersi e il buio è imminente. Pinocchio allora domanda: “E dopo?”. Da questa domanda, che dalla favola collodiana si riversa nella vita, nasce Pinocchio. Che cos’è una persona? un lavoro teatrale ideato, scritto e diretto da Davide Iodice, da questa stagione artista associato di ERT Fondazione, in scena l’11 e 12 aprile al Teatro Storchi. Uno spettacolo che è già diventato un piccolo cult, facendo innamorare le platee di tutta Italia, compresa quella della Biennale di Venezia. 

Attraversando la fiaba di Collodi, il lavoro mette al centro il tema dell’identità, della fragilità e della ridefinizione di sé, affidandolo alle attrici e agli attori della Scuola Elementare del Teatro – Conservatorio popolare per le arti della scena di Napoli, un progetto gratuito di arte e condivisione ideato e diretto dallo stesso Iodice a Napoli, che si rivolge a persone con disagio economico e sociale e con disabilità fisica e intellettiva. Un laboratorio permanente di ricerca e formazione, ma anche una rete di cooperazione, che trova nella pratica teatrale uno spazio concreto di espressione e riconoscimento, per il quale l’artista ha ricevuto nel 2024 il Premio Speciale Ubu e il Premio ANCT – Associazione nazionale critici del teatro. 

Lo spettacolo, che vede in scena un gruppo ampio e composito di interpreti, insieme a genitori, care givers, tutor e amici, in un’esperienza teatrale che nasce dall’ascolto reciproco e dalla valorizzazione delle differenze, prende avvio da una domanda tanto semplice quanto radicale: che cos’è una persona? Attorno a questo interrogativo Iodice costruisce un’indagine poetica e politica sulla bellezza delle differenze e sul modo in cui la società guarda chi troppo spesso resta ai margini. Nelle note di regia, Iodice racconta il legame profondo tra il suo gruppo di lavoro e la figura del burattino collodiano, assunto come fratello simbolico di tante persone che convivono con sindrome di Down, autismo, sindrome di Williams o Asperger, ma anche di chi attraversa percorsi di ridefinizione della propria esistenza. Pinocchio, scrive, “è il diverso, è tutti i diversi”, figura inquieta e potentissima che mette in crisi i modelli normativi di persona, di famiglia, di società. Attraverso il personaggio di Collodi, lo spettacolo interroga anche il tema della genitorialità. Il “dopo” evocato nell’incontro tra Pinocchio e Geppetto nella pancia della balena diventa la domanda che attraversa ogni famiglia, ma chiama in causa anche la comunità, i servizi, le istituzioni. Il lavoro di Iodice si fa così anche manifesto contro ogni idea rigida e normalizzante di identità, rivendicando per tutti il diritto alla felicità, all’espressione, alla condivisione. “Geppetto – dice il regista – non riesce a trovare la risposta, la soluzione la troverà Pinocchio. Questo ‘dopo’ è un po’ la domanda principale che si pone qualsiasi genitore di un ragazzo ‘straordinario’ come preferisco dire, nel senso di extra- ordinario, cioè fuori dall’ordinario. La risposta non spetta solo alla famiglia, ma anche alla società, alla comunità, a chi si occupa di assistenza. Geppetto è un genitore che ha un figlio generato da un pezzo di legno e vuole a tutti i costi renderlo “normale”. Noi che lavoriamo con la diversità e la fragilità, sappiamo come il concetto di normalità sia molto malinteso e pericoloso. Sento l’esigenza, dopo anni, di fare un vero e proprio manifesto per e sulla disabilità. Spesso c’è tanta retorica, tanta carità un po’ penosa. Quello della disabilità è un mondo molto complesso e ricco, c’è una volontà di espressione da parte di questi ragazzi, di essere visti per quello che sono. Ai ragazzi spiego che la ‘normalità’ è il diritto ad avere momenti di felicità, di espressione, di condivisione”.

Al percorso artistico e pedagogico del regista Rai Cultura ha dedicato il documentario Davide Iodice. Pinocchio e gli altri, realizzato in collaborazione con la Biennale di Venezia, dove lo spettacolo è stato fortemente voluto da Willem Dafoe nel 2025. Nell’edizione 2026 della Biennale è inoltre previsto il debutto del nuovo lavoro di Iodice, Promemoria. A completare l’appuntamento modenese, il 13 aprile alle 15 è in programma un nuovo incontro del ciclo Conversando di teatro, promosso da ERT e Associazione Amici dei Teatri Modenesi. Davide Iodice incontrerà il pubblico al Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Modera Angela Albanese, docente dell’ateneo modenese.