Il Giorno della Memoria a Teatro

26 gennaio 2026

Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa liberò il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau. Dal 2005, in questa data simbolica, il mondo intero celebra il Giorno della Memoria, istituito dalle Nazioni Unite per commemorare le vittime della Shoah. Un appuntamento che, con il venir meno dei testimoni diretti, assume un valore sempre più urgente. Come ricordava Elie Wiesel, “dimenticare l’Olocausto sarebbe uccidere una seconda volta”. In Emilia-Romagna, il Giorno della Memoria 2026 si articola in un fitto calendario di iniziative culturali, in cui il teatro occupa un ruolo centrale. Accanto alla conoscenza storica, i linguaggi della scena, della musica e della parola offrono infatti la possibilità di una prossimità emotiva capace di interpellare il presente e di incidere nelle coscienze.

Ecco alcuni appuntamenti nei teatri della regione:

A Bologna, il 27 gennaio, alle ore 20.30, l’Auditorium Manzoni ospita il Concerto della Memoria, a cura della Fondazione Teatro Comunale di Bologna con il supporto della Fondazione del Monte. Il concerto, gratuito e aperto alla cittadinanza su prenotazione, è previsto anche in una recita mattutina dedicata alle scuole. In programma musiche legate alla cultura ebraica – Mendelssohn-Bartholdy, Bernstein, Mahler, Weill e Ravel, accanto ai canti popolari ebraici  –  e letture dedicate alla memoria si intrecciano in una riflessione rivolta a un futuro libero da violenza e prevaricazione.   Ad aprire lo spettacolo, un breve melologo composto per l’occasione dal maestro Corvino, dedicato a Mario Finzi, il “ragazzo fantastico” bolognese, magistrato e musicista, scomparso ad Auschwitz dopo una vita spesa per il bene comune.

Al Teatro delle Passioni di Modena, città che ha dedicato alla ricorrenza un calendario di eventi molto ricco, il 27 gennaio alle ore 10.00 e alle 20.30, va in scena Chi porterà queste parole? 23 partigiane ad Auschwitz di Charlotte Delbo. Unica opera teatrale dedicata alla deportazione femminile, il testo nasce dalla testimonianza diretta dell’autrice, partigiana e sopravvissuta ad Auschwitz. La lettura scenica restituisce la vita nel lager – la fame, il freddo, le selezioni – ma anche la solidarietà e il coraggio di ventitré donne che resistono affinché una possa tornare a raccontare. Lo spettacolo è promosso dal Comitato per la Storia e le Memorie del Novecento del Comune di Modena, in collaborazione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e diverse istituzioni culturali del territorio. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti; la recita mattutina è rivolta principalmente alle scuole. A Campolliano il Teatro dell’Orsa presenta invece  Vivere ancora. Voci dal filo spinato, in scena a La Montagnola enerdì 30 gennaio alle ore 9  per le scuole del territorio.

Emilia Romagna Teatro ERT  ha messo in campo anche un’altra iniziativa, questa volta radiofonica, si tratta di  Epitaffi scritti sull’aria di Nelly Sachs, nell’ambito de Il Teatro di Radio3. Lo spettacolo, in onda martedì 27 gennaio alle ore 20.30 su Rai Radio3, è diretto da Roberto Latini, con musiche e suoni di Gianluca Misiti e le voci di Elena Bucci, Roberto Latini, Marco Manchisi, Francesca Mazza e Marco Sgrosso. Attraverso la parola poetica della scrittrice tedesca, Premio Nobel per la Letteratura nel 1966, il teatro e la radio si incontrano per trasformare la memoria in esperienza condivisa. Gli Epitaffi, scritti durante l’esilio in Svezia, restituiscono nome e voce a chi fu cancellato dalla Shoah, componendo un coro di esistenze negate che si fa memoria universale.

