POLIS Teatro Festival guarda al Nord Europa

27 aprile 2026

Stavolta Polis Teatro Festival fa rotta verso il Nord Europa. Per la sua nona edizione, dal 5 al 10 maggio a Ravenna, il festival diretto da Davide Sacco e Agata Tomšič / ErosAntEros, sceglie come orizzonte un Nordic Focus dedicato al teatro contemporaneo dei Paesi baltici e scandinavi, portando nei principali spazi culturali della città (dal Teatro Rasi ad Artificerie Almagià) più di trenta appuntamenti tra spettacoli, incontri, tavole rotonde e progetti partecipativi, tra cui sei prime nazionali e un’anteprima.

A dare il tono a questa edizione è anche l’immagine firmata da Gianluca Costantini, che mette al centro Greta Thunberg immersa nel cielo del Nord, accanto all’orso polare che la sua battaglia simbolicamente difende. Da qui il festival parte per aprire un campo di questioni che attraversa molte delle opere in cartellone, dall’identità alla censura, dal piacere femminile alla politicità dei corpi, fino ai temi della solitudine, della nostalgia e della comunità. Tra i nuclei più forti del programma ci sono due lavori in arrivo dalla Lituania. Laura Kutkaitė / MMLAB Theatre presenta tremolo, conferenza performativa sul piacere femminile costruita a partire da una ricerca che intreccia corpo, genere, esclusione sociale e identità, con un dibattito finale realizzato in collaborazione con la Casa delle Donne di Ravenna.

Sempre dallascena lituana arriva Radvila Darius, figlio di Vytautas di Karolis Kaupinis / Operomanija, lavoro che mette in dialogo musica dal vivo e frammenti video degli archivi della radio e televisione lituana, lasciando affiorare un rapporto ironico e malinconico con il passato. Entrambi gli spettacoli rientrano nel programma Cultura Lituana in Italia 2025–2026. Suono e voce sono un altro asse importante di questa edizione. Demetrio Castellucci, compositore e sound designer italiano di base a Vilnius, presenta Tracking Satyrs Into Morse, una messa in scena sonora ispirata a Sofocle e riletta attraverso il codice Morse. La voce attraversa invece Materiale Per Medea di Agata Tomšič da Heiner Müller, che prosegue una ricerca vocale e sonora sviluppata insieme al compositore sloveno Matevz Kolenc. E sul versante della performance arriva anche Stina Fors con Stina Force, esperienza dal vivo costruita come una one-woman punk band, ogni volta diversa e non documentata da registrazioni.

Una parte significativa del festival si muove sul terreno delle arti visive e della relazione ravvicinata con lo spettatore. Al MAR va in scena Je suisse (or not) di Camilla Parini / Collettivo Treppenwitz, performance per due spettatori alla volta in cui, indossando un costume da orso polare, l’artista lavora sui concetti di famiglia, appartenenza e memoria. Negli stessi spazi prende forma anche Tivoli, nuova tappa del percorso di ricerca dell’artista estone Siim Tõniste, sviluppata durante una residenza che coinvolge gruppi di studenti ravennati attraverso workshop dedicati. Come da tradizione, l’ultima giornata sposta il festival fuori dal centro cittadino, al Teatro Socjale di Piangipane, dove Carullo-Minasi presenterà in anteprima nazionale Asja Lacis, la donna che fa parlare la storia, lavoro dedicato alla figura della regista, pedagoga e rivoluzionaria lettone. Nello stesso giorno il festival si chiuderà con due mise en espace affidate a compagnie del territorio su testi di autori baltici e scandinavi, Due parole su Ulla della drammaturga finlandese Eeva Turunen, affidata a Eugenio Sideri / Alice Giroldini / MaMiMò, e Qualcosa di reale del drammaturgo estone Martin Algus, messo in scena da Studio Doiz con Lorenzo Carpinelli e Alessandro Renda, per la regia di Iacopo Gardelli.

Da segnalare anche che ad aprire il festival saranno, come di consueto, due compagnie emergenti scelte dalle persone del territorio che partecipano al progetto L’Italia dei Visionari. Il 5 maggio al Teatro Rasi andranno in scena Capelli – M. si desta un mattino da sogni inquieti del Collettivo Sante di Lana e Ismene per sempre di Katia Colica / Adexo. Accanto agli spettacoli trovano poi spazio anche tavole rotonde sul teatro del Nord Europa e sulle trasformazioni geopolitiche del continente, oltre alla presentazione del libro Regia Eretica. Il Novecento teatrale e i suoi doppi di Marco De Marinis. Il Nordic Focus attraversa anche lo spazio urbano con Shieldmaiden. Versi che combattono il silenzio, mostra a cielo aperto di Gianluca Costantini allestita in Via Zirardini Open-Air Gallery dal 28 aprile al 19 maggio. Quattordici ritratti di poetesse del Novecento, due per ciascuno dei sette Paesi al centro del programma, compongono una costellazione di voci che hanno attraversato censura, esilio, marginalità e trasformazioni storiche, facendo della parola una forma di resistenza.

POLIS Teatro Festival è sostenuto da Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Ravenna.