- Data di pubblicazione
- 21/01/2026
- Ultima modifica
- 21/01/2026
Orfeo ed Euridice. Shirin Neshat rilegge il mito in bianco e nero
È affidata a Orfeo ed Euridice l’apertura della Stagione d’Opera 2026 del Teatro Regio di Parma, con un nuovo allestimento, in scena dal 23 al 31 gennaio (repliche il 23, 25, 29, 31) che segna il ritorno del capolavoro riformista di Christoph Willibald Gluck al Regio dopo trentanove anni. L’opera, su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, viene proposta nella versione di Vienna del 1762, quella che inaugurò il progetto riformatore gluckiano, restituendo centralità al dramma e all’unità dell’azione musicale. Sul podio debutta al Teatro Regio Fabio Biondi, alla guida della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. In scena, Carlo Vistoli interpreta Orfeo, Francesca Pia Vitale è Euridice e Theodora Raftis veste il ruolo di Amore, componendo un cast che affronta una partitura essenziale e al tempo stesso ricca di raffinatezze timbriche.
A firmare la regia del nuovo allestimento, realizzato in coproduzione con I Teatri di Reggio Emilia (al Teatro Valli lo spettacolo arriverà il 10 e 12 aprile), è la celebre artista iraniana-americana Shirin Neshat. La sua lettura affianca all’azione teatrale un secondo livello narrativo, costruito attraverso immagini filmiche girate a Parma nelle scorse settimane, che si sovrappongono alla scena offrendo uno sguardo intimo sui personaggi e sulle loro relazioni. Orfeo ed Euridice non appaiono come figure mitologiche, ma come esseri umani attraversati da amore, dolore e incomunicabilità, in un viaggio sospeso tra vita e morte.
“Ho subito capito che quest’opera era la storia giusta per me – scrive Shirin Neshat – con interessanti possibilità visive e concettuali perfettamente in linea con il mio lavoro”. La regista immagina l’allestimento in bianco e nero, cifra ricorrente del suo linguaggio artistico, per dare forma alle dualità che attraversano il mito: amore e morte, coscienza e subconscio, realtà e illusione. In questa interpretazione, Orfeo è un uomo in crisi esistenziale, incapace di distinguere tra i diversi piani dell’esperienza, mentre Euridice è segnata da un dolore che la conduce a un gesto estremo. Per chi vuole saperne di più la regista incontrerà in due occasioni il pubblico. Il 20 gennaio al Ridotto del Teatro Regio di Parma, con la proiezione di alcuni suoi film, e il 22 gennaio all’Auditorium Niccolò Paganini, nell’ambito del progetto Mi prendo il mondo. In dialogo con le nuove generazioni.
Dal punto di vista musicale, invece, Fabio Biondi sottolinea la natura eccezionale della partitura: “L’organico orchestrale di Orfeo ed Euridice è più piccolo e più snello timbricamente, ma si differenzia per una certa ricchezza strumentale”. Una scrittura che impone al direttore un lavoro interpretativo attento, capace di mantenere il flusso drammatico ed evitare ogni staticità, restituendo all’opera quella mobilità espressiva che è al centro della riforma gluckiana.
La messinscena si avvale delle scene di Heike Vollmer, dei costumi di Katharina Schlipf, delle luci di Valerio Tiberi, delle coreografie di Claudia Greco e della drammaturgia di Yvonne Gebauer, con la direzione della fotografia di Rodin Hamidi per la parte filmica. Il risultato è un dispositivo scenico in cui musica, immagini e azione teatrale concorrono a un’unica narrazione stratificata.
Nell’ambito del programma RegioInsieme, una particolare attenzione è dedicata all’accessibilità: in occasione della recita Under30, Orfeo ed Euridice sarà presentato in foyer anche attraverso i pittogrammi della Comunicazione Aumentativa Alternativa, per favorire una fruizione più inclusiva dell’opera lirica.
La Stagione del Teatro Regio di Parma è realizzata grazie al contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Reggio Parma Festival e di un nutrito gruppo di partner e sponsor.