Viaggio da Beethoven al Novecento con Pierre-Laurent Aimard

08 gennaio 2026

Un recital pianistico che attraversa oltre due secoli di musica, accostando il classicismo beethoveniano alle sperimentazioni del Novecento. Il primo concerto del 2026 al Teatro Municipale Valli è affidato a Pierre-Laurent Aimard, un interprete che ha fatto del dialogo tra passato e modernità il centro della propria ricerca, protagonista di un recital che mette in dialogo epoche, linguaggi e visioni musicali diverse. Venerdì 9 gennaio, alle ore 20.30, il pianista francese propone un programma che attraversa oltre due secoli di musica, accostando pagine di Ludwig van Beethoven a opere di Oliver Knussen, Andrei Volkonsky e Aleksandr Skrjabin, secondo una linea curatoriale che riflette da sempre la cifra interpretativa di Aimard.

Il concerto si apre con Beethoven, di cui il pianista esegue le 24 Variazioni in re maggiore sul tema “Venni amore” di Vincenzo Righini WoO 65, la Fantasia per pianoforte in sol minore op. 77 e la Sonata n. 32 in do minore op. 111, opera estrema che condensa e supera l’intero pensiero beethoveniano. In questo trittico, Aimard attraversa forme e stili diversi: dal gioco virtuosistico delle variazioni alla libertà inventiva della Fantasia, fino alla dimensione quasi metafisica dell’ultima Sonata, considerata uno dei vertici assoluti della letteratura pianistica.

Il percorso prosegue nel Novecento con le Variations op. 24 di Knussen, pagina di scrittura concentrata e raffinata, che mette in evidenza la capacità del compositore inglese di coniugare rigore formale e chiarezza espressiva. A seguire, Musica Stricta (Fantasia Ricercata) op. 11 di Volkonsky, lavoro ispirato ai principi di una serialità rigorosa, in cui il pianoforte diventa terreno di esplorazione strutturale e timbrica.
In chiusura, la Sonata n. 10 op. 70 di Skrjabin porta il programma in una dimensione di estasi e trascendenza. Qui il pianoforte si carica di tensioni visionarie, aprendo a un’idea di suono che supera la forma tradizionale per farsi esperienza sensoriale e spirituale. L’accostamento tra Beethoven e Skrjabin, mediato dalle esperienze novecentesche, restituisce una traiettoria in cui continuità e fratture convivono, offrendo nuove prospettive d’ascolto.

Definito dal Wall Street Journal “un musicista brillante e un visionario straordinario”, Pierre-Laurent Aimard è riconosciuto a livello internazionale come una delle figure di riferimento per la musica contemporanea e, al tempo stesso, come interprete capace di rinnovare profondamente il repertorio storico. Pianista, curatore e pedagogo, ha collaborato con molti dei principali compositori del nostro tempo e si esibisce regolarmente nelle maggiori sale e festival internazionali. I numerosi riconoscimenti ricevuti – tra cui l’International Ernst von Siemens Music Prize e il Leonie Sonning Music Prize – testimoniano un percorso che unisce rigore analitico, immaginazione sonora e una visione musicale di rara profondità.