Preghierine, le domande al buio di Gabriele Portoghese

11 maggio 2026

Non hanno la solennità delle preghiere, né la forza definitiva delle maledizioni. Sono formule minime, pensieri che sfuggono, richieste forse senza destinatario, confessioni involontarie, desideri taciuti, capricci, dolori. Attorno a questa materia fragile, Gabriele Portoghese, tra i più talentuosi e apprezzati attori della scena contemporanea italiana, costruisce una composizione polifonica, che chiama appunto Preghierine, abitata da voci contraddittorie che cercano uno spazio comune, un luogo in cui il bisogno di consolazione possa emergere senza essere ordinato o pacificato. Lo spettacolo, al debutto in prima assoluta dal 14 al 17 maggio al Teatro delle Moline di Bologna, vede per la prima volta Portoghese impegnato anche nella regia e nella drammaturgia, oltre che nella performance, che condivide con Gaia Rinaldi. Prodotto da INDEX con ERT / Teatro Nazionale, il lavoro coinvolge anche Emanuele Pontecorvo per il progetto sonoro, Maria Elena Fusacchia per il disegno luci e Dario Felli per la regia del suono.

“Ogni volta che facciamo una domanda alla vita o alla morte, ci affacciamo su qualcosa che ci sfugge, un altrove”, scrive Portoghese. Preghierine nasce da quel tempo sospeso e improduttivo in cui i pensieri più intimi, teneri o violenti, frivoli o inconfessabili, prendono forma dentro di noi. Nella scrittura dello spettacolo agiscono le suggestioni di Charles Baudelaire, in particolare Lo Spleen di Parigi e Il mio cuore messo a nudo, mentre l’Annunciazione di Recanati di Lorenzo Lotto offre una cornice estetica in cui il sacro inciampa nel ridicolo e nel domestico.

In scena, uno spazio scarno lascia affiorare un interno di casa e un misterioso esterno. Suoni e luci aprono varchi tra luoghi reali e immaginari, accompagnando il passaggio dal quotidiano allo straordinario. I due performer attraversano un flusso di frammenti, confessioni, immagini e circostanze: una folata di “preghierine” invade lo spazio, evocando un noi impietoso, ma non spietato, attraversato dal desiderio di condivisione.

Il percorso di Gabriele Portoghese, diplomato all’Accademia Silvio d’Amico e formatosi anche sotto la guida di Carlo Cecchi, incrocia negli anni registi e artisti come Valerio Binasco, Giorgina Pi, Fabio Condemi, Daria Deflorian, Muta Imago, Luca Marinelli, Roberto Rustioni e Federica Santoro. Nel 2021 ha ricevuto il Premio Ubu come miglior attore per Tiresias, oltre al Premio Ivo Chiesa – Futuro della scena e al Premio Mariangela Melato. Nel 2025 è stato candidato al Premio Ubu come miglior attore o performer per La vegetariana. 

In occasione del debutto, il 12 maggio alle 19, Portoghese incontrerà il pubblico di Bologna in dialogo con Caterina Baldini per il secondo appuntamento de Il Teatro nella città – Rassegna di conversazioni pubbliche, realizzato da Altre Velocità in collaborazione con ERT / Teatro Nazionale, nella sede della redazione in via Polese 40.