- Data di pubblicazione
- 11/06/2026
- Ultima modifica
- 11/06/2026
Modena Belcanto Festival, la voce italiana dalle origini barocche alla contemporaneità
Metamorfosi del Belcanto. La voce italiana dalle origini barocche alla contemporaneità. Il titolo della terza edizione di Modena Belcanto Festival è una dichiarazione d’intenti per una manifestazione che guarda al belcanto non come a uno stile chiuso o a un periodo circoscritto, ma come a un’idea di suono, di vocalità e di pratica espressiva capace di attraversare i secoli trasformandosi continuamente. L’appuntamento è dal 16 settembre al 12 novembre in una geografia diffusa di spazi modenesi dal Teatro Comunale Pavarotti-Freni, alla Galleria Estense, dalla Chiesa di San Carlo alla Chiesa di Sant’Agostino, e poi Sala Truffaut, Palazzo Ducale e Auditorium Pierangelo Bertoli a Sassuolo, Teatro Comunale di Carpi e Teatro del Popolo di Concordia sulla Secchia.
Nato dalla convergenza di un protocollo d’intesa tra Comune di Modena, Fondazione di Modena, Fondazione Teatro Comunale e Conservatorio Vecchi-Tonelli, il festival prosegue il proprio percorso di valorizzazione di una delle espressioni più alte della tradizione musicale italiana. L’edizione 2026 mette al centro le trasformazioni culturali della vocalità, dalle origini barocche alla scrittura teatrale di Giuseppe Verdi, di cui ricorrono i 125 anni dalla morte, fino al Novecento, alle avanguardie e alle sperimentazioni elettroniche contemporanee.
Si comincia il 16 settembre al Teatro Comunale Pavarotti-Freni con Il cambiamento era incessante, concerto in prima assoluta dedicato all’universo barocco di Georg Friedrich Händel, con Carmela Remigio, Raffaele Pe e l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano. Il percorso sulle origini del belcanto prosegue il 25 settembre con La costanza trionfante, progetto dedicato ad Antonio Vivaldi, presentato per la prima volta in forma semiscenica da Federico Maria Sardelli con l’Orchestra Barocca Modo Antiquo.
Alla formazione dei giovani interpreti è dedicato il percorso Kammermusik, con gli allievi della Modena Belcanto Masterclass, in programma il 26 settembre alla Galleria Estense e il 3 ottobre al Palazzo Ducale di Sassuolo. Sempre il 26 settembre, nella Chiesa di San Carlo, una doppia serata sarà dedicata alle nuove vocalità: da A lente grida, nuova commissione del festival firmata da Mauro Montalbetti su testo di Flaviano Pisanelli, al progetto The Aurora Madrigals di Lisel, presentato per la prima volta in Italia.
Il 27 settembre il festival guarda anche ai più piccoli con Kattivissimi and friends… all’Opera, progetto educativo di Cristina Bersanelli, e torna a Giuseppe Verdi con Letteralmente Verdi, spettacolo con Alessandro Preziosi, Giampaolo Bandini e Massimo Mercelli, costruito intorno alle lettere dedicate alla composizione del Trovatore. Il 30 settembre, alla Sala Truffaut, il dialogo tra musica e cinema muto proseguirà con Ma l’amor mio non muore! di Mario Caserini, restaurato dalla Cineteca di Bologna, con nuova partitura di Daniele Furlati eseguita dal vivo.
Il cuore verdiano dell’edizione attraverserà poi la danza, con Viva Verdi del Balletto di Milano il 2 ottobre al Teatro del Popolo di Concordia sulla Secchia, e il repertorio lirico-sinfonico, con il Concerto di Gala dedicato a Mirella Freni il 4 ottobre, protagonista Anna Pirozzi, e con la Messa da Requiem il 10 ottobre, diretta da Aldo Sisillo alla guida della Filarmonica del Teatro Comunale e del Coro Lirico di Modena. Il 9 ottobre, nella Chiesa di San Carlo, A casa Bononcini – Ingegno, drammi e delizie porterà il pubblico poi nel cuore della cultura musicale modenese tra Sei e Settecento, mentre l’11 ottobre l’Auditorium Pierangelo Bertoli di Sassuolo ospiterà Dalla Boemia al Ducato di Modena, viaggio musicale sulle tracce di Joseph Venceslao Köhler ed Ernesto Köhler.
Il 12 ottobre, al Teatro Comunale Pavarotti-Freni, il festival renderà omaggio a Luciano Pavarotti nell’anniversario della nascita con uno spettacolo a cura della Fondazione Luciano Pavarotti. Il giorno successivo, al Teatro Comunale di Carpi, Filarmonie Future metterà in dialogo i giovani strumentisti del Conservatorio Vecchi-Tonelli, i professionisti della Filarmonica del Teatro Comunale e i cantanti perfezionatisi con Raina Kabaivanska. Il 17 ottobre sono previsti due appuntamenti: La preghiera nell’opera lirica, nella Chiesa di Sant’Agostino, con pagine di Verdi, Puccini, Bellini e Mascagni, e Le maschere allo specchio, nella Sala del Ridotto del Teatro Comunale Pavarotti-Freni, con l’Ensemble Forma Libera e Chiara Osella, con musiche di Kaija Saariaho, Domenico Turi, Arvo Pärt, Luciano Berio e Thomas Adès. A chiudere il festival, il 12 novembre al Teatro Comunale di Modena, sarà Contemporary Future, nuova opera di Caterina Barbieri commissionata dal Modena Belcanto Festival e presentata in prima assoluta con il FontanaMIX Ensemble.