Abracadabra. Babilonia Teatri tra vita, morte e magia

20 gennaio 2026

La magia come linguaggio per dire ciò che non ha parole, come gesto che prova a tenere insieme perdita e meraviglia. In Abracadabra, nuovo spettacolo di Babilonia Teatri, il linguaggio performativo tipico della compagnia fondata nel 2005 da Valeria Raimondi e Enrico Castellani si fonde con l’arte illusionistica, dando forma a un lavoro sospeso tra teatro, rito e pratica di attraversamento del dolore. In Emilia-Romagna si potrà vedere nei prossimi giorni in un triplo appuntamento, giovedì 22 gennaio al Teatro Herberia di Rubiera e sabato 24 gennaio all’ITC Teatro di San Lazzaro di Savena  e domenica 25 gennaio  al Teatro La Casa del Popolo di Castello d’Argile  per la Stagione Agorà. 

Al centro del lavoro c’è l’incontro tra Babilonia Teatri e il prestigiatore Francesco Scimemi, la cui esperienza personale di perdita della propria compagna di vita segna profondamente la drammaturgia. La magia si intreccia all’elaborazione del lutto, trasformandosi in una pratica rituale che non promette salvezza ma consente di stare dentro il dolore, di attraversarlo senza rimuoverlo. I numeri illusionistici non servono a stupire, ma a rendere visibile un rapporto che continua a esistere anche quando la persona amata non c’è più: apparizioni e sparizioni cicliche danno corpo a una presenza che ritorna, fragile e necessaria.

Tra parole e gesti, lo spettacolo – che vede in scena Castellani, Raimondi, ScimemiEmanuela Villagrossi – ripercorre una parabola che va dalla malattia alla perdita, evitando il registro confessionale e qualsiasi deriva consolatoria. I piani si sovrappongono e si contraddicono, il tragico convive con il grottesco, l’iperrealismo di un referto medico con una dimensione onirica che scardina il senso comune della realtà. La scrittura scenica conserva il ritmo martellante tipico di Babilonia Teatri, fatto di accumulazioni verbali, slogan, parole logore rimesse brutalmente a contatto con il reale. Anche il linguaggio diventa un campo di tensione. Termini usati con leggerezza vengono smontati, esposti nella loro violenza latente, come accade quando una parola come “cancro” smette di funzionare da metafora e torna a nominare una ferita concreta. Accanto alla parola, il gesto magico rende plastica la tensione tra sparizione e permanenza, tra fine e resistenza.

Mercoledì 21 gennaio Babilonia Teatri sarà in dialogo con Lorenzo Donati nell’ambito del Sofà di Agorà (via Polese 40, Bologna) rassegna a cura di Altre Velocità. Anche la tappa all’ITC Teatro si apre a un momento di confronto con il pubblico. Dopo lo spettacolo è infatti in programma un incontro (moderato da Oliviero Ponte di Pino) in cui gli artisti dialogano con Marzia Bisognin, presidente de Il Melograno – Centro Informazione Maternità e Nascita di Bologna, e con i/le giovani del territorio, sui temi della nascita e della morte, dei diritti, delle emozioni e dei pregiudizi che li attraversano.