A Reggio Emilia, martedì 27 le biblioteche comunali Rosta Nuova e Spazio culturale Orologio  propongono letture pensate per pubblici di diverse età, già a partire dai 3 anni.  Alle ore 18.30, va in scena il  reading musicale  Sarajevo, città cosmopolita , una ballata balcanica in bilico tra narrazione e musica per provare a raccontare una città speciale, da sempre ponte tra Oriente e Occidente, con Roberta Biagiarelli, artista multidisciplinare ed esperta di Balcani, e Daniele Rossi, musicista e compositore. Sempre il 27 gennaio, alle ore 21,  il Centro Teatrale MaMiMò accende i riflettori del Teatro Piccolo Orologio su uno spettacolo tratto da una vicenda realmente accaduta: Aquile randagie – Credere, disobbedire, resistere, una storia di disobbedienza civile, un’avventura lunga 17 anni che vede un gruppo di adolescenti scout dar vita a quella che forse è stata la prima forma di resistenza giovanile al Fascismo. Il monologo è scritto e interpretato da Alex Cendron, per la regia di Massimiliano Cividati.

Al Teatro Asioli di Correggio, lunedì 26 gennaio alle 20.30, è in programma Perlasca. Il coraggio di dire no, di e con Alessandro Albertin, a cura di Michela Ottolini. Al centro, la figura di Giorgio Perlasca, Giusto tra le Nazioni, che nella Budapest del 1944 salvò la vita a migliaia di ebrei, scegliendo di agire senza clamore e restando per decenni in silenzio sulla propria storia.

Martedì 27 gennaio, alle ore 20.30, il Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara accoglie Matteotti. Anatomia di un fascismo, di Stefano Massini, con Ottavia Piccolo. Al mattino, alle 10.30, una recita è dedicata alle scuole. Diretto da Sandra Mangini, con musiche originali di Enrico Fink eseguite dal vivo dai Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, lo spettacolo ripercorre la vicenda umana e politica di Giacomo Matteotti, interrogando i meccanismi del consenso, della paura e dei silenzi che alimentano i regimi. Un racconto che unisce memoria storica e responsabilità civile, parlando direttamente al presente.

Marco Baliani è protagonista di due appuntamenti dedicati agli studenti. A Ravenna, giovedì 29 gennaio alle ore 10.30, al Teatro Rasi, presenta Del coraggio silenzioso, quattro storie che invitano a riflettere sul valore delle scelte individuali. A Cesena, lunedì 26 gennaio dalle ore 10, lo stesso progetto è proposto al Teatro Bonci per le scuole medie e superiori.

Giovedì 29 gennaio alle 21, al Teatro degli Atti di Rimini, va in scena Pugni pesanti. Leve contro la guerra, con Denis Campitelli. Il racconto intreccia sport e conflitto, seguendo la vicenda di Anselmo Mambelli, pugile romagnolo catapultato dal ring al fronte africano. Sempre a Rimini, il 27 gennaio alle 21, il Teatro Galli ospita Fra cielo e terra: il campo di Theresienstadt e la musica dei bambini, con gli studenti dell’Istituto musicale Lettimi-Maderna.

A Piacenza il Giorno della Memoria 2026 è segnato da iniziative diffuse tra il 26 e il 27 gennaio: letture sceniche al Conservatorio Nicolini, lo spettacolo Proserpina di Matteo Corradini al Teatro Filodrammatici e percorsi educativi a cura di ISREC, in un programma che unisce teatro, formazione e riflessione storica.

Al Teatro Due di Parma torna, come ogni anno,  L’Istruttoria di Peter Weiss, nella storica regia di Gigi Dall’Aglio. Capolavoro del teatro documentario europeo, costruito sulle deposizioni dei processi di Auschwitz, lo spettacolo – prodotto dalla Fondazione Teatro Due – continua da oltre quarant’anni a interrogare il pubblico senza offrire consolazioni, in un viaggio nella tragedia della storia contemporanea in cui non è possibile alcuna catarsi. Fino al 1 febbraio. Sempre a Parma, il 27 gennaio, ore 20.30, il Teatro Regio apre la stagione concertistica con Il Trio di Parma Alessandro Carbonareprimo clarinetto dell’Orchestra di Santa Cecilia,  con loro Marco Baliani che guiderà il pubblico nella riflessione storica ed emotiva  dei testi. In programma pagine di Aaron Copland e Olivier Messiaen, con Vitebsk. Studio su un tema ebraico e Quatuor pour la fin du temps.

Un mosaico di voci, linguaggi e sguardi che, attraverso il teatro, ribadisce come la memoria non sia solo esercizio del ricordo, ma responsabilità viva verso il presente e il futuro.